L’Autorità garante delle comunicazioni approva il Piano delle numerazioni delle emittenti televisive.

L’AGCom ha approvato il nuovo Piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre, in chiaro e a pagamento, sia nazionali che locali, con cui si definiscono i criteri di assegnazione delle numerazioni. Tale decisione fa seguito alla sentenza del Consiglio di Stato dello scorso anno che aveva annullato il precedente Piano. Per approfondimenti leggi la scheda di Assoutenti (clicca qui).

Nel 2010 l’Autorità garante delle comunicazioni (AGCom) ha approvato il Piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre, in chiaro e a pagamento, con il quale sono precisati i criteri di assegnazione delle numerazioni; in base alla normativa vigente, il Piano deve assicurare in particolare la parità tra i diversi operatori e un sistema di facile comprensione ed utilizzo da parte degli utenti, rispettandone abitudini e preferenze, con particolare riferimento ai canali generalisti nazionali e alle emittenti locali (ferma restando la possibilità di ciascun utente di rideterminare la numerazione sulla base delle proprie specifiche esigenze). Tale Piano, che tiene conto anche dei risultati di un’indagine realizzata da Demoskopea, prevede tra l’altro l’assegnazione ai canali generalisti nazionali ex analogici i numeri da 1 a 9 ed alle emittenti locali i numeri da 10 a 19 (e da 71 a 99), al fine di valorizzare il ruolo svolto dalle reti televisive locali nei rispettivi contesti territoriali [1].

Il Tar del Lazio ha accolto in parte il ricorso presentato da Sky, che ha contestato le posizioni della numerazione automatica dei canali assegnate al canale Cielo e ad altri palinsesti di Sky [2]. Secondo il giudice amministrativo alcuni dei criteri dettati dal Piano dell’AGCom appaiono contrari alla normativa vigente [3], in particolar modo per quanto riguarda l’inclusione del canale Cielo tra i programmi “tematici” (cioè dedicati a generi differenziati per ragazzi, cultura, sport, musica, televendite o informazione, nessuno dei quali raggiunge il 70 per cento della programmazione stessa) anziché tra quelli “generalisti nazionali” in cui sono state ricomprese solo le emittenti televisive analogiche commerciali nazionali ex analogici (cioè i canali Rai, Mediaset, La 7 etc) cui, come già sottolineato, sono stati attribuiti i numeri da 1 a 9. Ai canali Sky sono stati invece attribuite posizioni molto distanti da quelle richieste (ad es. tra il n. 21 e il n. 70) in contrasto anche con i criteri della “semplicità d’uso” e del “rispetto delle abitudini e preferenze degli utenti”. Lo stesso Tar ha accolto in parte i ricorsi presentati da altre emittenti [4].