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TLC, la Banca dati morosi (di Gianluca Di Ascenzo)

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di Gianluca Di Ascenzo

Consultazione pubblica del Garante privacy sulla banca dati morosi nel settore delle comunicazioni elettroniche

Il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato una consultazione pubblica in merito alla istituzione di una banca dati dei clienti morosi nell’ambito dei servizi di comunicazione elettronica.

L’Autorità, in seguito alla richiesta presentata da Assotelecomunicazioni ( ASSTEL), ha adottato uno schema di parere per disciplinare questo particolare trattamento dei dati personali sull’affidabilità e puntualità nei pagamenti e costituire il c.d. SIT- Sistema Informatico Integrato.

Secondo ASSTEL , l’attuale impossibilità di effettuare verifiche sulle eventuali morosità pregresse dei clienti e l’aumento dei comportamenti insolventi avrebbe conseguenze negative non solo sugli operatori ma anche sugli utenti, “che potrebbero vedere ridotta o resa meno conveniente la possibilità di accedere a forme di contratto “post pagato””.

Il Garante ha evidenziato che la costituzione di tale banca dati “dà luogo ad un trattamento di dati personali che presenta rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali, nonché per la dignità degli stessi interessati. Più esattamente, i “rischi specifici” sono determinati dal fatto che archivi settoriali di questo tipo, se possono avere una utilità per gli operatori del settore al fine di contenere i rischi imprenditoriali connessi a rilevanti fenomeni di morosità, comunque possono comportare effetti negativi per gli interessati, con il rischio di una loro discriminazione o, comunque, di dover sopportare impedimenti per accedere a servizi di notevole importanza per la vita sociale.”

Il trattamento dei dati contenuti nel SIT dovrà essere effettuato esclusivamente per verificare l’eventuale presenza di morosità con esclusione di altre finalità (ad esempio, l’espletamento di ricerche di mercato, la pubblicità o la vendita diretta di prodotti o servizi), nel rispetto dei principi di necessità, liceità, correttezza, qualità dei dati e proporzionalità (artt. 3 e 11 del Codice), di pertinenza e non eccedenza rispetto alle finalità perseguite (art. 11, comma 1, lett. d) del Codice).

Secondo lo schema di provvedimento, al momento della stipula del contratto dovrà essere consegnata all’interessato l’informativa ai sensi dell’art. 13 del Codice, anche con riguardo al trattamento dei dati personali effettuato nell’ambito del SIT, che , nel descrivere le finalità e modalità del trattamento, dovrà recare:

− gli estremi identificativi del SIT cui sono comunicati i dati personali;

− le categorie dei partecipanti che vi accedono;

− i tempi di conservazione dei dati;

− le modalità per l’esercizio da parte degli interessati dei diritti previsti dall’art. 7 del Codice.

I dati contenuti nel SIT riguarderanno solo le informazioni di carattere negativo connesse all’inadempimento: oltre ai dati anagrafici, al codice fiscale o partita Iva verrà indicato l’importo totale della morosità per ogni singolo operatore telefonico, la data di cessazione del contratto.

Saranno inoltre registrati gli estremi identificativi del soggetto che ha comunicato i dati relativi alla morosità e saranno accessibili solo al gestore e agli interessati, non anche agli altri partecipanti.

Il dato del mancato pagamento verrà inserito nel SIT solo nel caso in cui, dopo tre mesi dalla cessazione del contratto, sussista una morosità (parziale o totale) superiore a 100 euro.

Lo schema di provvedimento stabilisce, inoltre, che il partecipante, al momento della cessazione/risoluzione del rapporto contrattuale, deve avvertire il cliente della prossima registrazione del suo nominativo nel SIT ove non provveda alla regolarizzazione del pagamento.

Nel caso in cui venga rifiutata la richiesta di attivazione di un contratto, il partecipante, ove abbia consultato il SIT, sarà tenuto a comunicare all’interessato tale circostanza.

E’ importante segnalare che, riguardo i tempi di conservazione, le informazioni relative alla regolarizzazione del ritardo dovranno essere comunicate dall’operatore telefonico al SIT entro ventiquattro ore dall’avvenuta conoscenza dell’intervenuto pagamento ed il SIT dovrà provvedere alla cancellazione dei dati al primo aggiornamento settimanale.

Le informazioni relative ad inadempimenti non successivamente regolarizzati saranno conservate nel SIT fino a trentasei mesi dalla data di cessazione/risoluzione del contratto; al termine di tale periodo deve essere prevista la cancellazione automatica della informazione.

Va evidenziato che in caso di contestazioni concernenti i beni o i servizi forniti dal soggetto partecipante, il gestore annoterà senza ritardo nel SIT, eventualmente anche su richiesta dell’interessato, la notizia dell’esistenza di tali contestazioni, inserendo una specifica codifica al riguardo.

Tutte le informazioni per partecipare alla consultazione pubblica sono reperibili sul sito www.garanteprivacy.it.

Il CODACONS ha preparato una nota per esprimere al Garante tutte le proprie perplessità, legate alle problematiche determinate dalle pratiche commerciali scorrette di alcuni operatori, e intende richiedere un’audizione per esporle all’Autorità.

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Consumatori

Bollette della luce come per l’acqua, da oggi pagheremo la corrente anche ai morosi e le aziende non potranno più fallire

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Codici: ecco l’ultima perla dell’Autorità per l’energia, la socializzazione integrale della morosità

“Quando ci sono da socializzare i profitti si chiamano in causa le aziende, quando invece si devono spalmare i debiti si chiama il consumatore – afferma Luigi Gabriele di Codici – l’ultima perla di questa Autorità per l’energia, la peggiore Autorità di tutti i tempi”.

Dopo il Canone Rai anche l’evasione delle bollette elettriche verrà spalmata su tutti i consumatori in bolletta, verrà qui inserita un’altra voce che costituirà il contributo che verrà pagato da tutte le famiglie per coprire i costi lasciati dai clienti morosi, quindi chi paga la bolletta elettrica, già salata a prescindere dal proprio consumo in seguito alla nuova riforma tariffaria, dovrà pagare anche per chi la evade.

Ovviamente questo provvedimento andrà a danneggiare i consumatori ed andrà invece a salvaguardare le aziende, queste morosità infatti hanno in passato portato al fallimento di alcune di esse del mercato libero.

Già esiste Il CMOR, e cioè il coefficiente per morosità delle utenze energia, cioè il corrispettivo eventualmente addebitato dal nuovo fornitore di energia al cliente finale, il quale abbia situazioni di morosità pregressa nei confronti del suo precedente fornitore di energia elettrica. A causa di un inadempimento contrattuale nei confronti del precedente, il cliente finale moroso diventa quindi debitore per il pagamento del corrispettivo CMOR nei confronti dell’attuale fornitore.
Ingiusto ma perlomeno rimaneva configurato tra moroso e nuovo fornitore.

Oggi si aggiunge l’integrale spalmatura a tutti gli utenti degli oneri non pagati dai morosi. Questo è drammatico, ma questa Autorità già lo ha reso operativo nel servizio idrico da un paio di anni, per questo in alcuni luoghi le bollette sono stratosferiche, oggi il problema è che lo stesso principio viene esteso all’elettricità.

Come sempre il bancomat d’Italia, il consumatore, subirà anche il rastrellamento delle morosità elettriche che ammonterebbero a 200 milioni di euro.

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Consumatori

Bollette. Cos’è la truffa del POD e come difendersi

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Il cosiddetto Point Of Delivery è il codice identificativo dell’utenza di energia elettrica di un singolo consumatore

 

La “truffa del POD” è solo uno degli inganni che purtroppo continuano ad affliggere il nostro paese, ma sta diventando giorno dopo giorno più rilevante. Una truffa che può venire attuata sia dal vivo che tramite telefono e che ha l’obiettivo di estorcere al consumatore informazioni preziose per intestargli (di nascosto) nuovi contratti più onerosi.

Iniziamo col dire che il POD, ovvero il Point Of Delivery, è un codice che identifica l’utenza di energia elettrica di ciascuno di noi: viene riportato all’interno della bolletta della luce e, purtroppo, conoscerlo spesso e volentieri è sufficiente per richiedere un cambio di contratto anche senza informare il diretto interessato.

La truffa del POD può avere luogo sia attraverso un operatore porta a porta che attraverso una semplice telefonata e si svolge bene o male nelle seguenti modalità: l’utente viene contattato da un soggetto che si qualifica come operatore della compagnia in questione e chiede per l’appunto di avere il codice POD, fingendo spesso e volentieri di averne bisogno per verificare inconvenienti immaginari o per applicare tariffe più convenienti.

Il primo modo per difendersi da questo tipo di truffa consiste ovviamente nel non comunicare il proprio POD e non consegnare vecchie bollette. La stessa richiesta di questo tipo di informazioni deve suonare come un vero e proprio campanello d’allarme, visto che il vostro fornitore di energia elettrica è sempre e comunque a conoscenza del vostro codice identificativo.

Un altro consiglio, in caso di contatto telefonico, è quello di non pronunciare la parola “sì”: è infatti possibile che venga letteralmente “tagliata” ed “incollata” ad arte per venire trasformata in un assenso a proposte contrattuali che in realtà non sono mai state sottoposte all’attenzione del contraente.

Se vi rendete conto di avere subito la truffa del POD, o se e ritenete di avere ricevuto una visita o una telefonata sospetta, contattate immediatamente sia il vostro fornitore di energia elettrica sia la Polizia. Questi raggiri vanno combattuti e da questo punto di vista noi di CODICI siamo da anni a disposizione, per fornire una consulenza ed aiutare i cittadini ad orientarsi in quella che purtroppo a volte sembra una giungla. Il nostro sportello legale è sempre aperto, quindi non abbiate timore di segnalarci eventuali comportamenti scorretti: il nostro numero di telefono è lo 065571996, mentre la nostra mail è segreteria.sportello@codici.org.

 

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Consumatori

Dopo il provvedimento dell’Autorità, Trenitalia interviene sui propri sistemi telematici di prenotazione e acquisto, più 30% di soluzioni di viaggio offerte

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Il 19 luglio scorso, l’Autorità ha sanzionato con 5 milioni di euro Trenitalia S.p.a. per una pratica commerciale gravemente scorretta consistente nell’omissione di numerose soluzioni di viaggio con treni regionali dall’insieme dei risultati derivanti dalla consultazione del motore orario (il sistema telematico di informazione, ricerca e acquisto di biglietti accessibile alla clientela sul sito internet www.trenitalia.com, tramite App Trenitalia per smartphone e tablet e presso le Emettitrici Self Service (ESS) di stazione), nel caso di selezione della banca dati denominata “tutti i treni” (ridenominata, già nel corso del procedimento istruttorio, in “principali soluzioni”).

L’Autorità ha altresì disposto la pubblicazione di una dichiarazione di rettifica su tutti gli strumenti di prenotazione e acquisto dei biglietti Trenitalia e ha vietato a Trenitalia la continuazione della pratica commerciale scorretta accertata.

A seguito dell’incisivo e complesso intervento dell’Autorità, Trenitalia ha rivisto il funzionamento del motore orario in senso più completo e trasparente verso gli utenti, attraverso l’implementazione di misure tecniche che l’Autorità ha ritenuto idonee a superare i profili  omissivi e ingannevoli della pratica commerciale censurata.

Dal 20 gennaio 2018, dopo i definitivi interventi eseguiti dal professionista, il sistema di ricerca appare adesso in grado di offrire ai consumatori una possibilità di scelta e acquisto di combinazioni di viaggio molto più ampia, pari a circa il 30% in più di soluzioni di viaggio, in particolare inclusive di treni regionali che prima non erano visualizzabili dall’utente nella consultazione della banca dati “tutti i treni”. Tali risultati vengono ora restituiti in maniera del tutto uniforme sia sul sito aziendale, che attraverso l’App Trenitalia e le emettitrici self service.

Si tratta di un significativo risultato a vantaggio dei consumatori, i quali, ad esito dell’attività di enforcement dell’Autorità, dispongono ora della possibilità di effettuare scelte commerciali più ampie, complete e consapevoli, nell’ambito di sistemi tecnicamente sofisticati di prenotazione e caratterizzati dalla presenza di algoritmi.

Roma, 9 febbraio 2018

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