A due settimane dalla scadenza del 16 ottobre, sulla Tasi regna un vero e proprio caos. Lo denuncia il Codacons, che definisce la tassa sui servizi indivisibili il “solito pasticcio all’italiana”.
A distanza di 14 giorni dal termine per il pagamento dell’acconto, mancano all’appello ancora 600 Comuni ritardatari che non hanno deliberato le aliquote, i cui cittadini saranno quindi costretti a pagare la Tasi in un’unica soluzione entro il 16 dicembre con l’aliquota standard dell’1 per mille. Proprio i ritardi delle amministrazioni comunali hanno generato una situazione di disparità tra i contribuenti, alcuni dei quali chiamati a versare la tassa entro il 16 giugno scorso, altri – quelli residenti nei 5.200 comuni ritardatari – entro il prossimo 16 ottobre.
A tale diversificazione temporale si aggiunge la selva di aliquote, detrazioni, esenzioni che rendono la Tasi una “giungla fiscale”, generando incertezza tra i contribuenti. Ma la tassa sui servizi indivisibili – denuncia il Codacons – oltre ad essere pasticciata, appare anche fortemente iniqua perché, per effetto delle minori detrazioni, inciderà in modo più pesante sulle famiglie a reddito medio-basso rispetto a quelle con reddito elevato, e chi possiede una abitazione con rendita catastale modesta si troverà a pagare di più rispetto all’Imu, mentre chi è proprietario di un immobile di prestigio sarà avvantaggiato dalla Tasi rispetto alla vecchia imposta.
Allo scopo di aiutare i consumatori a districarsi nella giungla della Tasi e uscirne indenni, il Codacons mette e disposizione il proprio Caf/Patronato, che fornirà informazioni ed assistenza fiscale ai contribuenti per il calcolo degli importi dovuti (per informazioni www.codacons.it)