Come già successo per il terremoto del mese di agosto scorso, l’Abi si è rivolta alle banche per “sensibilizzarle” sulla sospensione delle rate dei mutui.
La sospensione non è sufficiente per chi ha perso tutto, anche perché poi questi mutui matureranno degli interessi ancora più elevati da restituire: è necessario invece, che finiscano tra i crediti non più esigibili per la banca.
Soprattutto se si guarda ai dati Unimpresa, da cui risulta che il 70% delle sofferenze bancarie sono legate a grandi prestiti non rimborsati, appena il 2,63% dei clienti infatti ha preso dei prestiti oltre i 500.000 euro. Sarebbe meglio erogare meno soldi ad amici e conoscenti ed invece far finire tra le sofferenze i mutui dei terremotati.
L’impresa banca si assuma il rischio e inizi a farsi degli scrupoli nei confronti degli sfollati. L’unica cosa che le banche possono fare, così come i terremotati è prendersi le macerie.
Il Governo inoltre, intervenga con un fondo permanente a tutela delle famiglie terremotate che pare ahimè siano destinate ad aumentare.