La decisione del Ministero dell’istruzione di risolvere il pasticcio dei test d’ingresso alle Scuole di specializzazione in Medicina riconoscendo la validità di 28 quesiti su 30 nonostante l’inversione delle domande dell’area medica con quella dei servizi clinici, potrebbe scatenare una pioggia di ricorsi da parte dei candidati bocciati. Lo afferma il Codacons, che sta valutando la fattibilità di una azione collettiva al Tar del Lazio per conto dei medici che non hanno superato le prove del 29 e 31 ottobre.

In presenza di un errore materiale accertato e di tale portata, non si può pensare di chiudere la vicenda cambiando le regole del gioco – spiega l’associazione – Questo perché chi si è iscritto al concorso lo ha fatto sulla base di criteri fissati dallo stesso Ministero, che non possono essere modificati a posteriori per correggere gli effetti di un errore. La decisione del Ministero, quindi, potrebbe legittimare i ricorsi di migliaia di medici bocciati ai test.

“Il Ministero dell’istruzione non ha altra scelta: deve consentire l’ingresso alle Scuole di specializzazione a tutti coloro che hanno sostenuto le prove del 29 e 31 ottobre – spiega il presidente Carlo Rienzi – Se non lo farà, ci sarà un gigantesco contenzioso nelle aule di tribunale con il Tar che potrebbe rimettere in gioco gli esclusi con conseguente paralisi delle scuole di specializzazione”.