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Tutela del consumatore. Cosa vorrei, dal prossimo parlamento e dal futuro governo – di Luigi Gabriele

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Tutela del consumatore

Cosa vorrei, cosa desidero dal prossimo parlamento, dal prossimo governo, dalla prossima legislatura

 

Che bello, non mi sembra vero, dopo la legislatura XVII che noi consumeristi abbiamo ribattezzato il “novembre dei consumatori” per gli insuccessi normativi ottenuti, finalmente siamo giunti alla maggiore età, ovvero alla legislatura numero XVIII.

Quale migliore occasione dunque, per fare  l’elenco delle necessità in materia di protezione e diffusione della cultura consumerista in ITALIA?

Brevemente ricordiamo alcuni degli eventi storico-consumeristi che hanno contraddistinto l’ultimo quinquennio:

  • Il naufragio della Costa Concordia avvenuto il 13 gennaio 2012
  • La prima crisi sistemica nella storia del sistema bancario italiano, tra cui MPS, le Banche Popolari e Cooperative, Veneto banca e Popolare di Vicenza.
  • Le case farmaceutiche Roche e Novartis che hanno ricevuto la sanzione per intesa restrittiva più alta della storia.
  • Il Diesel Gate
  • Diversi Blackout che hanno investito i servizi postali, energetici e la connessione internet
  • L’abolizione del mercato di tutela nel settore elettrico
  • La fatturazione a 28 giorni per TLC e pay TV
  • L’entrata in vigore del bail in
  • L’introduzione dell’Agenzia delle Entrate e Riscossione
  • Il caso Rayanair
  • Il caso UBER
  • Il Caso Airbnb
  • L’introduzione della WebTAX
  • Le fakenews
  • Morosità in bolletta

Potremmo continuare all’infinito ma in sostanza tutto questo per dire che, la tutela del consumatore, per quanto non lo sia stato finora, è la vera essenza dello stare a fianco del cittadino, ed è politicamente molto più rilevante di quanto il legislatore o il governo si siano mai resi conto.

Il cittadino vive quotidianamente problemi legati alla marginalità che riveste la sua persona di fronte ad aziende ed istituzioni, attenti bene però, perché chi deve fare un’operazione prioritaria nei confronti del cittadino-consumatore, il legislatore, è in prima persona entrambe le cose.

Pertanto è allarmante che questa legislatura si sia fatta trovare impreparata sulla parte normativa dedicata al consumatore, la quale si è rivelata debole, lasciando fronteggiare alle sole armi spuntate delle Authority di settore(non sempre indipendenti), le anomalie e scorrettezze perpetrate da banche, aziende e molti altri.

La chiusura della normativa nei confronti del consumatore deriva da una scarsa empatia del legislatore nei suoi confronti, ma ecco che chiediamo che molto semplicemente ci venga dedicato un posto di rilievo e da qui attingere problemi ed anche soluzioni, qualora non fossero lampanti.

Chiediamo che ci venga dedicata la stessa attenzione che viene rivolta ai lobbisti(non chiediamo una stanzetta al caldo), perché anche noi lo siamo, con la sostanziale differenza però che mentre i primi sono partigiani, noi tuteliamo non solo una parte della collettività, ma tutta nella sua interezza, in una visione olistica, perché tutti siamo consumatori e poi elettori.

I reali problemi del cittadino devono entrare nell’agenda politica e starci in pianta stabile, non solo quando un politico che si appassiona a quella determinata causa, interviene fattivamente.

Poi ti chiedo di affrontare il tema delle nostre competenze.  All’interno delle Associazioni dei consumatori ci sono professionalità non sempre ben inquadrate, ma per crescere, ma non in modo da diventare un ulteriore appendice di un apparato farraginoso e lento, necessitiamo di fondi, perché la professionalità, il tempo e la dedizione delle persone che collaborano deve essere riconosciuta. Fondi stabili di cui noi non solo siamo beneficiari, ma anche i consumatori, perché non derivano dalle loro tasche ma da quelle degli operatori scorretti.

Allora perché non evitare, già dalla prossima legislatura,questo snervante gioco messo in atto quasi da tutti gli ultimi ministri e sottosegretari delegati, di distrarre i fondi dei consumatori verso la nautica da diporto, invece di assegnarli al loro vero scopo? La crescita e l’indipendenza di un segmento consumeristico competente ed efficiente, dipende dal livello del suo management. Possiamo noi competere con i centri studi dei ben più noti gruppi associativi che riuniscono operatori ed aziende? Con una scarpa ed una ciavatta certamente  no!

Un altro bel regalo, sarebbe quello di collocare bene il CNCU (Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti). Per avere il giusto ruolo che gli spetta, che deriva dai fatti e non da proclami, la sola soluzione è quella di uscire dalle grinfie del Mise e passare sotto la Presidenza del Consiglio.

All’interno del Mise c’è un evidente conflitto di interessi: come può difendere al contempo aziende e consumatori quando si trovano in palese contrasto a causa dei comportamenti scorretti delle prime?

Per quanto riguarda le Autorità di settore, è fondamentale avere una nomina che introduca all’interno del Collegio, almeno un Commissario con delle competenze specifiche che provenga dal mondo del consumerismo, che ne conosca le problematiche, le necessità e che avanzi delle soluzioni plausibili ed applicabili nel minor tempo possibile. Basta con questi parrucconi parcheggiati in Autorità che regolano (anzi legiferano) e contano più del Parlamento stesso.

Si badi bene, siamo davanti ad un futuro per il consumatore italiano irto di difficoltà che deriveranno da svolte epocali, come quella ad esempio nel mondo dell’energia e dalla sua completa liberalizzazione. Ma anche e soprattutto dalla crescita delle tecnologie esponenziali in un mondo di pensieri lineari. Basti pensare solo all’effetto blockchain e cripto valute.

Se il legislatore non sarà pronto ad affrontare le nuove sfide che gli si porranno davanti a tutela del consumatore, gli mancherà sempre una parte fondamentale del Paese.

Non possiamo aspettare che il problema della tutela del consumatore si ponga in modo estemporaneo, perché deriva unicamente da nostre segnalazioni o perché è capitato al politico diretto interessato. Vi è necessità di mettere in piedi una strategia articolata e strutturata con l’apporto professionale di tutti.

Perciò caro Parlamento, accogli le nostre richieste in modo da levarci qualche pensiero per la nuova legislatura che ci vedrà combattivi e vigili come sempre al fianco del consumatore italiano, che vogliamo sicuro ed informato.

Luigi Gabriele

Affari Istituzionali e Regolatori- Associazione Consumatori Codici

 

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Bonus bollette, la maggioranza ritira gli emendamenti sull’automatismo – L’appello ai presidenti delle Camere

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Rendere automatico il bonus sociale luce gas e acqua non comporta oneri per il bilancio dello Stato, mentre sosterrebbe in maniera concreta i 6 milioni di italiani in povertà assoluta.

Appello di Adiconsum a Governo e Parlamento
per l’introduzione del bonus automatico nella Legge di bilancio 

5 dicembre 2018 – I dati sulla povertà nel nostro Paese sono allarmanti: la povertà assoluta riguarda quasi 6 milioni di cittadini, con un 30% della popolazione a rischio esclusione sociale, di cui il 12,1%, cioè 1 milione e 208 mila, sono minori. Non passano inosservati anche i dati sulla povertà energetica, con il 16,1% della popolazione che non può permettersi di riscaldare adeguatamente la propria abitazione.

Non possiamo rimanere indifferenti ed inermi di fronte a questi dati – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – Più volte abbiamo denunciato la farraginosità, la scarsa conoscenza e l’insufficiente estensione dell’unica misura di sostegno a favore dei poveri energetici, il bonus sociale luce  e gas.

Ecco perché – continua De Masi – abbiamo inviato una lettera ai presidenti di Camera e Senato e al Ministro dell’Economia, chiedendo il loro autorevole intervento per l’introduzione nel DEF delle misure necessarie a rendere automatico il bonus sociale per luce, gas e acqua.

Un automatismo – conclude De Masi – che non peserebbe sulle casse dello Stato, in quanto i bonus sono prevalentemente a carico degli utenti di luce, gas e idrico e non gravano sulla fiscalità generale. Ci auguriamo che il nostro appello venga accolto.

 
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Salta il taglio dell’iva sui pannolini. Protesta il CODACONS

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Ancora una marcia indietro da parte del Governo che danneggia i cittadini in special modo le fasce più deboli della popolazione. Lo afferma il Codacons, commentando lo stop al taglio dell’Iva per pannolini e assorbenti, con la commissione Bilancio della Camera che ha bocciato un emendamento a prima firma Francesco Boccia (Pd) che portava l’aliquota dell’Iva al 5% per “latte in polvere e liquido per neonati, prodotti alimentari per l’infanzia, pannolini, assorbenti”.

“Si tratta di una promessa non mantenuta, e di un grave dietrofront su un provvedimento che avrebbe realmente sostenuto milioni di famiglie, aiutando i ceti meno abbienti – spiega il presidente Carlo Rienzi – La manovra del Governo appare oramai sempre più schizofrenica: regala fondi a pioggia per scuole musicali, accademie, apicoltura o archivi storici, abbassa l’Iva su Spa, centri benessere e massaggi al 10%, ma dimentica di aiutare chi ha davvero bisogno di aiuto e di sostenere gli enti meritevoli di tutela. Ed è gravissimo che dopo le promesse fatte da governo e opposizione non si sia ancora approvato l’emendamento per esonerare dal contributo unificato le associazioni che svolgono attività sociale e che attraverso le loro cause difendono i diritti di milioni di cittadini”.

Per tale motivo il Codacons, dopo la lettera inviata al Presidente della Repubblica, rivolge oggi un appello ai Senatori di tutti gli schieramenti politici, affinché intervengano per ridare equità alla manovra e sanare le discriminazioni a danno dei cittadini deboli e delle Onlus, e non approvino misure prive della necessaria copertura finanziaria.

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Spesa al mercato: come risparmiare e fare buoni affari

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ADICONSUM AVVERTE

L’acquisto di frutta e verdura ha un certo peso sull’economia familiare: secondo i dati Istat, nel corso del 2017, gli italiani hanno speso mensilmente circa 63 euro di frutta e 43 di verdura.

In realtà, parte di quello che paghiamo per questi prodotti non viene neanche utilizzato: stiamo parlando di tutti quei package (buste, confezioni e altro) che, oltre a inquinare l’ambiente, finiscono per pesare significativamente sul prezzo finale del prodotto.

Tra l’altro, i package ci vincolano a dover comprare quantitativi specifici, con il rischio che parte del prodotto si rovini o vada definitivamente a male.

Una possibile soluzione? Comprare prodotti sfusi al mercato! Anche in questo caso, però, è necessario prestare attenzione e conoscere qualche trucco per fare buoni affari.

 

Consigli per gli acquisti

Per tagliare i costi, e sufficiente seguire poche regole:

  • Compra prodotti di stagione
  • Ricorda che più la filiera di trasporto è breve, più i costi ambientali e materiali diminuiscono; per questo è preferibile scegliere banchi che indichino il luogo di produzione
  • Compra frutta e verdura con meno scarto possibile (meno si butta, meglio è!)
  • È preferibile rivolgersi a un coltivatore affiliato a una grande organizzazione
  • Presentati a ridosso dell’orario di chiusura per trovare offerte last minute
  • Compra quello che ti serve nelle giuste quantità
  • Con delle buone materie prime puoi realizzare prodotti casalinghi (marmellate, salamoie, etc.), assicurati, però, di rispettare le norme igieniche.

 

Come riconoscere un buon prodotto

  • Cerca etichette che indichino la provenienza del prodotto
  • I colori di frutta e verdura devono essere vivi
  • Ricorda di lavare bene frutta e verdura: al mercato c’è spesso la cattiva abitudine di toccarla senza usare i guanti
  • Se compri prodotti in salamoia sfusi, assicurati che siano completamente sommersi dal liquido.
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