Banco popolare, Unicredit e Ubi stanno applicando aumenti fino a 25 euro per il “parziale recupero dei contribuenti” versati al Fondo nazionale di risoluzione.
Il Fondo è stato istituito  per salvare le banche in stato di crisi: Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara, Carichieti. Ora, gli altri istituti a cui è stato chiesto di anticipare le quote del 2016 e 2017, pensano bene di recuperarli sui consumatori.
A pagare sono come sempre i cittadini: i 25 euro saranno applicati a ogni correntista che è stato informato tramite una comunicazione contenuta nell’ultimo estratto conto. Per l’ennesima volta sono i consumatori a rimetterci e ad essere vittima dell’effetto boomerang del salvataggio delle banche in crisi.
Come aggirare questo ostacolo? L’unica soluzione è cambiare la propria banca e rivolgersi verso istituti più sicuri.
Dichiara Luigi Gabriele Affari Istituzionali Codici– Suggeriamo ai consumatori di orientarsi verso banche che abbiano una solida struttura e su cui è possibile fare affidamento. In base alle esigenze del singolo consumatore, consigliamo di rivolgersi ad esempio, verso Intesa San Paolo o le piccole banche del territorio in cui si ripone la propria fiducia, di cui bisogna, però, verificare la solidità economica, sul sito della banca d’Italia nella sez. Analisi del Sistema Bancario e Finanziario. Se invece il correntista non ha necessità di recarsi allo sportello, le banche online, paradossalmente più sicure, possono essere una valida soluzione.