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Consumatori

TLC, arriva la banca dati dei morosi per importi da 100€? La Consultazione scade il 27 aprile

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Il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato una consultazione pubblica su uno schema di provvedimento che fissa le garanzie da rispettare per la costituenda banca dati nell’ambito dei servizi di comunicazione elettronica (il cosiddetto Sit – Sistema informatico integrato). Il Sit potrà essere consultato dagli operatori del settore per verificare l’affidabilità dei clienti, prima di procedere alla stipula di nuovi contratti. Obiettivo della consultazione è quello di acquisire osservazioni e proposte da parte di tutti i soggetti interessati, eventualmente anche attraverso le associazioni di categoria rappresentative dei consumatori e delle società (telefoniche, tv interattiva).
​Con il provvedimento odierno l’Autorità ha fissato le regole generali alle quali dovranno attenersi i fornitori di servizi di comunicazione elettronica (che accederanno al Sit e lo alimenteranno fornendo le informazioni sugli inadempimenti) e il futuro gestore del Sit.
Prima della costituzione della banca dati, operatori e gestore dovranno predisporre e sottoporre al Garante l’Accordo che regola i rapporti tra le parti, e in caso di esito positivo ogni operatore dovrà inoltrare all’Autorità una specifica richiesta di verifica preliminare.
​In applicazione dell’istituto del bilanciamento di interessi, previsto dal Codice privacy, l’Autorità ha ritenuto che il trattamento dei dati contenuti nel Sit possa essere effettuato dal gestore e dai partecipanti, anche senza consenso, al solo fine di verificare le eventuali morosità del cliente e nel rispetto delle prescrizioni impartite.
​Il dato relativo al mancato pagamento sarà inserito nel Sit solo nel caso in cui, dopo tre mesi dalla cessazione del contratto, sussista una morosità superiore a 100 euro e solo dopo che l’operatore abbia avvertito il cliente dell’imminente iscrizione, ove non regolarizzi il pagamento.
Nel Sit, che dovrà essere separato, logisticamente e fisicamente da altre banche dati del gestore e protetto da elevate misure di sicurezza, potranno essere trattate solo informazioni di carattere negativo connesse ad eventuali inadempimenti del cliente verso gli operatori, con esclusione di altre finalità (ricerche di mercato, pubblicità, marketing). Nel Sit, inoltre, non potranno essere trattati dati sensibili o giudiziari e non potranno essere utilizzate tecniche o sistemi automatizzati di credit scoring.
​Al momento della stipula del contratto il cliente dovrà essere informato, in modo chiaro e preciso, anche del trattamento dei propri dati (anagrafici, codice fiscale o partita iva, importo dovuto per singolo operatore telefonico) effettuato nell’ambito del Sit. Le regolarizzazioni dei tardivi pagamenti dovranno essere comunicate dall’operatore telefonico al Sit entro 24 ore dall’avvenuta conoscenza, e il Sit dovrà cancellare gli inadempimenti al primo aggiornamento settimanale. Le morosità non sanate, trascorsi 36 mesi dalla risoluzione del contratto, saranno cancellate automaticamente.
​Osservazioni e contributi sullo schema di provvedimento messo a punto dal Garante dovranno pervenire entro 30 giorni dalla pubblicazione(27 marzo), dell’avviso nella Gazzetta ufficiale all’indirizzo di posta elettronica sitconsultazione@gpdp.it.

COMUNICATO STAMPA ADUC

Tlc e cattivi-pagatori. Verso la banca dati… un nuovo strumento dei gestori per vessare gli utenti?

Firenze, 16 Aprile 2014. L’Autorita’ della Privacy ha aperto una pubblica consultazione per raccogliere le varie opinioni in vista di istituire una banca dati di cattivi pagatori dei servizi di telecomunicazioni (SIT – Sistema informatico integrato) (1)
Al di fuori dei rapporti economici tra cittadino e pubblica amministrazione, fino ad oggi eravamo abituati alle banche dati (tipo Crif) dei cattivi pagatori nell’ambito del credito bancario finanziario. Uno strumento talvolta abusato da chi presta denaro, ma non piu’ di tanto e comunque utile, altrimenti il mercato creditizio si bloccherebbe.
Ora si va in ambito telecomunicazioni. Prima domanda: questo mercato e’ a rischio blocco, anche solo parziale, senza una banca dati del genere? Ne dubitiamo.
Ma -LA COSA PIU’ IMPORTANTE- si tratta di un settore in cui associazioni come la nostra dedicano piu’ del 50% del loro tempo a consigliare ed assistere utenti letteralmente vessati da tutti i gestori; che non solo pretendono importi non dovuti o gia’ pagati dall’utente, ma per farlo violano costantemente le norme. Per esempio, in caso di avvio di una contestazione ufficiale da parte dell’utente, gli importi contestati devono rimanere in sospeso fino alla conclusione ufficiale della vicenda. Nonostante questo, i gestori avanzano pretese nei modi piu’ inurbani che la mente umana abbia potuto concepire: telefonate o sms continui, diretti o da parte di agenzie recupero crediti che minacciano blocchi di stipendi, visite al proprio datore di lavoro, sospensione delle utenze … agenzie che, tra l’altro, sono state piu’ volte sanzionate dall’Antitrust per pratica commerciale scorretta. Tutto questo avviene perche’ comunque ai gestori conviene: molti utenti non sono informati sui propri diritti e doveri, e molti altri preferiscono pagare anche ciò che non è dovuto per paura di affrontare procedimenti di recupero crediti. Quando i gestori vengono sanzionati dalle Autorita’ (Agcm e Agcom), o non sono previste sanzioni economiche (talvolta basta l’impegno a non procrastinare la pratica commerciale scorretta e tutto finisce li’… per il gestore, ma non per l’utente che ha subito questa pratica..), oppure si tratta di sanzioni economiche insignificanti rispetto ai ricavi gia’ ottenuti con la pratica scorretta sanzionata (2).
In questo contesto arriva la banca dati dei cattivi pagatori. Idealmente uno strumento perche’ tutti si comportino nel rispetto dei contratti. Idealmente, per l’appunto. Vedendo tutti i giorni come vanno le cose, questa banca dati finirà per essere un strumento ulteriore per violare le norme. Se infatti gia’ oggi i gestori pretendono in modo arrogante e illecito il pagamento di importi gia’ pagati o non dovuti, oppure importi oggetto di contestazione ancora aperta, come non prevedere che useranno questa banca dati come un’altra potente arma per pretendere ciò che non spetta loro? Cerchiamo il pelo nell’uovo? Forse, se stessimo parlando di poche decine di casi; ma in ambito tlc, invece, stiamo parlando di milioni di circostanze in cui i gestori tlc abusano e violano le norme.
Per cui, a nostro avviso, le possibilita’ sono due:
– si lascia stare questa banca dati perche’ il pericolo per gli utenti e’ maggiore del vantaggio per il mercato tlc;
– siano previste sanzioni economiche salatissime per i gestori che sgarrano di una sola virgola, e indennizzi altrettanto elevati per gli utenti vittime di questi sgarri.
Infine, se in un modo o nell’altro si dovesse arrivare all’istituzione di questa banca dati per i cattivi pagatori dei servizi tlc, perche’ non potrebbe essere altrimenti anche per i servizi idrici, energetici o commerciali in genere? Banche dati che avranno tutte procedure e discipline diverse, soprattutto per chi dovra’ difendersi da esse. Insomma, si moltiplicano le banche dati, le norme, le procedure per ogni ambito, rendendo ancora più difficile difendersi da pretese ingiuste.

(1) http://www.aduc.it/notizia/cattivi+pagatori+bollette+tlc+autorita+privacy_129362.php
(2) http://www.aduc.it/comunicato/telefonia+pratiche+commerciali+scorrette+blando_22054.php

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Roma, 16 aprile 2014

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Consumatori

Sacchetti bio: occhio allo scontrino

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Codici: verificate che non vi vengano addebitati se non li utilizzate

E’ di questi giorni la notizia che i consumatori, da quando è stato imposto il pagamento dei sacchetti bio, stanno cambiando abitudini di acquisto preferendo i prodotti confezionati, generando quindi molti più rifiuti, smascherando la praticamente inesistente anima “ambientalista” del provvedimento.


Poiché molti, tra cui il nostro segnalatore, scelgono il prodotto confezionato proprio per protesta contro questo ennesimo balzello, è facile immaginare la rabbia del Consumatore che si è visto addebitare, su un prodotto confezionato, un inesistente sacchetto bio.

Ad onor del vero, il Punto Vendita ha immediatamente restituito la somma al consumatore e rettificato l’errore nei loro archivi, ma se il consumatore non se ne fosse accorto?

Invitiamo quindi tutti gli esercenti, soprattutto la Grande Distribuzione, ad adottare i sacchetti di carta riciclata, o addirittura i sacchetti di carta in materiale compostabile, prodotti realmente amici dell’ambiente insomma.

Soprattutto però invitiamo i consumatori a verificare sempre sullo scontrino se il numero di sacchetti pagati coincida con quelli utilizzati.

L’errore è sempre dietro l’angolo ma, chissà perché, raramente è a favore del consumatore.

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Consumatori

GAS: LE VERITA’ NON DETTE SUL PIANO DI SOSTITUZIONE DEI CONTATORI

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fonte: orizzontenergia.it

Il piano di sostituzione dei contatori del gas è in corso già da diversi mesi; sono numerosi i consumatori che hanno ricevuto la notifica di sostituzione del contatore dal proprio operatore. L’Associazione Codici precisa che la sostituzione non è obbligatoria per ogni consumatore: se infatti il nostro contatore non ha più di 15 anni di attività non è necessaria la sostituzione. Nel corso dell’articolo vengono forniti maggiori dettagli in merito.Migliaia di consumatori stanno ricevendo le lettere dal proprio distributore locale per la sostituzione del contatore del vecchio contatore meccanico del gas con il nuovo apparecchio elettronico che consente la tele-lettura dei consumi a distanza.

Questa sostituzione, in capo al distributore locale, è dettata da una delibera dell’Aeegsi n. 631/2013/R/gas del 27 Dicembre 2013, la quale prevede l’installazione dei contatori tele-letti. Questi dovrebbero facilitare la lettura attraverso display e la trasmissione del dato di lettura.

Ricordiamo al consumatore che non è obbligato a sostituire il contatore del gas come invece scritto nella lettera che viene recapitata a casa, infatti, come ci spiega Luigi Gabriele (Responsabile Affari Istituzionali e regolatori di CODICI): “In capo all’utente non c’è alcun obbligo di sostituzione del contatore”. “È il distributore ad essere obbligato a garantire che i contatori funzionino e ogni 15 anni “dovrebbe” fare un controllo metrico su ogni apparecchio per verificare che risponda alle condizioni metrico legali”.

Ma questi controlli hanno un costo elevato per i distributori che quindi preferiscono sostituire direttamente i contatori, ricevendo poi una cospicua remunerazione, prevista dalla stessa delibera dell’Autorità. Solo Italgas incasserà 3 miliardi e mezzo di euro da questa operazione.

L’unico obbligo che ha il consumatore è quello di accertarsi che il proprio contatore funzioni correttamente dopo 15 anni di vita. Ne deriva che, se il nostro apparecchio ha più di 15 anni, non siamo nelle condizioni di rifiutare l’operazione di sostituzione, mentre se abbiamo un contatore più moderno possiamo evitarla.

Il piano di installazione ha diverse scadenze a seconda del contatore e della dimensione del distributore.
Ad esempio al 30 Giugno 2017, secondo lo stato di avanzamento del piano di sostituzione dei contatori domestici pubblicato sul sito di Italgas Reti, risultano installati il 27% contatori, pari a 1.680.000 unità. L’obiettivo al 31 Dicembre 2018 è del 52% a fronte di un obiettivo minimo del 50% fissato dall’Autorità.

gas meter

L’operazione di sostituzione dei contatori del gas è sostanzialmente analoga a quella dei contatori dell’energia elettrica, ma ha fatto meno rumore perché c’è una differenza sostanziale – spiega Luigi Gabriele – Nel settore del gas, a differenza di quello dell’energia elettrica, la distribuzione è parcellizzata in un numero molto consistente di distributori, soprattutto a livello locale con decine di municipalizzate”.

Secondo l’ultima rilevazione dell’Aeegsi, in Italia il 50% delle fatture è ancora basato su consumi stimati e da anni le associazioni dei consumatori denunciano che milioni di contatori non vengono letti almeno una volta all’anno, come previsto dalle delibere dell’Autorità. Ed è anche per questo che i distributori si stanno affrettando a sostituire i contatori per cercare di riallinearsi con le letture.

CodiciCodici non ha aderito al Protocollo di intesa con Italgas; nonostante questa operazione massiva, non crediamo che magicamente avverrà la fine delle letture stimate e dei maxiconguagli, perché il distributore pur essendo remunerato in bolletta attraverso gli oneri di sistema non adempie ai propri obblighi.  Inoltre l’operatore, nella lettera recapitata a casa dei consumatori, continua ad affermare che il cliente non può rifiutare la sostituzione del contatore; noi ribadiamo che l’obbligo è in capo al distributore non al consumatore e quest’ultimo può liberamente scegliere di sostituirlo in base al fatto che il contatore abbia o meno 15 anni.

Il problema di detenere in modo esclusivo il dato di misura  conferisce al distributore un potere immenso e da questo deriva la madre di tutti i problemi, ovvero i maxiconguagli e le stime.

E’ stato sempre iniquo retribuire automaticamente in bolletta un’operazione che non veniva svolta e che nemmeno in futuro lo sarà, dato che anche il nuovo smart meter sarà tele-letto.

 

Articolo redatto da Codici in collaborazione con Orizzontenergia

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Consumatori

Consumatrice assicurata rinuncia a viaggio per il decesso del padre, la compagnia non vuole rimborsare

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Stefano Gallotta, Codici Lecce: “Fuori luogo chiedere cartelle cliniche, assurdo parlare di ragionevole prevedibilità dell’evento”

Prosegue la proficua collaborazione tra Codici e Radio Cusano Campus. Nell’appuntamento di martedì 16 gennaio si è parlato di un caso particolarmente delicato: quello di una consumatrice di nome Maria, che aveva acquistato due biglietti per il Canadastipulando una polizza extra per il rimborso e che purtroppo ha perso il padre a poche ore dalla partenza, trovandosi ovviamente costretta a rinunciare al viaggio. Maria ha ovviamente inviato il certificato di decesso alla compagnia aerea, che però chiede una documentazione extra (nello specifico la cartella clinica del padre) non prevista dal contratto di assicurazione stipulato.

Del caso si sta occupando Codici Lecce, nella persona dell’avvocato Stefano Gallotta, che innanzitutto ha spiegato come, secondo il codice civile, il consumatore debba essere tutelato anche in caso di clausole dubbie: “La signora Maria ha stipulato una polizza facoltativa che generalmente viene considerata in caso di viaggi particolarmente onerosi. Iniziamo col dire che esistono tantissime clausole contrattuali ed ipotesi di esclusione di operatività della polizza, ma che, in caso di clausola troppo generica, l’interpretazione dovrebbe essere sempre a favore del consumatore. Questo almeno ci dice il codice civile”.

Nel caso specifico di Maria la compagnia aerea si appella alla possibilità di esclusione indennizzo qualora l’evento provocante l’annullamento del viaggio fosse ragionevolmente prevedibile“Un concetto molto generico – prosegue Gallotta – che però ha dei paletti. Il padre della signora Maria purtroppo era malato di cancro, ma lo era da tanto tempo, non era ricoverato e non era ad uno stadio terminale: in questo caso mi pare chiaro come non si possa parlare di ragionevole prevedibilità dell’evento. In questo caso è bene ricordare che spesso i giudici ritengono particolarmente inefficaci clausole generiche come quella di cui stiamo parlando”. Anche per questo la richiesta di una cartella clinica non prevista da contratto è inaccettabile per l’avvocato di Codici, che non a caso ha parlato di atteggiamento inopportuno e fuori luogo da parte della compagnia aerea: “La richiesta dove va a parare? Va ad indagare sullo stato di salute del padre, che ripeto era malato ma non ad uno stadio terminale. Ribadisco che parliamo di un uomo purtroppo malato di cancro, ma che avrebbe potuto continuare a convivere con la malattia per anni, come succede a tanti altri. In questo caso siamo davvero fuori dal concetto di ragionevole prevedibilità.

Purtroppo tantissimi professionisti tendono ad approfittare di queste situazioni di incertezza a scapito dei consumatori e proprio per questo l’invito, sia di Stefano Gallotta che dell’associazione Codici nella sua interezza, è quello di affidarsi sempre e comunque a professionisti del settore per fare valere i propri diritti: Il fai da te purtroppo può fare il gioco del professionista. Il mio consiglio è sempre lo stesso: rivolgersi ad associazioni di tutela dei cittadini, che possano inviare una lettera di costituzione in mora, per cercare una ragionevole definizione di un indennizzo. Ogni volta che noi interveniamo per difendere i nostri diritti stiamo difendendo quelli di tutti i consumatori: capisco possa sembrare faticoso, ma rinunciare alla tutela dei propri diritti è sempre una sconfitta, perché sono diritti conquistati con decenni di battaglie. Il codice del consumo, quello del turismo e tanti altri sono il frutto di una conquista del cittadino e del consumatore, rinunciarvi è sempre qualcosa di disdicevole. Si tratta di un atto civico dovuto, di una questione di principio.

 

Codici lavora da anni a tutela del consumatore. Se ritenete di avere subìto un trattamento scorretto non esitate a contattarci: telefonando allo sportello legale al numero 065571996, oppure inviando una mail all’indirizzo segreteria.sportello@codici.org.

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