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Telefonate, sms e internet all’estero: cosa cambia dall’1 luglio 2014

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Latina-Minturno, 30 giugno 2014 – Meno costi per chi utilizza il telefonino in altri paesi dell’Ue, la possibilità di stipulare contratti con diversi operatori limitatamente ai servizi di roaming e un allerta quando ci si avvicina alla soglia dei 50 euro di spesa: sono queste le principali novità per i consumatori effettive dal 1 luglio 2014. In questa data, infatti, entrerà in vigore il Regolamento (CE) n. 531/2012, il terzo step significativo verso riforma del settore delle telecomunicazioni in Europa, che prevede l’abolizione entro il dicembre 2015 delle tariffe supplementari sui servizi telefonici mobili quando si utilizza il cellulare in altri paesi dell’UE.

1. L’EUROTARIFFA – Dal primo luglio 2014 si abbassano ulteriormente i massimali tariffari sul roaming per chiamate, sms e internet quando gli utenti sono in un Paese Ue diverso dal proprio. Il consumatore dovrà fare attenzione che l’operatore applichi correttamente le nuove tariffe verificandone il rispetto in bolletta (a meno che non si sia scelto un contratto diverso più vantaggioso).
Massimali tariffari per le chiamate, gli sms e il collegamento online (scaricamento di dati):

1° luglio 2012
1° luglio 2013
1° luglio 2014
Chiamate in uscita (al minuto)
€0,29
€0,24
€0,19
Chiamate in entrata (al minuto)
€0,08
€0,07
€0,05
Messaggi in uscita (per SMS)
€0,09
€0,08
€0,06
Collegamento online (scaricamento dati, per MB*)
€0,70
€0,45
€0,20
* Il massimale si calcola per MB, ma la tariffa applicata si basa sui kilobyte utilizzati. Prezzi IVA esclusa.

Ma al di là dei singoli consumatori, sarà centrale il ruolo di Agcom: sono infatti previste misure di controllo dei prezzi massimi di vendita wholesale e retail per il traffico voce, SMS e dati. L’Autorità dovrà assicurare anche che vengano rispettati i doveri informativi degli operatori, quindi il consiglio è di dare un’occhiata ai siti degli operatori dal primo di luglio in poi. Attenzione, poi, che i costi eliminati non facciano capolino con una nuova veste: il consumatore non deve subire costi aggiuntivi né attivazione di servizi mai richiesti.

«Che succede se non viene rispettato il “tetto” dell’eurotariffa?»

Se ci rendiamo conto che l’operatore continua a fatturare con le vecchie tariffe è opportuno contestare la fattura per iscritto ricordando i massimali tariffari previsti dalla normativa europea e chiedendo un ricalcolo della bolletta. L’operatore a quel punto dovrà inviare una nuova bolletta con le tariffe corrette. Se il problema non dovesse risolversi è bene rivolgersi a un’associazione dei consumatori per vedere tutelati i propri diritti e, in ogni caso, inviare una segnalazione ad Agcom, che vigila sulla correttezza dei servizi e delle pratiche e ha il potere di sanzionare gli operatori scorretti.

2. GLI ALERT GRATUITI – Il consumatore dev’essere sempre informato delle tariffe applicate e di quanto sta spendendo, per evitare spiacevoli sorprese. Per questo il nuovo Regolamento prevede tre servizi del tutto gratuiti: quando ci si reca in un altro Paese dell’UE, il proprio operatore di telefonia mobile è obbligato a inviare un SMS con un riepilogo delle tariffe per le chiamate in entrata e in uscita, gli SMS e il collegamento online (scaricamento dati) in tale Paese. Se non si desidera ricevere l’Alert è sufficiente rinunciare al servizio comunicandolo al proprio operatore. Inoltre il nuovo Regolamento stabilisce che il volume di dati scaricati sul cellulare debba essere limitato, a livello mondiale, al valore di 50 euro (o al prezzo equivalente in altre valute), salvo accordi diversi con il proprio operatore. Gli utenti, infine, riceveranno un avviso sia al raggiungimento dell’80% del limite concordato sia al momento del superamento della soglia stessa; in quel momento potranno chiedere al fornitore di continuare a utilizzare il servizio dati anche al di sopra della soglia ma dovranno farlo in modo espresso tramite sms o mediante lo strumento messo a disposizione (ad esempio, con finestre pop up). Se l’utente non darà risposte, il servizio dati deve cessare immediatamente.

3. PIÙ CONCORRENZA, PIÙ RISPARMIO – Agcom dovrà vigilare anche sul rispetto e il corretto svolgimento della c.d. “competizione infrastrutturale”, effettiva da luglio 2014, che prevede la vendita “separata” dei servizi di roaming. In pratica l’utente, nel momento di usufruire di servizi di roaming, può scegliere indipendentemente dal proprio operatore di rete, il fornitore dei servizi di roaming ed acquistarli da un Alternative Provider mantenendo lo stesso numero, la stessa SIM, il servizio voce, SMS e dati. Il passaggio ad altro operatore per il solo servizio di roaming dovrà avvenire al massimo entro 3 giorni e in modo del tutto gratuito. Gli operatori dovranno informare il cliente dell’esistenza di questa opzione in modo chiaro e comprensibile, affinché possa trovare un operatore diverso per il roaming, se offre condizioni migliori. Il regolamento, infatti, ha l’obiettivo di stimolare la concorrenza.

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Consumatori

Addio alle maxi-bollette: prescrizione in 2 anni

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Codici: Abbiamo messo argine ad un’ingiustizia

Buone notizie per i consumatori: la Manovra di Bilancio 2018 segna l’addio per legge (speriamo definitivo) alle fastidiose maxi-bollette che troppi di noi conoscono bene e contro cui Codici combatte da ormai diversi anni. Infatti, secondo il provvedimento, nei contratti di forniture di acqua, gas e di energia elettrica il diritto al corrispettivo si prescriverà in due anni. Ovvero, non sarà più possibile richiedere al consumatore somme che vadano al di là dei due anni precedenti l’emissione della bolletta. Una bella novità, di cui beneficeranno sia gli utenti domestici che le microimprese.

Un altro diritto garantito all’utente dalla Manovra consiste nella possibilità di sospendere i pagamenti in attesa di una verifica della legittimità di condotta dell’operatore in questione, ad esempio nel caso in cui:

1)      Siano state emesse fatture a debito per conguagli relativi a periodi maggiori di due anni

2)      L’utente abbia presentato reclami riguardanti i conguagli nelle forme previste dall’Autorità

3)      L’Autorità garante abbia aperto un procedimento per l’accertamento di eventuali violazioni del codice del consumo: relative alle modalità di rivelazione dei consumi, di esecuzione dei conguagli o di fatturazione utilizzata dall’operatore interessato

Detto ciò, il diritto che, con ogni probabilità, interessa di più il consumatore consiste nell’obbligatorietà di ricevere il rimborso dei pagamenti effettuati entro tre mesi (a titolo di indebito conguaglio), in caso di esito della verifica sulla legittimità della condotta dell’operatore. Eccezion fatta per casi in cui la mancata o l’erronea rilevazione dei dati di consumo sia da legarsi ad una responsabilità acclarata dell’utente. Dunque operatori che saranno finalmente “costretti” ad occuparsi in tempi meno biblici del conteggio dati, sempre che non vogliano perdere dei soldi.

Sono anni che Codici lavora a diversi tavoli di discussione per tutelare i cittadini dalle maxi-bollette. La nostra soddisfazione è tutta nelle parole di Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali e Regolatori: La Legge maxi-conguagli è il risultato di due anni di lavoro compiuti da Codici con il legislatore. Due anni fa il legislatore approvò una mozione che impegnava il governo a risolvere il tema dei maxi-conguagli su energia elettrica e gas: percorso infruttuoso, che non portò ad alcuna soluzione. Noi partecipammo a diversi tavoli di lavoro tecnici, che però apparivano più una perdita di tempo che altro. In Italia, da sempre sia il regolatore che il Ministero hanno una specie di soccombenza verso le organizzazioni distributrici, sia di energia elettrica che di gas: hanno sempre dileguato gli impegni da prendere senza intervenire fattivamente”. Ci sono voluti mesi e mesi di lavoro, ma l’associazione Codici, capofila per conto delle associazioni co

nsumatori, è riuscita a fare riprendere il tema: prima mettendo a punto il testo di legge e poi inserendolo all’interno della legge di bilancio.

Prosegue Gabriele: Abbiamo messo argine ad un fenomeno che l’Autorità per l’Energia ha sempre sottostimato, mentre i distributori di elettrico e gas percepivano fondi incredibilmente cospicui, che fanno buona parte dei loro bilanci, per svolgere un’attività che in effetti non svolgevano. Per fortuna oggi sono obbligati a farlo, pena la perdita del denaro”.

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Consumatori

Telefonia fissa e rete internet, stop fatturazione a 28 gg, aderisci alla campagna per ottenere i rimborsi

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Per clienti di H3G-WIND, Vodafone, Fastweb e Tim

Scopri come aderire

 

A fronte dei comportamenti scorretti adottati dalle compagnie telefoniche, attraverso la decisione unilaterale di ridurre da 30 a 28 giorni il periodo di fatturazione, incassando in questo modo indebitamente la tredicesima mensilità, Codici inviò a tempo debito una lettera aperta alle aziende chiedendo di fare autonomamente un passo indietro.

Non ebbe luogo l’immediato ripristino del periodo di fatturazione ordinario e delle condizioni contrattuali previgenti. Decisero di ignorare la Delibera dell’Agcom che lo prevedeva e siamo andati avanti, procedendo per via legislativa, ottenendo il ripristino della fatturazione su base mensile per la telefonia mobile, per la quale a partire dal 5 dicembre 2017 è stato stabilito che le compagnie telefoniche hanno 120 giorni per allinearsi. Quindi entro Aprile 2018.

Nel frattempo però, per quanto riguarda la telefonia fissa, ed oramai la maggior parte degli abbonamenti internet, le Telco hanno continuato a stipulare contratti a 28 giorni.

Pertanto l’AGCOM, con la delibera N. 499/17/CONS del 19 dicembre 2017, ha sanzionatoFastweb, Tim H3G-WIND e Vodafone che hanno continuato a perpetrare questo comportamento scorretto e non si sono uniformate alla precedente Delibera N. 121/17/CONS che già lo imponeva.

Le sanzioni amministrative pecuniarie inflitte dal’’AGCOM sono significative: parliamo di più di 1 milione di euro ad azienda.

Codici quindi, attraverso la “Campagna contro i 28 giorni”, aiuterà tutti i consumatori che abbiano stipulato dei contratti per rete fissa e internet, a partire dal 23 giugno 2017, ad ottenere il rimborso.

Contattateci quindi all’indirizzo e-mail segreteria.sportello@codici.org oppure al numero 06.5571996 al quale vi verranno fornite tutte le indicazioni del caso su modulistica e documentazione da fornire.

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Consumatori

Vodafone risarcisce cinquemila euro a un utente per servizi mai resi

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L’iniziativa risarcitoria, proposta tramite l’associazione Codici Lecce, muoveva dalla mancata esecuzione di un contratto “super adsl” da parte della Vodafone Italia, chiesto nel marzo 2015 da un utente salentino e avente ad oggetto una linea telefonica fissa, adsl e la spedizione della “Vodafone Station” presso la Sua dimora in Lecce.

Dopo aver atteso invano per alcuni mesi, l’utente inoltrava numerosi solleciti nei confronti al gestore, tramite il rivenditore autorizzato e il servizio clienti, senza ottenere mai alcun riscontro e, così, senza poter utilizzare il servizio telefonico e la linea adsl.

Come se non bastasse, alcuni mesi dopo la sottoscrizione del contratto, il cliente riceveva alcune fatture di pagamento per servizi mai attivati e, dopo aver ottenuto il relativo storno, veniva contattato da un’agenzia di recupero crediti che gli intimava, con ripetute telefonate dai toni bruschi e minacciosi e, successivamente, anche con missive, il pagamento immediato dell’importo di Euro 446,45 per fantomatiche morosità legate al contratto.

Esasperato dalla paradossale e stressante situazione e non riuscendo a ottenere chiarimenti neanche dal servizio clienti del gestore, l’interessato si rivolgeva a Codici Lecce che, in persona del segretario, avv. Stefano Gallotta, e dell’avv. Giovanni De Donno, dapprima costituiva in mora e, conseguentemente, citava in giudizio la società di telefonia presso il Giudice di Pace di Lecce, chiedendo lo storno di ogni addebito e il risarcimento di Euro 5.000,00 a titolo di indennizzo contrattuale.

Con sentenza n. 104/2018, pubblicata il 12.01.2018 e non passata in giudicato, il Giudice di Pace, dott.ssa Angela De Simone, ha accolto integralmente le richieste avanzate dai legali dell’attore e, dichiarato l’inadempimento contrattuale del gestore, lo ha condannato al pagamento di Euro 5.000,00 oltre interessi e spese legali.

Evidenzia l’Avv. Stefano Gallotta che spesso i gestori di telefonia pongono in essere comportamenti che, oltre ad essere contrari alla normativa nazionale ed europea, violano quegli stessi principi di qualità e trasparenza, stabiliti dalle Direttive dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ai quali gli stessi dichiarano espressamente di ispirarsi. A fronte dell’inerzia delle compagnie telefoniche nei termini convenuti (in questo caso, a far data dal 21° giorno dopo la stipula del contratto), sono previsti indennizzi applicabili a ogni utenza, privata e aziendale, oltre al risarcimento per i disagi patiti dal cliente”.

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