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Telecom & Tim si uniscono. Il lupo cambia pelo ma non vizio

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Firenze, 16 Gennaio 2015. “Il futuro firmato Telecom Italia”, recita una pubblicita’ costosissima (pagine intere di diversi media nazionali e non solo), firmata Tim. Pubblicita’ d’immagine, quella pagata coi soldi che questo gestore, ancora monopolista in larga misura, accumula dai servizi degli utenti e che vengono usati per comunicarci che cambiano nome ma sono gli stessi. Si’ proprio gli stessi. Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Potremmo raccontarvi migliaia di storie di illeciti e truffe che ci vengono riferite ogni giorno e per le quali consigliamo e assistiamo chi si rivolge a noi, con percentuali di successo (per gli utenti) vicino al 100%. Storie di ordinaria follia, identiche a quelli di tutti gli altri operatori di telecomunicazioni che, con arroganza e maestosita’ della loro macchina organizzatrice, sono lo specchio dell’Italia diffusa del malaffare.
Oggi ve ne raccontiamo una che e’ accaduta proprio a chi scrive questo lamento, sperando che si trasformi in ode del diritto, dell’onesta’, del buon vivere ma, soprattutto, un allerta per chi c’e’ o si avvicina al mondo della comunicazione digitale. In verita’ me ne sono capitate gia’ altre. Su cui alla fine -tenace- ho sempre avuto ragione. Ma questa e’ sintomatica e mi fa incazzare di piu’ perche’ coinvolge anche mia figlia di quasi 10 anni, iniziandola cosi’, come le si insegna ad  attraversare le strisce pedonali guardando a destra e sinistra nonostante i sensi unici, a comprendere in che Paese indecente e mafioso siamo nati, e perche’ cercare di andar via e’ una scelta, al di la’ dei singoli affetti, meritosa.

La storia. La bambina, quando non studia o gioca in altro modo, vede telefilm e film in tv, quasi sempre gli stessi e farciti di pubblicita’. Il babbo le regala per Natale un collegamento Adsl in casa, si’ da poter andare in Rete e scegliere uno dei tanti operatori che offrono servizi simili a pagamento, con cifre anche modeste. Tutti contenti. Negozio Tim e contratto con il massimo di qualita’ tecnica rispetto alla zona in cui abito (Rifredi-Statuto a Firenze) e di sola connessione; domanda: devo firmare? Non importa, lo fara’ successivamente. Costi di mercato. Operatore Tim. Tempo una settimana, arriva un tecnico, competente, installa il tutto e funziona come di dovere. Due giorni fa, sul mio telefonino, il cui numero avevo dato esclusivamente per la comunicazione dell’arrivo dell’installatore, mi arriva un messaggio: il tuo Tim Vision ti arriva entro domani, per informazioni chiama questo numero xxxx. Tim Vision? E chi l’ha mai chiesta questa scatola che aspira a fare conc
orrenza
ad altri operatori d’intrattenimento via web? Provo a chiamare il numero, ma mi dice che e’ Infostrada (!!!), e’ occupato e di richiamare. Provo e riprovo, la risposta e’ sempre la stessa. Lascio perdere: sara’ un errore, ed e’ noto che, in barba alla legge sulla Privacy, i numeri che l’utente osa dare a qualcuno, entrano nel mercato nero illegale dei molestatori telefonici. Ieri sera torno a casa vero le 22 e il mio gentile vicino mi dice: e’ venuto diverse volte un postino dicendo che doveva consegnarle questo pacco (scatola Tim Vision), e visto che di giorno non ci sei mai, mi ha chiesto se poteva lasciarlo da me ed ho pensato di farti un favore, ed ho anche firmato. Spiego al vicino, che parla poco bene l’italiano, che e’ stato gentile ma che queste cose non si fanno mai perche’ il mondo e’ pieno di disonesti che in questo modo ti rifilano le fregature, e che lui era stato inconsapevole strumento di una truffa. Il vicino -poveraccio- non sapeva piu’ come scusarsi ed ha ma
ledetto
il momento in cui ha pensato di farmi un favore, ma l’ho rassicurato che il problema non era la sua gentilezza ma la disonesta’ di Tim. Ora io dovro’ usare il mio tempo in modo costoso ed indesiderato ed andare al negozio dove ho fatto il contratto, dove sicuramente mi si dira’ che loro sono solo agenti e che non c’entrano con le truffe di Tim (ed hanno ragione), poi dovro’ attaccarmi ad un qualche telefono (dove ad ora continuano a dirmi che sono Infostrada e non Tim ed il numero e’ occupato e che devo richiamare) senza ottenere risultato. Poi dovro’ mandare una raccomandata A/R alla Tim minacciandoli che se non rispettano il contratto gli faro’ vedere i sorci verdi. Nel frattempo mi arrivera’ la bolletta con l’addebito del Tim Vision non richiesto, io la paghero’ solo in parte e faro’ ricorso al Corecom (Commissione regionale sulle comunicazioni, ufficio territoriale dell’Agcom, Autorita’ delle Comuncazioni) e Tim mi minaccera’ di tagliarmi tutto il servizio Adsl se non pag
o
tutto, ma io faro’ presente loro (sempre tramite raccomandata A/R) che, avendo aperto una contestazione ufficiale contro il loro presunto abuso, non possono farlo (lo dice la legge) fino alla risoluzione della vicenda; forse se ne fregheranno e taglieranno lo stesso il servizio, io lo faro’ riattivare grazie ad un provvedimento d’urgenza del Corecom.  Tra “tricchete e tracchete” almeno una quindicina di giorni staro’ senza servizio che poi sicuramente mi verra’ riattivato, in attesa della decisione definitiva sul mio ricorso al Corecom. Dove Tim sosterra’ che io invece Tim Vision lo avevo ordinato e, carta canta, dimostrero’ che non e’ vero. Il Corecom mi dara’ ragione e Tim se ne andra’ con la coda tra le gambe, avendo speso tanti soldi per i suoi difensori delle proprie menzogne e -soprattutto- dove nessuno mi rimborsera’ del mio tempo e del mio denaro per non dover accettare quello che non avevo ordinato (a meno che non faccio causa in tribunale…. ma lasciamo perdere
…. mi
vengono i brividi solo a pensare a tempi, costi ed avvocati ed alle stanze del palazzo di Batman in viale Guidoni a Firenze).
Ed io che avevo solo fatto un regalo a mia figlia di 10 anni per Natale, per non farle vedere i quintali di pubblicita’ dei pessimi e ripetitivi (fino alla paranoia) canali per ragazzi del digitale terrestre.
Ora rileggo la pubblicita’ sui media di oggi: Telecom diventa Tim. Ed io sono uno che sa come fare valere i propri diritti, presto il mio volontariato all’Aduc… che gli racconto a mia figlia? Lo so bene, ed e’ roba talmente cattiva che mi vergogno anche a scriverla qui.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Consumatori

Addio alle monetine da 1 e 2 centesimi

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Dal 1° gennaio 2019, la Zecca dello Stato sospenderà la produzione delle monetine da 1 e 2 centesimi, che non hanno mai riscosso grande simpatia da parte dei consumatori.

È bene precisare che si tratta di una sospensione contenuta nella legge di Bilancio 2018 (Legge 97/2017) del precedente Governo, dovuta agli eccessivi costi di produzione, gestione e distribuzione. La scorsa Legge di Bilancio prevede, inoltre, di arrotondare i prezzi al multiplo di 5 più vicino, per eccesso o per difetto.

Ma quanti di voi si aspettando che si arrotondi per difetto? Ai posteri l’ardua sentenza

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Consumatori

Smartphone, quali rischi per la salute?

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Una campagna informativa da realizzarsi entro il 16 luglio 2019 sui modi corretti di utilizzo dei telefoni cellulari e cordless. È quanto prevede una sentenza del Tar del Lazio che obbliga i ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione a informare i cittadini sui rischi di un uso improprio di questi dispositivi, “nonostante ad oggi le conoscenze scientifiche non dimostrino alcun nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali”. I giudici amministrativi hanno così accolto parzialmente il ricorso dell’Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog che aveva contestato l’immobilismo sul tema da parte dei dicasteri, ciascuno per il proprio ambito di competenza.

Gli obiettivi della campagna informativa

La campagna d’educazione e informazione ambientale, si legge nella sentenza del Tar del Lazio, sarà “rivolta all’intera popolazione” e avrà come oggetto “l’individuazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile (dunque, come detto, telefoni cellulari e cordless) e l’informazione dei rischi per la salute e per l’ambiente connessi a un uso improprio di tali apparecchi”. Nel predisporre la campagna i ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione dovranno avvalersi “dei mezzi di comunicazione più idonei ad assicurare una diffusione capillare delle informazioni in essa contenute”. Particolare attenzione deve essere rivolta soprattutto ai bambini, considerato che utilizzano lo smartphone in età sempre più precoce. Far capire ai genitori che una sovraesposizione dei loro figli a questi dispositivi fin da quando sono piccoli potrebbe nuocere alla loro salute e al loro regolare sviluppo, è uno dei compiti che si deve prefiggere la campagna.

Ma è vero che l’uso eccessivo di smartphone fa male alla salute?

Al netto della sentenza del Tar del Lazio, ad oggi non esistono prove scientifiche che dimostrino che un utilizzo oltre il dovuto degli smartphone sia connesso direttamente a un maggior rischio di contrarre tumori. In questo campo le ricerche delle massime organizzazioni sanitarie nazionali e internazionali, comprese quelle portate avanti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono ancora in corso. Detto ciò, in Italia la questione è attenzionata dal Ministero della Salute almeno dal 2012, anno in cui il dicastero aveva confermato che non vi erano certezze sulla presenza di un nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali, specificando però che un collegamento non potesse essere del tutto escluso motivo per cui ci sarebbe stata continua sorveglianza sul tema. La campagna informativa che adesso viene imposta ai tre ministeri dal Tar del Lazio è un provvedimento che va pertanto interpretato in quella direzione.

Smartphone, qualche consiglio per usarlo correttamente

Ci sono alcuni semplici consigli da seguire per usare in modo corretto lo smartphone ogni giorno, evitando inutili utilizzi eccessivi di questo dispositivo. Quando si acquista uno smartphone è consigliabile scegliere dispositivi con un basso Tas (in inglese Sar), la sigla che indica il livello delle emissioni elettromagnetiche. Se si è a casa o in ufficio meglio usare il telefono fisso in quanto in ambienti chiusi il cellulare aumenta la potenza di emissione. Utilizzare sempre l’auricolare o il vivavoce per limitare gli effetti delle onde elettromagnetiche del dispositivo sul cervello. Se non si hanno degli auricolari a portata di mano, è bene evitare chiamate lunghe e, se necessario, alternare un orecchio con l’altro durante la conversazione. Le chiamate vanno effettuate solo c’è pieno campo, altrimenti il cellulare aumenta la sua potenza di emissione per riuscire a garantire la chiamata. Quando si dorme lo smartphone non va né tenuto né caricato vicino al letto. Mentre di giorno va tenuto il più possibile lontano dal proprio corpo: dunque non in tasca, ma sul tavolo se si è a casa o in ufficio, oppure nello zaino o in borsa se si è in movimento. Ci sono poi dei luoghi specifici in cui è sempre meglio spegnere il cellulare, come quando si è in ospedale o di fronte a persone con pacemaker e apparecchi acustici: in questo modo le onde del dispositivo non potranno interferire con le apparecchiature elettromedicali. Le donne in gravidanza sono molto più ricettive all’elettromagnetismo, motivo per cui è bene che evitino l’uso eccessivo degli smartphone. Capitolo a parte meritano, infine, i bambini. A scuola, come noto, l’utilizzo dello smartphone è vietato per legge. Se viene concesso ai più piccoli l’utilizzo del telefonino quando non sono a casa, i genitori devono attivare i filtri di sicurezza dedicati e raccomandare loro di usarlo solo per le chiamate di emergenza.

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Consumatori

Annullate cartelle e multe sotto i 1.000 euro: come verificare se l’Agenzia delle Entrate Riscossione te le ha cancellate?

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Fonte: ADICONSUM

Cartelle/multe pagate dopo il 24 ottobre 2018

Tali somme andranno:

  • ai debiti eventualmente inclusi nella definizione agevolata prima del versamento
  • ai debiti scaduti o in scadenza.

In assenza di debiti, le somme versate saranno rimborsate.

Cartelle e multe che non prevedono l’annullamento automatico

La “pace fiscale” no n si applica alle seguenti tipologie di debiti:

  • debiti relativi alle risorse proprie tradizionali dell’UE e all’IVA sui prodotti di importazione
  • debiti derivanti dal recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall’UE o da condanne pronunciate dalla Corte dei Conti
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie elevate a seguito di sentenze penali di condanna.

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