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Consumatori

Traffico dati costoso, alcuni accorgimenti per non andare in rosso

Il traffico dati costa, soprattutto quando non è a consumo e non previsto dalla tariffa: un piccolo vademecum per la navigazione in mobilità.
Ormai, anche quando si è fuori casa si sente la necessità di restare sempre connessi alla rete. Sia che si voglia controllare un indirizzo, ad esempio, o guardare un video mentre si aspetta un treno, usare Skype per lavoro e così via, non sempre si trova una WiFi disponibile a cui appoggiarsi, pertanto non resta che il traffico dati. Per ottenere questo prezioso passepartout al World Wide Web basta mettere i migliori smartphone a confronto insieme alle tariffe di Wind, Vodafone e altri operatori per scegliere una tariffa vantaggiosa.

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Non sempre però ci si rende conto di quanto si consuma mentre, ad esempio, si chatta su WhatsApp o si condividono foto su Facebook e Twitter. Anche il sistema operativo incide sul numero di megabyte bruciati durante la connessione a Internet dallo smartphone e basta dare un’occhiata a questo Report di Nielsen per farsi un’idea di quanto Android o iOS tengano il network impegnato. Esistono due possibilità per navigare in rete dal proprio smartphone, dal punto di vista delle tariffe: si può pagare a consumo, ovvero solamente per quanto si naviga, oppure acquistare un pacchetto mensile a forfait incluso nella tariffa.

La prima soluzione è generalmente la più sconsigliata poiché è quella che comporta i dispendi maggiori. Difatti, anche per gli utenti che pensano di utilizzare pochissimo Internet dal cellulare, spesso basta aprire un’applicazione per sbaglio o consultare la propria mail un attimo di più per appesantire la bolletta in maniera significativa. Il primo consiglio da seguire sempre, quindi, resta quello di sottoscrivere sempre un piano tariffario che includa un pacchetto per il traffico dati.
Gli operatori, infatti, propongono diverse soluzioni e quindi diverse quantità di Giga da utilizzare per la connessione a Internet, da scegliere in base alle proprie esigenze e abitudini. È difficile trovare un’offerta che sia perfettamente a misura dei consumi di un singolo utente, quindi la cosa migliore che si può fare è farsi un’idea di quanto si consuma mediamente al mese e scegliere di conseguenza una tariffa che riesca a soddisfarci, anche se dovesse risultare leggermente di più di quanto in effetti necessitiamo. Garantirsi una “protezione” maggiore, infatti, evita di far trovare in bolletta brutte sorprese.
Per fare un po’ più di chiarezza, si può compilare un breve catalogo dei consumi medi a seconda delle attività e delle diverse applicazioni che generalmente si usano di più sul proprio smartphone. Innanzitutto, lo streaming è la zavorra dei consumi di megabyte: un minuto di streaming video, ad esempio su Youtube, “costa” 2 megabyte, mentre ascoltare la radio online per pochi minuti al giorno in un mese fa collezionare 200 megabyte.
Invece, usare il proprio smartphone come navigatore con Google Maps in automobile può portare a un download di 1 megabyte al minuto. Nemmeno le attività che sembrano più rapide e più innocue come condividere una foto su Facebook o inviare una mail con un’immagine in allegato è economico dal punto di vista del traffico dati: l’invio di qualche immagine al giorno consuma 200 megabyte al mese.
I consumi dipendono, infatti, sia dal download che dall’upload e inoltre sono strettamente collegati al tipo di pagine che visitiamo dal browser, ovvero se sono principalmente testuali, se contengono molte immagini e così via.
Come si vede, quindi, sono tantissimi i fattori che agiscono sul consumo di traffico dati e prevedere con esattezza il numero di megabyte di cui si ha bisogno è quasi impossibile. Per questo bisogna fare molta attenzione al graduale impiego del pacchetto dati che si è sottoscritto con l’operatore, soprattutto quando la soglia mensile viene divisa in minipacchetti mensili (ad esempio 2 Giga al mese divisi in 500 megabyte a settimana).
In questo caso, infatti, eventuali esuberi al mese solitamente richiedono un sovrapprezzo. In conclusione, per navigare in Internet dal cellulare in tutta serenità basterà scegliere una tariffa vantaggiosa e tenere sempre sotto controllo il consumo del traffico dati tramite le impostazioni interne dello smartphone o apposite app e widget messi a disposizione dagli operatori.

fonte:supermoney.eu

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Trasporto ferroviario Lazio, firmato il protocollo per ridurre le controversie con gli utenti

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Questo è l’assessore ai trasporti della Regione Lazio Michele Civita . Oggi abbiamo firmato un accordo che prevede che in caso di problemi con le ferrovie regionali del Lazio i consumatori posso conciliare anziché litigare.

Non abbiamo risolto i problemi dei consumatori che subiscono ogni giorno disservizi abominevoli, ma abbiamo almeno iniziato qualcosa.

Ho chiesto a Michele Civita di farci capire cosa intende fare la regione sulla mobilità innovativa, visto che ormai il Lazio è una sola grande città di 6 milioni di abitanti e da alcuni punti si impiegano anche 3 ore per raggiungere il centro della capitale.

Insomma non chiediamo Hyperloop Transportation Technologies . Il Governo americano ha appena approvato la richiesta preparare gli scavi tra la 53esima strada di New York e Washington D.C., luoghi che nei progetti di Elon Musk possono essere raggiunti in 29 minuti di viaggio, divisi da 364 chilometri di rete stradale che attualmente si possono percorrere in circa 3 ore.

Il Lazio sembra essersi fermato ai tempi della #ciociara di Sofia Loren. Quando dalla provincia si arrivava a #roma a dorso del mulo o i più fortunati in bicicletta monomarcia (come mi raccontava mio nonno).

Alcuni land tedeschi hanno annunciato da pochi giorni che sperimenteranno il trasporto pubblico gratuito per combattere l’inquinamento urbano.

 

Il Lazio che farà? Visto che è una delle aree urbane più popolose d’europa?

Lo sapremo solo dopo il #4marzo !!!

Codici Associazione Consumatori Luigi Gabriele

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Consumatori

Bollette della luce come per l’acqua, da oggi pagheremo la corrente anche ai morosi e le aziende non potranno più fallire

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Codici: ecco l’ultima perla dell’Autorità per l’energia, la socializzazione integrale della morosità

“Quando ci sono da socializzare i profitti si chiamano in causa le aziende, quando invece si devono spalmare i debiti si chiama il consumatore – afferma Luigi Gabriele di Codici – l’ultima perla di questa Autorità per l’energia, la peggiore Autorità di tutti i tempi”.

Dopo il Canone Rai anche l’evasione delle bollette elettriche verrà spalmata su tutti i consumatori in bolletta, verrà qui inserita un’altra voce che costituirà il contributo che verrà pagato da tutte le famiglie per coprire i costi lasciati dai clienti morosi, quindi chi paga la bolletta elettrica, già salata a prescindere dal proprio consumo in seguito alla nuova riforma tariffaria, dovrà pagare anche per chi la evade.

Ovviamente questo provvedimento andrà a danneggiare i consumatori ed andrà invece a salvaguardare le aziende, queste morosità infatti hanno in passato portato al fallimento di alcune di esse del mercato libero.

Già esiste Il CMOR, e cioè il coefficiente per morosità delle utenze energia, cioè il corrispettivo eventualmente addebitato dal nuovo fornitore di energia al cliente finale, il quale abbia situazioni di morosità pregressa nei confronti del suo precedente fornitore di energia elettrica. A causa di un inadempimento contrattuale nei confronti del precedente, il cliente finale moroso diventa quindi debitore per il pagamento del corrispettivo CMOR nei confronti dell’attuale fornitore.
Ingiusto ma perlomeno rimaneva configurato tra moroso e nuovo fornitore.

Oggi si aggiunge l’integrale spalmatura a tutti gli utenti degli oneri non pagati dai morosi. Questo è drammatico, ma questa Autorità già lo ha reso operativo nel servizio idrico da un paio di anni, per questo in alcuni luoghi le bollette sono stratosferiche, oggi il problema è che lo stesso principio viene esteso all’elettricità.

Come sempre il bancomat d’Italia, il consumatore, subirà anche il rastrellamento delle morosità elettriche che ammonterebbero a 200 milioni di euro.

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Consumatori

Bollette. Cos’è la truffa del POD e come difendersi

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Il cosiddetto Point Of Delivery è il codice identificativo dell’utenza di energia elettrica di un singolo consumatore

 

La “truffa del POD” è solo uno degli inganni che purtroppo continuano ad affliggere il nostro paese, ma sta diventando giorno dopo giorno più rilevante. Una truffa che può venire attuata sia dal vivo che tramite telefono e che ha l’obiettivo di estorcere al consumatore informazioni preziose per intestargli (di nascosto) nuovi contratti più onerosi.

Iniziamo col dire che il POD, ovvero il Point Of Delivery, è un codice che identifica l’utenza di energia elettrica di ciascuno di noi: viene riportato all’interno della bolletta della luce e, purtroppo, conoscerlo spesso e volentieri è sufficiente per richiedere un cambio di contratto anche senza informare il diretto interessato.

La truffa del POD può avere luogo sia attraverso un operatore porta a porta che attraverso una semplice telefonata e si svolge bene o male nelle seguenti modalità: l’utente viene contattato da un soggetto che si qualifica come operatore della compagnia in questione e chiede per l’appunto di avere il codice POD, fingendo spesso e volentieri di averne bisogno per verificare inconvenienti immaginari o per applicare tariffe più convenienti.

Il primo modo per difendersi da questo tipo di truffa consiste ovviamente nel non comunicare il proprio POD e non consegnare vecchie bollette. La stessa richiesta di questo tipo di informazioni deve suonare come un vero e proprio campanello d’allarme, visto che il vostro fornitore di energia elettrica è sempre e comunque a conoscenza del vostro codice identificativo.

Un altro consiglio, in caso di contatto telefonico, è quello di non pronunciare la parola “sì”: è infatti possibile che venga letteralmente “tagliata” ed “incollata” ad arte per venire trasformata in un assenso a proposte contrattuali che in realtà non sono mai state sottoposte all’attenzione del contraente.

Se vi rendete conto di avere subito la truffa del POD, o se e ritenete di avere ricevuto una visita o una telefonata sospetta, contattate immediatamente sia il vostro fornitore di energia elettrica sia la Polizia. Questi raggiri vanno combattuti e da questo punto di vista noi di CODICI siamo da anni a disposizione, per fornire una consulenza ed aiutare i cittadini ad orientarsi in quella che purtroppo a volte sembra una giungla. Il nostro sportello legale è sempre aperto, quindi non abbiate timore di segnalarci eventuali comportamenti scorretti: il nostro numero di telefono è lo 065571996, mentre la nostra mail è segreteria.sportello@codici.org.

 

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