Roma, 4 febbraio 2015 – La Commissione Europea ha pubblicato una serie di testi che definiscono le proposte e la posizione dell’UE per il “Transatlantic Trade and Investment Partnership” (TTIP), il negoziato con gli Stati Uniti di cui oggi è ricominciata la trattativa.

Il trattato coinvolgerà differenti settori merceologici, tra cui quello dell’agroalimentare che vede le due realtà continentali contraddistinte da normative e modus operandi completamente opposti.

Gli ultimi sviluppi normativi europei, ad esempio sulla tematica OGM, accentuano ciò: se l’Unione, lo scorso 15 gennaio, ha delegato i singoli Stati a legiferare con l’emanazione della direttiva sugli OGM (l’Italia infatti ha prorogato il divieto di coltivazione del mais Monsanto 810), gli USA al contempo ammettono la coltivazione OGM nei propri territori.

Oltre a questo, l’intera normativa europea sulla sicurezza alimentare sottolinea un’enorme differenza con gli Stati Uniti riguardo l’intero settore perché presuppone maggiore informazione ai consumatori con l’etichettatura e la tracciabilità alimentare, task force comunitaria sui controlli delle filiere produttive.

Dopo svariati mesi e molte voci infondate sulle motivazioni e le tematiche del TTIP, finalmente i consumatori riescono a conoscere la posizione dell’UE.

La Commissione europea ha stabilito che intento dell’accordo è quello di “lavorare insieme per spingere l’esportazione del cibo, proteggendo le severe normative europee. Leggi UE e USA assicurano un elevato livello di protezione, ma a volte usano mezzi diversi. Questo può portare a costose duplicazioni di controlli sui prodotti che hanno già dimostrato di essere sicuri”.

Nel documento pubblicato, la Commissione europea ha posto gli OBIETTIVI UE, stabiliti su varie tematiche riguardo:

– pragmatiche e veloci procedure e decisioni sui regolamenti relativi al commercio

– un processo di approvazione singolo per le esportazioni di tutti i paesi dell’UE, proprio come c’è un processo di approvazione solo per l’esportazioni USA nell’UE

– chiari e processi trasparenti e linee del tempo che riflettono il fatto che siamo reciprocamente il più importante partner commerciale

– base per lavorare insieme sui regolamenti,per evitare differenze che ostacolano il commercio, sulle materie principali del settore: SICUREZZA ALIMENTARE, OGM, BENESSERE ANIMALE.

– forti meccanismi per la risoluzione di questioni commerciali, istituendo un arbitrato internazionale.

Dal documento emerge un forte dubbio giurisprudenziale, relativo alla comparazione normativa tra le differenti realtà (USA e UE), che potrebbe ledere fortemente le sovranità nazionali con annessi pericoli per i consumatori.

Il TTIP presuppone un arbitro terzo sulle controversie, un ARBITRATO INTERNAZIONALE, che dovrà risolvere eventuali controversie che sorgeranno in merito al trattato, le quali potranno vedere contrapposti Stati nazionali e aziende private.

“Viste le tematiche dell’agroalimentare già stabilite (SICUREZZA ALIMENTARE, OGM, BENESSERE ALIMENTARE), proviamo a fare un esempio: uno Stato comunitario adotta una normativa contraria alla coltivazione OGM in virtù della direttiva del 15 gennaio, l’arbitrato internazionale sollevato da un’azienda privata produttrice di sementi OGM che vedrebbe leso quel diritto di libera circolazione delle merci tra USA e UE, potrebbe condannare lo Stato comunitario poiché viola il TTIP”, commentano Ivano Giacomelli Segretario Nazionale CODICI e Matteo Pennacchia, Responsabile del settore Agroalimentare dell’Associazione.

“Sottolineando che si tratta di un’ipotesi, di sicuro il documento UE conferma che questa supposizione è sempre più fondata, e le istanze di parti produttive e consumatori dei singoli Stati risultano ufficialmente minacciati da questo trattato commerciale”, concludono Giacomelli e Pennacchia.