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Consumatori

Uno scandalo. Un conguaglio di 6,8milioni di Euro dei consumatori a Enel

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Voi li avete mai visti questi programmi? Li vorremmo vedere anche noi!
Fatto sta che abbiamo dato 6,8milioni di euro a Enel distribuzione e 17 milioni in tutto ai partecipanti dei programmi finanziati ma di risparmio energetico nemmeno l’ombra.
Come recita la DELIBERAZIONE 10 LUGLIO 2014 338/2014/R/EFR
DISPOSIZIONE ALLA CASSA CONGUAGLIO PER IL SETTORE ELETTRICO IN MATERIA DI EROGAZIONI DI SOMME CONNESSE ALL’ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA DI CAMPAGNE INFORMATIVE E DI SENSIBILIZZAZIONE A SUPPORTO DELL’EFFICIENZA ENERGETICA NEGLI USI FINALI stabilisce che :
“Il presente provvedimento dispone che Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico riconosca, a conguaglio, gli oneri sostenuti da Enel Distribuzione S.p.a. negli anni 2005-2006 in attuazione del programma di campagne informative e di sensibilizzazione a supporto dell’efficienza energetica negli usi finali eseguite ai sensi del decreto interministeriale 20 luglio 2004, e che verifichi l’effettuazione, da parte degli altri distributori, di analoghe campagne qualora sia stato corrisposto l’acconto.
l’articolo 13, comma 1, del decreto interministeriale 20 luglio 2004 prevede l’allocazione di risorse finanziarie per l’effettuazione di diagnosi energetiche e la progettazione esecutiva delle misure e degli interventi nonché per la copertura dei costi di un programma di campagne informative e di sensibilizzazione degli utenti finali eseguite dai distributori di energia elettrica soggetti agli obblighi di cui al medesimo decreto (di seguito: distributori di energia elettrica soggetti agli obblighi o distributori); e che tali risorse sono quelle di competenza, sino alla data di entrata in vigore del decreto interministeriale 20 luglio 2004, in attuazione dell’articolo 9 (recante copertura degli oneri per la realizzazione dei progetti) del decreto interministeriale 24 aprile 2001
In sostanza, “sulla base delle comunicazioni di cui ai precedenti punti, le risorse complessivamente disponibili e destinate alla copertura dei costi del programma di campagne informative e di sensibilizzazione degli utenti finali tra i distributori di energia elettrica soggetti agli obblighi ammontano, per la società Enel Distribuzione S.p.a., a 6.873.500,46 euro;
• con comunicazione in data 2 novembre 2005 (prot. 18036), la Direzione generale per l’energia e le risorse minerarie del Ministero delle Attività Produttive e il Gabinetto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare hanno congiuntamente comunicato all’Autorità e ai soggetti interessati, tra l’altro, che la proposta di campagna di informazioni e di sensibilizzazione degli utenti finali presentata dalla società Enel Distribuzione S.p.a. ai sensi dell’articolo 13, comma 6, del decreto interministeriale 20 luglio 2004 rispetta i criteri ivi specificati e le indicazioni comunicate in data 28 aprile 2005; con la medesima comunicazione sono state al contempo definite modalità operative per il compimento delle iniziative previste ed è stato ulteriormente precisato che, ai sensi del comma 7 del medesimo articolo, Cassa conguaglio per il settore elettrico avrebbe provveduto alla copertura dei costi sostenuti sulla base dei provvedimenti di cui al comma 8 del medesimo articolo;”

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Consumatori

Finanziamenti condizionati a polizze assicurative, avviate istruttorie per presunte pratiche commerciale scorrette su Agos, Findometic e Cardif

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, anche a seguito di una segnalazione dell’IVASS, ha avviato due distinti procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti:
•    della società finanziaria Agos Ducato S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Vita, Cardif Assurance Vie s.a.;
•    dell’istituto di credito Findomestic Banca S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Danni, Cardif Assurances Risques Divers s.a..

Oggetto degli approfondimenti sono due autonome condotte poste in essere rispettivamente dalle citate società erogatrici dei finanziamenti e dalle predette compagnie di assicurazione.

Secondo l’ipotesi istruttoria, Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A. avrebbero condizionato, di fatto, la concessione a favore dei consumatori di prestiti personali alla sottoscrizione da parte degli stessi di polizze assicurative prive di connessione con il finanziamento, realizzando in tal modo una “pratica legante” tra i prodotti bancari e assicurativi, in violazione degli artt. 24 e 25, comma 1, lett. a), del Codice del Consumo. Tali condotte sarebbero idonee a limitare considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento in questione, nella misura in cui le imprese prospettano ai consumatori – intenzionati a richiedere prestiti – di poter accedere a questi ultimi solo sottoscrivendo le menzionate polizze assicurative, che nulla hanno a che vedere con il finanziamento, attuando un abbinamento forzoso tra le due tipologie di prodotti.

Dal canto loro, Cardif Assurance Vie s.a. e Cardif Assurances Risques Divers s.a. avrebbero posto in essere condotte contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore, in violazione dell’art. 20, comma 2, del Codice del Consumo. Segnatamente, esse, pur essendo venute a conoscenza dell’abbinamento forzoso tra le proprie polizze assicurative e i finanziamenti erogati, rispettivamente, da Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A., avrebbero rifiutato la restituzione richiesta da parte di consumatori in sede di estinzione anticipata dei finanziamenti delle quote parti dei premi delle polizze assicurative de quibus, motivando il rifiuto con l’assenza di connessione tra le due tipologie di prodotti: nel far ciò, le due compagnie non avrebbero attuato nei confronti delle finanziarie alcuna attività di verifica circa gli abbinamenti forzosi e, in via generale, di monitoraggio e controllo circa la modalità di collocamento dei prodotti assicurativi in questione.

Per accertare queste condotte, nella giornata di oggi, 18 aprile 2018, i funzionari dell’Autorità hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi delle suddette società, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 18 aprile 2018

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Consumatori

Il packaging alimentare lo paga comunque il consumatore. Frutta e verdura sfusa o imballata?

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La novità dei sacchetti dell’ortofrutta a pagamento ha orientato le abitudini d’acquisto dei consumatori sulla scelta di alimenti confezionati, ma CODICI avverte, anche l’imballaggio si paga.

L’applicazione della normativa europea, che a partire da Gennaio scorso ha fatto sì che i sacchetti dell’ortofrutta siano diventati a pagamento (da 0,1 a 0,3 centesimi), ha influenzato sicuramente alcune abitudini d’acquisto da parte dei consumatori che si sono ritrovati a prediligere frutta e verdura confezionata in vaschette di plastica, polistirolo o cartoncino.

Naturalmente anche questi imballaggi sono a carico dei consumatori, sebbene il costo non venga percepito in maniera diretta, bensì sia inserito nel prezzo finale. Il prodotto confezionato risulta, a conti fatti, addirittura più caro.

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, è evidente che l’ortofrutta in vaschette e coperta dal film plastico ha un peso notevole e comporta tempi di smaltimento più lunghi. La cosa migliore sarebbe non tanto quella di concentrarsi sui nuovi sacchetti biodegradabili, che da una recente parere del Consiglio di Stato sembra si potranno portare da casa, ma cercare di migliorare la sostenibilità e ridurre l’impatto ambientale di questi contenitori.

Considerando il problema della sostenibilità del packaging utilizzato per frutta e verdura, è nata la campagna social “Svesti la Frutta” (#svestilafrutta), lanciata dal portale greenMe.it. I promotori si sono chiesti: quanto abbia senso confezionare frutta e verdura, che già per natura grazie alla buccia hanno una loro protezione, e invitano a lottare in maniera attiva (e social) contro l’abuso degli imballaggi in plastica. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica, i produttori e le catene della grande distribuzione per favorire un’inversione di tendenza che rispetti l’ambiente e limiti gli sprechi, che Codici non può far altro che appoggiare.

 

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Consumatori

#Telemarketing e #Svuotacarrello ecco a cosa dovete fare attenzione

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Anche oggi(11 aprile 2018), con Salvo Sottile e @mimandarai3 abbiamo cercato di orientare i consumatori nel prestare più attenzione a quello che fanno.

➡️#telemarketing : ancora non è esecutiva la nuova legge che permette di inserire anche i numeri di cellulari nel registro delle opposizioni, ma ricordate che per i fissi questo è già possibile. Il link di riferimento è http://www.registrodelleopposizioni.it
Occhi aperti al nuovo ed aggressivo fenomeno del “trading on line” proposto attraverso la solita chiamata ingannevole.

➡️#svuotacarrello : prestare attenzione a quel che si compra significa non badare solo alle quantità ma anche al contenuto. Lo so è difficile, ma leggere le etichette ci insegna molto più di quello che pensiamo di sapere.
Per la spesa alimentare io mi orienterei al rapporto con un venditore di fiducia. Ma mettere subito in chiaro che se tradisci la mia fiducia, ti lascio e lo dico a quante più persone possibile.

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