MDC critica la votazione del Parlamento UE sul Regolamento
sulle commissioni interbancarie

Roma, 3 aprile – “Oggi a Bruxelles si è scelto di mettere le mani nelle tasche dei consumatori, e davvero non se ne sentiva il bisogno visto il momento. Si è preferito lanciare l’ennesima scialuppa di salvataggio ai commercianti a dispetto dei consumatori”.

È lapidario Antonio Longo, presidente MDC, nel commentare la decisione del Parlamento UE che questa mattina in seduta plenaria ha votato il Regolamento relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento tramite carta di credito e debito. Un Regolamento su proposta della Commissione Europea che stabilisce il taglio delle commissioni sulle transazioni con moneta elettronica e avrà come conseguenza principale l’aumento dei costi annui delle carte a carico dei cittadini.

“Come spesso succede – sottolinea Longo – saremo noi cittadini a rimetterci. La decisione presa oggi a Bruxelles è il più classico esempio di come il fine non giustifichi i mezzi: se l’obiettivo della Commissione è incentivare le spese con carte di credito e debito per contrastare la lotta al nero e all’evasione fiscale noi di MDC, come tutte le persone che conoscono la materia, non possiamo che essere d’accordo. Se però si chiede alle persone di sostituirsi ai commercianti e alle banche e pagare di tasca propria, allora non ci stiamo. Per un semplice motivo: chi ha più potere di spesa, le banche e i merchants o i cittadini? Il Movimento che presiedo – conclude Longo – continuerà a chiedere, con forza, ai decisori europei di rivedere una norma che è nettamente sbilanciata a favore dei commercianti.”.

Il Regolamento Europeo, proposto lo scorso luglio e votato oggi prevede la riduzione delle commissioni sulle transazioni con moneta elettronica, imponendo un tetto fisso per tutti i Paesi dell’Unione: 0,3% per i pagamenti con carte di credito e 0,2% per quelli con carte di debito.
La ratio del provvedimento è incentivare i pagamenti elettronici e contrastare l’economia sommersa. Quello di cui non si tiene conto sono i costi per la sicurezza e l’efficienza del sistema dei pagamenti e l’impatto che la norma avrà nelle singole economie domestiche, molto diverse tra loro: nel Regno Unito il totale transato con carte nel 2012 è stato 578 miliardi di euro, in Grecia meno di 20 [Fonte: I-Com, Istituto per la Competitività]. Per di più non si capisce la ragione di un intervento che interessa solo alcuni player del mercato escludendone altri, col rischio di creare una distorsione della concorrenza ad ulteriore discapito dei consumatori.

Non solo, l’imposizione di un cap unico avrà ricadute negative sui possessori di carte che vedranno aumentare il canone annuo delle proprie carte di credito/debito: aumento necessario per coprire i costi del sistema e mantenere elevati gli standard di sicurezza. I commercianti sono i grandi beneficiari del provvedimento visto che per loro i costi si abbasseranno per davvero, senza però che ci siano garanzie per il trasferimento di tale risparmio sui consumatori come ipotizzato dall’UE: i prezzi di prodotti e servizi difficilmente caleranno.