Non sempre però ci si rende conto di quanto si consuma mentre, ad esempio, si chatta su WhatsApp o si condividono foto su Facebook e Twitter. Anche il sistema operativo incide sul numero di megabyte bruciati durante la connessione a Internet dallo smartphone e basta dare un’occhiata a questo Report di Nielsen per farsi un’idea di quanto Android o iOS tengano il network impegnato. Esistono due possibilità per navigare in rete dal proprio smartphone, dal punto di vista delle tariffe: si può pagare a consumo, ovvero solamente per quanto si naviga, oppure acquistare un pacchetto mensile a forfait incluso nella tariffa.

La prima soluzione è generalmente la più sconsigliata poiché è quella che comporta i dispendi maggiori. Difatti, anche per gli utenti che pensano di utilizzare pochissimo Internet dal cellulare, spesso basta aprire un’applicazione per sbaglio o consultare la propria mail un attimo di più per appesantire la bolletta in maniera significativa. Il primo consiglio da seguire sempre, quindi, resta quello di sottoscrivere sempre un piano tariffario che includa un pacchetto per il traffico dati.
Gli operatori, infatti, propongono diverse soluzioni e quindi diverse quantità di Giga da utilizzare per la connessione a Internet, da scegliere in base alle proprie esigenze e abitudini. È difficile trovare un’offerta che sia perfettamente a misura dei consumi di un singolo utente, quindi la cosa migliore che si può fare è farsi un’idea di quanto si consuma mediamente al mese e scegliere di conseguenza una tariffa che riesca a soddisfarci, anche se dovesse risultare leggermente di più di quanto in effetti necessitiamo. Garantirsi una “protezione” maggiore, infatti, evita di far trovare in bolletta brutte sorprese.
Per fare un po’ più di chiarezza, si può compilare un breve catalogo dei consumi medi a seconda delle attività e delle diverse applicazioni che generalmente si usano di più sul proprio smartphone. Innanzitutto, lo streaming è la zavorra dei consumi di megabyte: un minuto di streaming video, ad esempio su Youtube, “costa” 2 megabyte, mentre ascoltare la radio online per pochi minuti al giorno in un mese fa collezionare 200 megabyte.
Invece, usare il proprio smartphone come navigatore con Google Maps in automobile può portare a un download di 1 megabyte al minuto. Nemmeno le attività che sembrano più rapide e più innocue come condividere una foto su Facebook o inviare una mail con un’immagine in allegato è economico dal punto di vista del traffico dati: l’invio di qualche immagine al giorno consuma 200 megabyte al mese.
I consumi dipendono, infatti, sia dal download che dall’upload e inoltre sono strettamente collegati al tipo di pagine che visitiamo dal browser, ovvero se sono principalmente testuali, se contengono molte immagini e così via.
Come si vede, quindi, sono tantissimi i fattori che agiscono sul consumo di traffico dati e prevedere con esattezza il numero di megabyte di cui si ha bisogno è quasi impossibile. Per questo bisogna fare molta attenzione al graduale impiego del pacchetto dati che si è sottoscritto con l’operatore, soprattutto quando la soglia mensile viene divisa in minipacchetti mensili (ad esempio 2 Giga al mese divisi in 500 megabyte a settimana).
In questo caso, infatti, eventuali esuberi al mese solitamente richiedono un sovrapprezzo. In conclusione, per navigare in Internet dal cellulare in tutta serenità basterà scegliere una tariffa vantaggiosa e tenere sempre sotto controllo il consumo del traffico dati tramite le impostazioni interne dello smartphone o apposite app e widget messi a disposizione dagli operatori.

fonte:supermoney.eu