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Consumatori

Fine della Fatturazione a 28 giorni, ecco grazie a chi

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nella foto: Alessia Morani (deputata PD), Ivano Giacomelli(segretario Codici), Luigi Gabriele (relazioni istituzionali Codici).

La prima volta in Italia che le lobby vengono battute con la forza delle idee………… #finedellaFatturazionea28gg come sono andate realmente le cose. Una deputata si è presa la responsabilità e il peso politico dell’operazione (Alessia Morani). Un’associazione (Codici Associazione Consumatori) l’ha aiutata a impostare il miglior testo possibile e a blindare l’operazione. Un funzionario di un’autorità ci ha fatto la consulenza regolatoria. Nel frattempo gli #sciacallideiconsumatori facevano Twitt e petizioni per fare iscritti senza aver mosso nemmeno un dito. Mio nonno diceva: la roba è di tre persone. Chi la fa, chi la cura e chi se la magna!

lg

 

Fine della fatturazione a 28 giorni, passato l’emendamento PD contenuto nel decreto fiscale

 

Codici: vittoria storica per i consumatori grazie allo straordinario lavoro dell’On. Morani

 

L’emendamento al decreto legge fiscale, depositato in commissione Bilancio al Senato dal Pd, ricalca la proposta della deputata On. Alessia Morani, ed è teso a riportare l’obbligo della fatturazione dei servizi su base mensile per telefonia fissa, mobile e pay tv, a rafforzare i poteri di vigilanza da parte delle Autorità competenti che potranno comminare sanzioni più elevate e farsi restituire dagli operatori le somme indebitamente percepite, in caso di violazione dell’obbligo di cadenza mensile e a limitare, infine, la possibilità che hanno le aziende di comunicazione elettronica, di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali, a meno che non ci si trovi in presenza di un giustificato motivo.

L’emendamento prevede sanzioni fino a 5 milioni di euro, contempla anche indennizzi e rimborsi che non potranno essere inferiori a 50 euro, per ogni utente che ha subito la fatturazione illegittima.

Le compagnie telefoniche hanno 120 giorni per adeguarsi, in quanto dovranno anche aggiornare i propri software, ed in caso di violazioni è previsto il rimborso per i clienti.

L’obbligo di fatturare su base mensile riguarderà tutti i tipi di contratti per la telefonia fissa e mobile, quindi anche business e pay tv, ad esclusione della fatturazione promozionale non rinnovabile ed inferiore al mese, quindi a carattere temporale.

“Vittoria storica per i consumatori che mette fine alla scorretta pratica di percepire indebitamente una mensilità in più per le aziende di telefonia – afferma Luigi Gabriele – Responsabile Affari Istituzionali Codici – da quando nel 2015-2016 è stata adottata la fatturazione a 28 giorni, il consumatore si è ritrovato a dover pagare 13 mensilità invece che 12, con un aumento dei prezzi dell’8,7%. Il danno subito dagli utenti rimane enorme, pari a 1,19 miliardi di euro nel 2016 solo per la telefonia fissa e gli abbonamenti sim”.

Ringraziamo l’On. Alessia Morani per il supporto ed il magnifico lavoro svolto a tutela dei consumatori costantemente vessati su tutti i fronti dalle aziende.

Ora, le aziende sanno che non potranno più comportarsi impunemente

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Consumatori

Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Consumatori

Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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