Tralasciando il fatto che mancano all’appello gli altri 6.000 Comuni ritardatari – spiega il Codacons – il vero problema non è l’entità del gettito, quanto la ripartizione del peso della Tasi sulle famiglie italiane.

La tassa sui servizi indivisibili, infatti, inciderà in modo più pesante sulle famiglie a reddito medio-basso rispetto a quelle con reddito elevato – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – Questo perché, per effetto delle minori detrazioni, chi possiede una abitazione con rendita catastale modesta si troverà a pagare di più rispetto all’Imu, mentre chi è proprietario di un immobile di prestigio sarà avvantaggiato dalla Tasi rispetto alla vecchia imposta, motivo per cui il gettito potrebbe addirittura essere inferiore rispetto all’Imu 2012″.

“Si tratta di una evidente disparità sociale, una ingiustizia che si aggiunge alle tante che hanno caratterizzato la Tasi fin dalla sua nascita, con pagamenti diversificati sul territorio e scadenze variabili a seconda degli umori delle amministrazioni comunali” – conclude Rienzi.