Il presidente del gruppo Franco Bernabe’ durante un’audizione al Senato ha dichiarato che il vertice di Telecom Italia ha avuto conoscenza della modifica degli accordi parasociali tra gli azionisti di Telco dai comunicati stampa. Per il Codacons, se fosse vero, dovrebbe, per coerenza, dare subito le dimissioni.
Ma il vero problema è la faccia tosta dei politici che ora salgono pure in cattedra a rivendicare l’italianità di Telecom, ma che sono la causa del peccato originale: prima hanno regalato la rete telefonica pubblica ai privati, in barba alle leggi antitrust, e ora si lamentano e si stupiscono se il privato ha fatto ciò che il libero mercato consente, vendere ad altri privati.

In questi anni nessuno, men che meno i politici, si è interessato dei clienti della telefonia, la vera controparte di queste compagnie
. Per anni, in nome di una inesistente concorrenza, si è consentito alle società telefoniche di calpestare i diritti dei consumatori: attivazione di servizi e contratti non richiesti, disdette inascoltate, tempi biblici per attivazioni di linea o riparazioni, utenti senza linea nel passaggio da una compagnia all’altra ecc. ecc.. Ancora oggi, dopo 20 anni esatti di battaglia, le numerazioni speciali a sovrapprezzo vanno appositamente disabilitate dal consumatore invece che attivate solo da chi le vuole. Mentre le penali che paghi per abbandonare la compagnia telefonica sono ancora lì, in barba alla presunta liberalizzazione di Bersani.
Ecco perché il Codacons chiede che su questa partita, per una volta, non siano ascoltati solo azionisti e lavoratori, ma anche le associazioni di consumatori e chiede precise garanzie per gli utenti.
Insomma, che garanzie avranno i consumatori sui tempi di riparazione della linea? Le aziende della ricca Brianza che ancora oggi non riescono ad avere l’adsl, avranno possibilità in più di ottenerla?
Per il Codacons il primo passo deve essere quello di eliminare il vecchio canone Telecom. Sarebbe il colmo mantenere un privilegio dell’ex monopolista pubblico per arricchire gli azionisti spagnoli.