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Salute

Uno strumento diagnostico portatile può rilevare una malattia in 15 minuti

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fonte: visionari.org

Alcuni ricercatori in campo biomedico hanno ideato uno strumento diagnostico portatile che rileva i marcatori delle malattie con una precisione paragonabile ai normali standard, riducendo però i tempi di attesa a 15 minuti.

 

razie ad una stampa a getto d’inchiostro di una schiera di anticorpi su una lastra di vetro rivestita da un polimero antiaderente, lo strumento di diagnostica D4 progettato dalla Duke University è un test che rileva bassi livelli di antigeni — i marcatori proteici di una malattia — da una singola goccia di sangue.

Creando un laboratorio miniaturizzato su un chip, altamente sensibile e facile da utilizzare, i ricercatori si pongono l’obiettivo di eseguire test diagnostici rapidi in aree che non dispongono di tecnologie adeguate come quelle presenti in un normale laboratorio. La piattaforma è descritta negli Proceedings of the National Academy of Sciences.

L’attuale standard utilizzato per i test diagnostici quantitativi è basato sul saggio immuno-assorbente legato ad un enzima (ELISA), che identifica quanti antigeni specifici sono presenti in un campione biologico.

Lo strumento D4, secondo quanto riferito, consente ai medici di evitare i problemi connessi ad ELISA, garantendo facilità di utilizzo, tempi rapidi nella diagnosi e assenza di strumentazione ingombrante, senza sacrificare accuratezza e precisione.

Il nuovo test diagnostico può identificare rapidamente il marker biologico della malattia e i risultati possono essere letti utilizzando uno scanner portatile o un’estensione per smartphone stampata in 3D che utilizza la fotocamera del dispositivo per leggere i risultati.

Similmente a quanto accade in ELISA, il test D4 utilizza una coppia di anticorpi per rilevare e catturare una proteina bersaglio in un campione di sangue. La matrice contiene due tipi di anticorpi: anticorpi di cattura immobilizzati e anticorpi solubili di rilevazione, che sono contrassegnati da un marker fluorescente in modo da consentire ai ricercatori di identificare la quantità di antigene presente. Quando una goccia di sangue è posta sul vetrino, gli anticorpi di rilevazione si dissolvono, separandosi alla matrice, per legarsi alle proteine ​​bersaglio nel sangue. Queste coppie di proteine ​​anti-corpi ​​fluorescenti si incollano poi agli anticorpi che sono rimasti sul vetrino.

A differenza di altri test diagnostici, il test D4 basato sulla matrice di anticorpi, viene stampato su una spazzola rivestita da un nuovo polimero. Quando un campione viene posizionato sul vetrino, il rivestimento impedisce che le proteine ​​non bersaglio si attacchino alla sua superficie. Grazie a ciò viene impedito alle proteine estranee di legarsi al saggio; la spazzola del polimero rende più facile rilevare bassi livelli di proteine ​​bersaglio sbarazzandosi del materiale indesiderato presente sul chip.

“La spazzola di polimeri ci ha permesso di immagazzinare tutti gli strumenti di cui abbiamo bisogno sul chip, pur mantenendo un design elementare”, ha rivelato Ashutosh Chilkoti, presidente del Dipartimento di Ingegneria Biomedica (BME) della Duke University e autore principale del paper scientifico.

Utilizzando il test D4, i ricercatori non sono più costretti a seguire un flusso di lavoro complicato per eliminare le proteine ​​non-bersaglio dal vetrino, come accadeva con il test ELISA. Diversamente, devono semplicemente lavare la diapositiva in una soluzione tampone per rimuovere le particelle estranee.

Come afferma Daniel Joh, dottorando nel laboratorio Chilkoti e coautore del paper:

“Il fatto positivo è che il nuovo test possiede una sensibilità comparabile a ELISA, rimanendo entro i 15 minuti; nel caso in cui fosse necessaria un’accuratezza ancora maggiore, è possibile utilizzare tempi d’incubazione più lunghi”.

Il team di ricercatori che ha lavorato al progetto stima che i chip D4 costeranno meno di $1 e l’apposita estensione per telefoni cellulari, sviluppata dall’Università della California, costerà meno di 30 dollari una volta che sarà avviata la produzione in massa.


Tradotto in Italiano. Articolo originale: The Engineer.co.uk


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Salute

Vaccini, il ministero della salute denuncia CODACONS

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Nessun intento di procurare allarme tra la popolazione, ma solo la ricerca della verità nell’interesse dei cittadini. Così il Codacons Sicilia replica al Ministero della salute, che ha annunciato una denuncia contro gli avvocati della sede regionale dell’associazione che hanno presentato un esposto a seguito di uno studio condotto da alcuni ricercatori del Cnr sui vaccini.

Il nostro scopo è quello di capire se la ricerca oggetto di esposto sia veritiera, attendibile e attinente alla realtà, e siccome non è certo il Codacons che può dare risposte, abbiamo deciso di investire della questione la magistratura – spiega il Codacons Sicilia – Mettiamo lo studio dei due scienziati a disposizione del Ministero per le valutazioni del caso, e ci attendiamo una pronuncia da parte degli esperti del dicastero sulla fondatezza e rilevanza di quanto è emerso nello studio. Se i dati risulteranno falsi o inattendibili, il Ministero farebbe a rivolgere altrove le proprie denunce, senza attaccare chi come il Codacons ha il dovere statutario di rivolgersi all’Autorità su temi che interessano la salute collettiva.

Per quanto riguarda i decessi sospetti di bambini degli ultimi mesi, il Codacons Sicilia non hai mai affermato che tali morti siano sicuramente da attribuire alle vaccinazioni, e in assenza di prove certe mai si sognerebbe di fare simili dichiarazioni, ma si è limitato a segnalare alla magistratura i casi di morti sospette degli ultimi mesi, emerse successivamente ai nuovi obblighi vaccinali e di cui hanno parlato i quotidiani nazionale e locali. Non è certo compito del Codacons Sicilia stabilire le cause di un decesso, ma è preciso dovere dell’associazione mettere le autorità competenti a conoscenza di situazioni che si ritengono da chiarire.

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Nasce l’APP per scoprire le castagne

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DAL CREA: “Lady castagna:  Un viaggio nell’affascinante mondo della castagna dalla pianta alla tavola”

Ebook e app gratuiti alla scoperta del frutto nascosto nel riccio

 

Per secoli è stata definita “il cereale che cresce sugli alberi” e di conseguenza il pane dei contadini poveri, grazie alle sue caratteristiche nutrizionali,  ricca di vitamine, di minerali di vario tipo, di amminoacidi essenziali e priva di colesterolo e glutine.

E’ la castagna, il frutto nascosto nel riccio, tipico della tradizione italiana a cui il CREA dedica l’app con il relativo ebook  “Lady Castagna – Un viaggio nell’affascinante mondo della castagna dalla pianta alla tavola”, realizzata nell’ambito del programma Rete Rurale Nazionale.

Si tratta di uno strumento agile, divulgativo e tecnologicamente avanzato, pensato per bambini e ragazzi tra gli 8 e i 12 anni, ma adatto a tutte le età, scaricabile gratuitamente, oltre che da Google Play, anche  dal sito della Rete Rurale  http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17667 e a giorni dall’Apple App Store . Con testi descrittivi adattati al supporto digitale e attraverso vari  giochi e ricostruzioni della castanicoltura moderna e tradizionale dei territori italiani, sia i ragazzi che gli adulti potranno cosi apprendere – divertendosi – la cultura e la storia della castanicoltura italiana, caratteristiche botaniche e le patologie del castagno, le varietà tipiche dei diversi territori italiani, la sua economia, gli aspetti nutrizionali e organolettici.

L’iniziativa, ideata ed elaborata con un’ottica multidisciplinare, da Gabriella Lo Feudo, Raoul Romano e Tatiana Castellotti, rispettivamente collaboratore  tecnico e ricercatori CREA, ha potuto contare sull’apporto di diversi Centri di Ricerca CREA (Olivicoltura Frutticoltura e Agrumicoltura, Politiche e Bioeconomia, Alimenti e Nutrizione) nonché sul contributo di importanti esperti del settore.

L’app sarà presentata con laboratori dimostrativi oggi e domani a Roma nell’ambito  dell’Isola della Sostenibilità (ingresso libero), presso l’Università Roma 3 , Dipartimento di Architettura (ex Mattatoio), il 30 novembre  dalle ore 15.30 alle ore 16.30 e il 1 dicembre dalle ore 10.30 alle ore 11.30 .

Contatto stampa: Cristina Giannetti cell. 345 045 17 07

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Salute

Arrivano gli spaghetti probiotici. Inventati dal CREA in Puglia

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Immaginate un piatto di spaghetti, che, oltre a gratificare il palato, sia in grado arricchire l’intestino di batteri buoni e di avere effetti positivi sul metabolismo nonché attenuare gli stati infiammatori.  E’ questo il risultato della ricerca condotta dal CREA, con il suo Centro di Cerealicoltura e Colture Industriali, nell’ambito di Passworld-Pasta E Salute Nel Mondo, il  progetto triennale, finanziato in parte dal Ministero dello Sviluppo Economico, nell’ambito dei bandi  “Nuove Tecnologie per il Made in Italy” .

Il CREA di Foggia,  in collaborazione con l’ Università di Foggia, Parma e Verona, e 6 imprese della filiera pasta (produttori di sementi, mugnai, pastifici) tra cui la Rustichella D’Abruzzo, azienda capofila del progetto, ha messo a punto una pasta funzionale e altamente innovativa, capace di migliorare lo stato di benessere del consumatore, grazie all’aggiunta di ingredienti e componenti che conferiscono una valenza salutistica superiore a quelle già disponibili in commercio.

Il nuovo prodotto è stato sviluppato a partire da una innovazione del processo di macinazione, attraverso cui è stato realizzato uno sfarinato funzionale di grano duro, più ricco di vitamine, acidi fenolici e proteine di alta qualità. Grazie ad una accurata calibrazione del processo di decorticazione e macinazione con molino a pietra, il grano duro ha mantenuto intatto il suo corredo di sostanze nutraceutiche, che sono state ulteriormente integrate con beta glucani di orzo (fibra dietetica solubile con effetti benefici su cuore e colesterolo ). Ma soprattutto, per la prima volta nell’industria della pasta, sono state aggiunte direttamente agli impasti spore di batteri appartenenti al gruppo “spore forming lactic acid bacteria” (SFLAB) individuati nei generi Bacillus, Brevibacillus,  Paenibacillus e Sporolactobacillus. Questi batteri, oltre ad esercitare gli effetti benefici comuni alle specie probiotiche di batteri lattici, risultano particolarmente resistenti e capaci di rimanere a lungo vitali nel prodotto essiccato e nel prodotto cotto, fino al consumo, nonché di conservare la vitalità durante il passaggio nel tratto gastro-intestinale. Quindi in un unico alimento sono state  racchiuse proprietà probiotiche (SFLAB) e prebiotiche (fibre, antiossidanti).

Studi successivi svolti dai ricercatori hanno dimostrato che questa pasta presenta delle caratteristiche organolettiche di pregio (consistenza, aumento di peso) e un indice glicemico più basso rispetto alla pasta commerciale.

Inoltre i test clinici, condotti su un gruppo di volontari sani in sovrappeso, hanno evidenziato l’effetto positivo del consumo di questo prodotto su specifici marcatori metabolici e infiammatori del sangue, legati all’insorgenza di malattie cronico-degenerative. Infine, le analisi condotte sulle feci dei soggetti alimentati con la pasta funzionale hanno indicato che le spore del  lattobacillo GBI‐30, 6086© sopravvivono in elevatissimo numero al transito gastro- intestinale e che sono in grado di colonizzare l’intestino, favorendo l’equlibrio della microflora del microbiota gastrointestinale che, secondo gli studi più recenti, gioca un ruolo fondamentale nella nostra salute e nella gestione del peso corporeo.

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