Se il ministro dell’istruzione, però, non terrà fede all’impegno, partiranno oltre 3500 cause di risarcimento degli studenti che in tutta Italia hanno evitato il test grazie al Codacons. Ciascuno chiederà i danni subiti dal ritardo nell’ammissione per almeno 10.000 euro per un totale di 350.000.000 di euro che lo Stato italiano – come è già avvenuto per i medici specializzati – dovrà sborsare.
Centinaia di studenti che non avevano superato lo scorso mese di aprile il test di ammissione, per l’anno accademico 2014/2015, alla facoltà di Medicina, sono stati ammessi in sovrannumero dal Tar Lazio alle Facoltà di medicina presso cui avevano svolto le prove di ammissione.
Ad annunciarlo è il Codacons, che ha promosso il ricorso che ha condotto alla suddetta decisone del TAR Lazio, che ha consentito l’immatricolazione presso le facoltà di Medicina a centinaia di studenti.
Si tratta di una grande vittoria – afferma l’avv Rienzi, Presidente del Codacons -, perché il TAR Lazio ha ritenuto, accogliendo le nostre tesi, che l’intero concorso di ammissione a medicina 2014/15 è illegittimo, stabilendo l’ammissione in sovrannumero di tutti i ricorrenti patrocinati dal Codacons, difesi dall’avv. Carlo Rienzi e dall’avv. Gino Giuliano.
I ricorsi promossi dal Codacons si incentravano sul fatto che in una delle scatole contenente i questionari per le prove di ammissione a medicina, destinate all’Università di Bari, mancava un questionario. In particolare, una di tali scatole conteneva 49, anziché 50 questionari. La mancanza di tale questionario non poteva non avere ripercussioni sull’intera tornata di prove, ove si consideri che il fatto che mancasse un questionario da una delle scatole destinate all’Università di Bari, significa che è stato comunque possibile per un numero indefinito di partecipanti ai test di ammissione a medicina, conoscere anticipatamente il contenuto di tali test, risultando in tal modo completamente falsato lo svolgimento di tali prove e comunque suscettibile di essere falsato.