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Tessuti computerizzati potrebbero far rilevare ad ogni indumento le nostre attività sportive

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fonte: visionari.org

Sensori ibridi di silicone e tessuto molto flessibili e resilienti, una combinazione eccellente per monitorare i movimenti del nostro corpo

La conta dei passi era pensato originariamente per chi soffriva di disturbi ossessivi-compulsivi, ma con l’arrivo degli smartphone e dei braccialetti per il fitness tenere traccia di quanta strada si percorre in una settimana, in un giorno o in un’ora è diventato semplicissimo.

Una nuova tecnologia, nata ad Harvard, permette un monitoraggio dei movimenti più accurato e capillare. Un team di ricercatori dell’Istituto Wyss di Ingegneria Biologica di Harvard ha sviluppato un sensore in tessuto che rileva e trasmette diversi tipi di movimenti del corpo umano. Questa tecnologia molto sensibile potrà essere incorporata in una nuova generazione di vestiti smart, in cui sarà proprio il vestito a diventare un dispositivo digitale.

In altre parole: una t-shirt potrebbe essere un nuovo tipo di computer.

Collaborando con i colleghi della Facoltà di Ingegneria e Scienze Applicate di Harvard, i ricercatori hanno iniziato cercando delle alternative ai materiali duri e rigidi utilizzati nella maggior parte dei dispositivi portatili — ad esempio i braccialetti, o i contapassi. Incorporando dei processori all’interno del tessuto stesso, i ricercatori sperano di lanciare una nuova categoria di dispositivi leggeri, flessibili e indossabili nel vero senso del termine.

Questa nuova tecnologia consiste in uno strato di silicone messo all’interno di due altri strati di tessuto conduttivo, creando un cosiddetto sensore capacitivo. Il sensore può rilevare anche il più piccolo movimento, monitorando le piccole scariche elettriche che si muovono costantemente all’interno del materiale.

“Se tiriamo il sensore alle sue estremità, lo strato di silicone diventa più sottile e i due strati di tessuto conduttivo si toccano: ciò cambia la capacità del sensore in modo proporzionale all’allungamento. Possiamo misurare in che modo il sensore cambia la sua forma”, Daniel Vogt, co-autore della ricerca

Il materiale è abbastanza sensibile da registrare tensioni fisiche di meno di mezzo millimetro. Secondo i test svolti su un paio di guanti fatti di questo materiale, il livello di sensibilità è tale da monitorare movimenti leggerissimi quali il leggero scorrere laterale di un dito. Ma il materiale è tanto leggero e flessibile che tali movimenti non sono minimamente impediti.

È anche facile da produrre e duplicare, rendendolo immediatamente utilizzabile dai produttori di vestiti o di altri wearables.

“Abbiamo elaborato un processo di produzione unico nel suo genere, che permette di creare sensori in qualsiasi forma, e poterli programmare in maniera uniforme. In questo modo si ottiene una produzione veloce e pensata ad hoc per ogni applicazione”, Asli Atalay, ricercatore.

La Fondazione Nazionale per la Scienza, il Consiglio di Ricerca Tecnologica e Scientifica della Turchia e il Dipartimento della Difesa Statunitense hanno supportato la ricerca.

Il documento, pubblicato sul giornale Advanced Materials Technologies, è solo una prova di concetto preliminare, ma il team di ricercatori è ottimista e pensa che la tecnologia potrà essere utilizzata per rilevare i movimenti direttamente dai vestiti — ad esempio, integrandola con tute d’allenamento in grado di monitorare i progressi sportivi, oppure in ambito medico per poter monitorare i pazienti attraverso degli strumenti morbidi.

“Questa ricerca ha dei risultati davvero promettenti per il monitoraggio dei movimenti in ambito sportivo. Ad esempio, un golfista che indossa un vestito del genere, può monitorare e correggere la propria postura: un qualsiasi atleta può ottimizzare la sua performance sportiva, partendo dal feedback del sensore”, Asli Ataly.

Un’ulteriore possibilità è quella di combinare il tessuto morbido con un input robotico. In altre parole, invece di semplicemente monitorare i movimenti, i vestiti smart potrebbero addirittura assisterli o iniziarli: un’applicazione molto interessante per creare esoscheletri per persone con disabilità o difficoltà motorie.

Asli Atlay è molto entusiasta della ricerca e conclude, dicendo che:

“C’è sempre maggiore interesse per l’utilizzo di sistemi robotici flessibili. Ad esempio, l’Istituto Wyss sta sviluppando dei i robot in tessuto che assistono persone con difficoltà motorie, lesione alla spina dorsale o malate di SLA. Un’altra interessante applicazione è quella di integrare i sensori nei pigiami per poter prevenire l’apnea notturna”


Tradotto in Italian. Articolo originale: Livescience


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Consumatori

Telemarketing aggressivo, scoppia il caso della truffa sui Bitcoin

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Trading online: la terza fase delle truffe

Codici: dopo energia e telefonia adesso spunta il trading online

Molteplici fattori possono influenzare il comportamento delle persone quando si tratta di mutare abitudini e comportamenti, ma negli ultimi anni un trend anomalo ha visto crescere esponenzialmente le persone che cascano nella facile convinzione di poter guadagnare tanto investendo poco.

In parallelo, si è sviluppato un tipo di telemarketing molto aggressivo, da parte di società che contattano con la promessa di un facile e veloce guadagno. Queste ultime in genere hanno sede a: Londra, Malta, Est Europa e varie località italiane. Arrivano a chiamare fino a 20 volte al giorno e successivamente, se non si risponde al telefono, inviano una mail.

Queste società raggirano la regolazione, intesa come tutela del risparmiatore, come ad esempio la direttiva Mifid II, sulla base della quale non si può investire in determinati prodotti, se prima non è stata svolta un’analisi ben precisa del profilo di rischio del risparmiatore.

E’ un tipo di truffa “sottile” perché si rivolge a chiunque, quindi non necessariamente solo a chi è completamente digiuno di nozioni finanziarie, inoltre non insospettisce troppo, perché l’investimento minimo richiesto ammonta a 250 euro.

Sostanzialmente, dopo le fasi uno e due delle truffe perpetrate dalle compagnie telefoniche e dagli operatori dell’energia, ora ci troviamo all’interno della terza fase delle truffe, attraverso cui si sta sviluppando un nuovo e profittevole settore: è un mercato che vale 4 miliardi di dollari al giorno.

Si specula principalmente sulla differenza di prezzo tra una moneta e l’altra, inoltre con la diffusione delle cripto valute (monete virtuali) è ancora più facile truffare: si è arrivati ad un livello di profilatura della persona tale che, se solo si acquista cripto valuta senza fare trading, si cedono comunque i propri dati e a questo punto veniamo agganciati da queste società solo per essere stati su quella piattaforma. Esiste un monitoraggio incredibile a cui è praticamente impossibile sfuggire e se si prova a bloccare la chiamata, si viene contattati da un’altra nazione; l’obiettivo è quello di farsi dare il denaro o dal conto corrente o dai propri wallet cripto perché i broker di queste società li utilizzano per speculare a livello internazionale sotto la nostra responsabilità civile e penale.

 

Guarda il video della telefonata choc realizzato da Mimandarai3 e Luigi Gabriele

“Chi vi chiama a casa, è entrato in possesso dei vostri dati e certamente è intenzionato a raggirarvi, è una truffa sicura, infatti attraverso le valute elettroniche vogliono arrivare ai soldi “veri”. Non accettate mai offerte derivanti dal teleselling, chi vuole investire deve rivolgersi solo a professionisti seri o a dei consulenti finanziari che non entrano in contatto con un possibile investitore con queste modalità” – afferma Luigi Gabriele  dell’Associazione Codici.

 

Ecco quattro regole d’oro per non incappare nella trappola del trading online:

1) Non investire se non si sa in che cosa consiste

2) Non fare prove di nessun tipo nemmeno con soldi “virtuali”

3) Non diffondere numeri di conto o di carte di credito

4) Rivolgersi ad Associazioni dei consumatori al minimo dubbio

Per non ricevere più telefonate moleste, ribadiamo di iscrivervi al registro delle opposizioni (http://www.registrodelleopposizioni.it/) e potrete in queste modo tutelare nell’immediato il vostro numero fisso,  a breve anche il numero di cellulare. Per dubbi o problemi scrivete a: segreteria.sportello@codici.org o chiamare allo 06.5571996.

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Sanità, 44 milioni di italiani si rivolgono ai privati

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Aumento della spesa per la Sanità privata che vola a 40 miliardi

CODICI avverte: aumento spesa privata è segnale che il SSN non riesce a soddisfare il diritto alla salute

La situazione in cui versa il Servizio Sanitario Nazionale, come più volte segnala la nostra Associazione CODICI, tra casi di malasanità, liste d’attesa interminabili e Ospedali affollati, ha portato la diretta conseguenza di un aumento considerevole del numero di italiani che si rivolge a strutture private pur di accedere alle prestazioni sanitarie in tempi ragionevoli.

Lo stato d’emergenza dell’assistenza sanitaria pubblica, specie nel Lazio e al Sud, porta inevitabilmente a rivolgersi a strutture private, anche per coloro che non ne hanno le possibilità economiche, con il risultato che sono sempre di più gli italiani che si indebitano per avere accesso alle cure.

Solo nell’arco dell’ultimo anno sono stati 44 milioni gli italiani che hanno fatto ricorso ai propri risparmi per pagare prestazioni sanitarie per intero o, in parte, con il ticket.

Questi numeri che fanno riflettere derivano dal rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute presentati al «Welfare Day 2018».

Naturalmente i costi della sanità privata incidono proporzionalmente in misura maggiore sulle famiglie dal reddito basso.

Dunque è appurato che gli italiani finiscono per indebitarsi per pagare la sanità. Ben 7 milioni di italiani nell’ultimo anno si sono indebitati e 2,8 milioni hanno dovuto fare ricorso ai propri risparmi. Dalla ricerca, inoltre, emerge che il 47% degli italiani taglia le altre voci di spesa far fronte alla sanità.

La conclusione è che coloro che guadagnano meno, devono trovare naturalmente più soldi per pagare le spese sanitarie.

“La capacità di mettere a disposizione un buon servizio sanitario pubblico è da sempre un criterio per stabilire quanta attenzione il Governo riservi nei confronti dei cittadini, il cosiddetto welfare – ha affermato il Segretario Nazionale di CODICI, Ivano Giacomelli – ma in questi anni non è mai stato raggiunto un livello soddisfacente e chiediamo che la sanità torni al centro dell’agenda politica. Inoltre – ha continuato il Segretario – noi di CODICI, che ci siamo sempre battuti per il diritto alla salute dei cittadini, riteniamo che dati come questi siano un indice molto grave: la spesa sanitaria privata è tra le maggiori forme di disuguaglianza, dato che incide naturalmente sulle famiglie con difficoltà economiche.

In questa giungla della sanità non mancano coloro che per avere accesso alle cure sono arrivati a ricorrere a raccomandazioni: 12 milioni di italiani hanno saltato le lunghe liste d’attesa nel Servizio sanitario grazie ad amici e parenti. Infine, altro dato sconcertante è rappresentato da quel 54,7% di italiani non ha più fiducia nelle opportunità di diagnosi e cure sanitarie.

Questo il quadro di un settore, quello sanitario, che fa acqua da tutta le parti e chiede sacrifici proprio alla fetta della società con redditi più bassi.

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Consumatori

Energy Rating: Sorgenia decide di farsi dare il rating dai consumatori

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Milano, 8 giugno 2018

 

Prende il via la collaborazione tra l’Associazione Consumatori Codici e Sorgenia, volta a verificare il livello di tutela dei consumatori nei processi aziendali, certificato attraverso un audit composto da molteplici tappe. Questo, infatti, è il primo passo per la realizzazione completa del progetto che prevede altri due incontri e conclusione il prossimo luglio.

 

Le politiche e le procedure aziendali sono e saranno fondamentali, soprattutto alla luce della prossima liberalizzazione del mercato dell’energia. Per questo la trasparenza nei confronti dei consumatori sarà imprescindibile per tutte le aziende che vorranno fare parte del mercato e competere in modo corretto e leale. 

 

Sorgenia ha deciso di aderire con piena trasparenza e partecipazione al Codici Energy Rating per valutare i processi aziendali relativi alla tutela del consumatore, consapevole dell’importanza di garantire una customer Experience appagante e sempre più vicina alle esigenze dei clienti.

 

Trasparenza ed assenza di rischi per il consumatore dovranno essere i punti di riferimento per chi opera in questo segmento di mercato, in una logica di assoluta tutela dei consumatori.

 

Il modo di fare e pensare il mercato deve ispirarsi alla correttezza, alla trasparenza, alla qualità dei processi e dei servizi offerti. Il Codici Energy rating mira a valutare e a sostenere le buone pratiche che valorizzano esattamente questi aspetti.

 

Durante il primo incontro, sono stati analizzati i processi relativi a servizio clienti, attività di sales e piani di formazione degli operatori nel loro complesso. Inoltre le risorse umane, intervenute sul tema formazione, si sono rese disponibili a somministrare un questionario sul clima interno.

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