L’obiettivo era quello di limitare le prescrizioni mediche di visite, prestazioni ed esami non necessari, per impedire “prescrizioni non appropriate a carico del Servizio Sanitario Nazionale”.

Il decreto Appropriatezza ha individuato le condizioni e definito le indicazioni di appropriatezza  prescrittiva per  203  prestazioni  erogabili da Servizio Sanitario Nazionale.

In particolare saranno due le condizioni di erogabilità da valutare:

a) lo stato personale e clinico del paziente beneficiario,

b) la finalità terapeutica, diagnostica, prognostica o di monitoraggio.

In pratica saranno a  carico del paziente, se  fuori delle condizioni di erogabilità previste dal decreto, le  prestazioni riguardanti Odontoiatria, Genetica, Radiologia diagnostica, Esami di laboratorio, Dermatologia allergologica, Medicina nucleare.

Tutto ciò causa allarme crescente presso i cittadini, oltre al sospetto che  il decreto attuativo, in concreto, si traduca in una riduzione o addirittura negazione dell’accesso a terapie ed esami necessari.

Federconsumatori segnala il rischio che i criteri e le norme di appropriatezza del decreto dilatino tempi e accessi ad esami e indagini per terapie “realmente appropriate” e “personalizzate”.

In tal senso chiediamo al Ministero di intervenire e fare chiarezza, sempre con l’obiettivo di garantire il diritto e la tutela della salute dei cittadini.