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UE, il nuovo Bio sarà meno Bio

Molti dei Paesi dell’Unione hanno brindato all’accordo. Eppure per i consumatori che vedono nel biologico la risposta a una domanda di alimentazione sostenibile non si tratta di una buona notizia. La riforma dei controlli che dovrebbe essere varata prossimamente in sede europea non assicura infatti la veridicità della produzione priva di pesticidi e contaminazioni chimiche.
Il dossier normativo dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2017 e sembra voglia mantenere la molteplicità attuale dei controllori. Ad oggi infatti la certificazione è ad opera di enti privati, riconosciuti dal ministero delle Politiche Agricole, che sono però pagati dai produttori. Questa enorme varietà di attori genera non pochi conflitti con il logo biologico dell’UE ai danni del consumatore che sugli scaffali trova una scelta più che mai molteplice.
“Non è possibile continuare a lucrare sull’attenzione dei consumatori verso il biologico. Comprare biologico costa a volte il 20% – 30% in più. La soluzione potrebbe essere la previsione da parte della Commissione di un unico soggetto nazionale che per ciascun Paese certifica la regolarità e i controlli sul ciclo produttivo. In Italia viene facile da pensare di affidare questo compito al ministero delle Politiche Agricole tramite il Corpo Forestale dello Stato che ha disseminate sul territorio molte sedi – commentano Ivano Giacomelli Segretario Nazionale CODICI e Matteo Pennacchia Responsabile Agroalimentare CODICI – Lo abbiamo suggerito anche nel documento “Nutrire il pianeta, energia per la vita – la Carta di Milano e il punto di vista dei consumatori” che abbiamo presentato in occasione del nostro II congresso nazionale”.
In base alla valutazione d’impatto effettuata dalla Commissione Ue, inoltre, il mercato del bio è cresciuto quattro volte fra il ’99 e il 2011 ma a fronte della grande richiesta da parte dei consumatori le aree coltivate secondo le caratteristiche sono solo raddoppiate nel decennio 2000-10. Il resto dei prodotti, per esaudire la domanda, provengono dai paesi Extra Ue. In questi casi è molto difficile ricevere garanzia della qualità biologica. L’operazione “Vertical bio”, della guardia di Finanza e dell’ICQRF, ha dimostrato come dal 2010 dietro i marchi ci fossero dei casi di contraffazione alimentare.
“Già oggi – criticano Giacomelli e Pennacchia – i controlli sui prodotti provenienti dai Paesi extra Ue sono risicati. In futuro, quello che si prevede con la riforma è che le verifiche si riducano anche per gli stati dell’Unione. Addirittura uno ogni 3 anni per quanto riguarda il sito produttivo, mentre i controlli annuali saranno solo sul registro. Di sicuro, gli esami sui prodotti extra Ue saranno delegati agli enti certificatori privati, non garantendo (vista l’enorme domanda di prodotti bio che determina il transito di merci extra UE ) la garanzia che i consumatori richiedono e pagano”.
L’Italia ha promesso di fare la voce grossa per proteggere i coltivatori e gli allevatori onesti che rispettano i dettami del bio.
“Tuttavia temiamo che la sua posizione rimarrà isolata e inascoltata. A molti Paesi infatti conviene mantenere bassi i controlli per non aumentare la concorrenza a discapito della qualità e della fiducia dei consumatori”, concludono.

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Molti dei Paesi dell’Unione hanno brindato all’accordo. Eppure per i consumatori che vedono nel biologico la risposta a una domanda di alimentazione sostenibile non si tratta di una buona notizia. La riforma dei controlli che dovrebbe essere varata prossimamente in sede europea non assicura infatti la veridicità della produzione priva di pesticidi e contaminazioni chimiche.

Il dossier normativo dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2017 e sembra voglia mantenere la molteplicità attuale dei controllori.  Ad oggi infatti la certificazione è ad opera di enti privati, riconosciuti dal ministero delle Politiche Agricole, che sono però pagati dai produttori. Questa enorme varietà di attori genera non pochi conflitti con il logo biologico dell’UE ai danni del consumatore che sugli scaffali trova una scelta più che mai molteplice.

“Non è possibile continuare a lucrare sull’attenzione dei consumatori verso il biologico. Comprare biologico costa a volte il 20% – 30% in più. La soluzione potrebbe essere la previsione da parte della Commissione di un unico soggetto nazionale che per ciascun Paese certifica la regolarità e i controlli sul ciclo produttivo. In Italia viene facile da pensare di affidare questo compito al ministero delle Politiche Agricole tramite il Corpo Forestale dello Stato che ha disseminate sul territorio molte sedi – commentano Ivano Giacomelli Segretario Nazionale CODICI e Matteo Pennacchia Responsabile Agroalimentare CODICI – Lo abbiamo suggerito anche nel documento “Nutrire il pianeta, energia per la vita – la Carta di Milano e il punto di vista dei consumatori” che abbiamo presentato in occasione del nostro II congresso nazionale”.

In base alla valutazione d’impatto effettuata dalla Commissione Ue, inoltre, il mercato del bio è cresciuto quattro volte fra il ’99 e il 2011 ma a fronte della grande richiesta da parte dei consumatori le aree coltivate secondo le caratteristiche sono solo raddoppiate nel decennio 2000-10. Il resto dei prodotti, per esaudire la domanda, provengono dai paesi Extra Ue. In questi casi è molto difficile ricevere garanzia della qualità biologica. L’operazione “Vertical bio”, della guardia di Finanza e dell’ICQRF, ha dimostrato come  dal 2010 dietro i marchi ci fossero dei casi di contraffazione alimentare.

“Già oggi – criticano Giacomelli e Pennacchia – i controlli sui prodotti provenienti dai Paesi extra Ue sono risicati. In futuro, quello che si prevede con la riforma è che le verifiche si riducano anche per gli stati dell’Unione. Addirittura uno ogni 3 anni per quanto riguarda il sito produttivo, mentre i controlli annuali saranno solo sul registro. Di sicuro, gli esami sui prodotti extra Ue saranno delegati agli enti certificatori privati, non garantendo (vista l’enorme domanda di prodotti bio che determina il transito di merci extra UE ) la garanzia che i consumatori richiedono e pagano”.

L’Italia ha promesso di fare la voce grossa per proteggere i coltivatori e gli allevatori onesti che rispettano i dettami del bio.

“Tuttavia temiamo che la sua posizione rimarrà isolata e inascoltata. A molti Paesi infatti conviene mantenere bassi i controlli per non aumentare la concorrenza a discapito della qualità e della fiducia dei consumatori”, concludono.

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Consumatori

Black Friday, Adiconsum-Avverte come acquistare in sicurezza: ecco le 10 regole da rispettare

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Sempre più italiani si stanno preparando per l’evento di e-commerce (e non solo) più atteso: il Black Friday. Nonostante si tratti di una “tradizione” americana che ricorre il giorno successivo alla festa del Ringraziamento, la febbre degli sconti concentrati in un solo periodo ha finito per conquistare tutto il mondo e, di conseguenza, anche l’Italia. Lo scorso anno, durante la settimana del Black Friday, sono stati ordinati 2 milioni di prodotti sulla piattaforma Amazon.it contro gli 1,1 milioni del 2016. Un incremento percepito anche dal sito Trovaprezzi.it che ha registrato un aumento di ricerche del +20% rispetto al 2016.

Le tre categorie più convenienti del 2017 sono state: giochi ps4, smartwatch e scarpe da corsa (idealo.it).

I dati di Eurostat e di Ecommerce Europe, l’associazione che rappresenta più di 75.000 compagnie che vendono beni e servizi online sul territorio europeo confermano che il 2017 è stato un anno d’oro per il commercio online. Il 68% degli utenti internet europei ha compiuto acquisti online durante il 2017 e la maggior parte delle persone che hanno fatto acquisti sul web, in un periodo di riferimento di 3 mesi, hanno pagato tra i 100 e i 500 euro.

I compratori più accaniti appartengono alla fascia di età compresa tra i 25 e i 54 anni mentre le categorie più ricercate durante gli acquisti sono abbigliamento e hi-tech.

Se, da una parte, Black Friday e Cybermonday rappresentano uno strumento utilissimo per acquistare ciò che serve a poco prezzo, dall’altra c’è sempre il rischio di compiere acquisti avventati o, ancora peggio, di ritrovarsi con articoli contraffatti e pericolosi.

Per aiutare i consumatori, Adiconsum e Centro Europeo Consumatori Italia propongono una Campagna informativa per agevolare i clienti e sensibilizzarli sui diritti che si applicano agli acquisti online.

 

IL DECALOGO ADICONSUM

 

Acquistare on line beni contraffatti è un rischio per la tua sicurezza, per la tua salute e per il tuo portafoglio… quindi non farlo!

Per non cadere in truffe, prima di ogni acquisto controlla:

1) Verifica l’identità del venditore

2) Leggi le recensioni di altri acquirenti

3) Controlla se il sito gode di un marchio di fiducia

4) Valuta la presentazione generale del sito

5) Prendi visione dei tuoi diritti sul sito del venditore

6) Osserva bene le foto del prodotto

7) Occhio al prezzo!

8) Controlla sul sito ufficiale del brand la lista dei venditori autorizzati

9) Scegli un mezzo di pagamento sicuro

10) Presta attenzione ai prodotti ricondizionati

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Consumatori

Contatori del gas, U.Di.Con.: ”Presunta truffa per i consumatori, attendiamo la risposta dell’AGCM”

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Roma, 07/11/2018 – “Ciò che è emerso nel servizio andato in onda ieri sera nella trasmissione Le Iene è quanto mai grave e ci mettiamo fin da subito a disposizione degli utenti che volessero segnalarci disfunzioni al loro contatore – scrive in una nota il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con. Denis Nesci – stando al servizio di ieri, che fornisce delle prove lampanti rispetto a quello andato in onda qualche giorno prima, alcuni dei nuovi contatori elettronici installati in questi mesi, presenterebbero dei “piccoli problemi” nella rilevazione del passaggio del gas che, stranamente, risulterebbe presente nonostante l’interruzione dello stesso. Un malfunzionamento che automaticamente rischierebbe di far registrare un consumo eccessivo, facendo di fatto lievitare le bollette delle utenze domestiche, il tutto a svantaggio dei consumatori che, la maggior parte delle volte, ignari dell’anomalia, si limiterebbero a comunicare i numeri presenti sul display”.

I nuovi contatori elettronici del gas, installati dai tecnici a partire dallo scorso anno avrebbero dovuto rendere la vita più facile agli utenti, presentando dei vantaggi, tra cui la possibilità di telecontrollo da remoto e quella di realizzare una misurazione più precisa. In questi ultimi giorni si sta apprendendo invece di un malfunzionamento nella misurazione, ma ancora non è possibile capire se è un problema che riguarda tutti i contatori o solo alcuni.

“Sinceramente ci auguriamo che si tratti solo di un difetto di alcuni contatori e che effettivamente non si tratti dell’ennesima truffa a danno dei consumatori anche se, ad ora, non c’è stata alcuna smentita o dichiarazione ufficiale da parte di chi si è occupato della sostituzione dei nuovi contatori.  Abbiamo deciso di scrivere ad ARERA e all’AGCM per far maggiore chiarezza sulle notizie che in queste ore circolano sui media – continua Nesci – laddove le indagini dovessero confermare quanto emerso, ci impegneremo a richiedere la sostituzione gratuita dei contatori a nome dei consumatori interessati. Nel frattempo – conclude Nesci – attendiamo  una risposta dall’AGCM in merito alla nostra segnalazione di  pratica commerciale scorretta a danno degli utenti, chiedendo fin da subito ad ARERA l’istituzione di un tavolo tecnico nelle prossime ore per fare chiarezza sulla vicenda”.

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Consumatori

Sorgenia lancia la bolletta-video

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Da documento fiscale-amministrativo a strumento di relazione fra cliente e fornitore: questa è Nexty, la bolletta-video che rende l’energia più vicina alle persone.

Milano, 5 novembre 2018 – La bolletta diventa più smart grazie a Nexty, una novità per i clienti della prima digital energy company italiana: ogni mese riceveranno una bolletta-video che, oltre a sintetizzare gli aspetti specifici della fornitura di ciascun utente, fornisce consigli su come utilizzare meglio l’energia e racconta esperienze di innovazione al servizio delle persone.

Con uno stile fresco e originale che richiama i colori e il linguaggio di Sorgenia, Nexty è una bolletta personalizzata in cui ciascuno trova un video che descrive quanto ha consumato nel mese, con un confronto con il periodo precedente, quanto ha speso, quanto ha risparmiato, quanta CO2 ha evitato di disperdere in atmosfera, grazie all’energia 100% green fornita da Sorgenia. Ma non solo: in meno di un minuto Nexty integra i contenuti della bolletta tradizionale, sempre consultabile dal video, con temi in grado di interessare, appassionare e ingaggiare gli utenti. Ogni “puntata” è nuova e diversa, con una grafica che si aggiorna mensilmente, seguendo la stagionalità.

Dopo aver semplificato le modalità per diventare cliente, grazie all’utilizzo esclusivo del web, ora Sorgenia rende più piacevole anche la customer experience con uno strumento semplice, veloce, interattivo e orientato allo storytelling.

“Nexty è la prosecuzione ideale del nostro approccio full-digital: siamo partiti dal presupposto che la tecnologia ci offre strumenti straordinari per esplorare nuovi orizzonti e siamo approdati a un tool che rende l’energia più semplice, trasparente, immediata e vicina – dice Gianfilippo Mancini AD di SorgeniaIl nostro obiettivo è rendere questo strumento sempre più personalizzato, capace di rispondere alle esigenze di ciascuno e, perché no, anche un mezzo per appagare la curiosità dei nostri clienti digital, attenti alla sostenibilità e alla continua ricerca di nuovi stimoli”.

 

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