Un errore del legislatore rischia di avere conseguenze gigantesche sul fronte delle università italiane. La scoperta è stata fatta oggi dai legali del Codacons nel corso dell’udienza al Tar del Lazio sul ricorso promosso dall’associazione contro i test di ammissione alla facoltà di medicina e odontoiatria.
L’art. 20 del decreto legge 12 settembre 2013, n. 104, al fine di abolire il c.d. “Bonus maturità”, ha abrogato l’intero art. 4, del d. lgs n. 21/2008, che disciplina non solo il punteggio da attribuire a titolo di bonus maturità (max 10 punti), ma l’intera materia del punteggio da attribuire ai partecipanti ai test di ammissione, ivi compreso il punteggio (max 90 punti) da assegnare sulla base dei risultati riportati in tali test – spiega il Codacons – In particolare, i primi due commi dell’art. 4 dlgs n. 21/2008 disciplinano il punteggio da attribuire sulla base dei risultati dei test d’ingresso universitari, mentre i commi da 3 a 5 stabiliscono i criteri in base ai quali deve essere assegnato il bonus maturità. Con la conseguenza che l’abrogazione dell’intero art. 4 Dlgs n. 21/2008, ha fatto venir meno non solo il bonus maturità, ma anche i criteri per l’attribuzione del punteggio in base ai risultati ottenuti nei test!!
Da ciò – prosegue l’associazione – non può che derivare l’illegittimità di tutte le valutazioni svolte dalle apposite commissioni d’esame e quindi dell’intera tornata delle prove di ammissione alla facoltà di medicina per l’anno accademico 2013/2014, mancando al momento di tali valutazioni la disciplina relativa ai punteggi da assegnare, essendo stata, appunto, abrogata la norma.
Su tale questione pertanto sarà chiamato a pronunciarsi il TAR Lazio, innanzi al quale il Codacons ha promosso apposito ricorso, chiedendo l’annullamento di tali prove, anche sulla base dei profili di illegittimità sopra illustrati