Un’ora con la cacca nei pantaloni perché le maestre si rifiutano di
pulirlo.
E’ successo a un bambino di tre anni, in una scuola dell’infanzia di
Roma.
Lo hanno lasciato lì, sporco di cacca, per quasi un’ora. Le insegnanti si sono rifiutate di pulirlo ed hanno aspettato l’arrivo dei genitori.
E’ accaduto questa mattina in una scuola materna, nella centralissima piazza Bologna, a Roma.
Un bimbo di soli tre anni ha dovuto subire un episodio che assunto i contorni dell’umiliazione, fino all’arrivo dei genitori, dopo un’ora.
Troppo per un bambino così piccolo e per di più in un momento cruciale della sua vita, in cui si passa dall’essere completamente dipendente dai propri genitori al dover acquisire le prime consapevolezze e autonomie.
Le maestre si sono rifiutate di pulirlo e sono stati i genitori, costretti a lasciare il lavoro, nella maggior parte dei casi nell’opposto lato della città, a dover correre per porre fine a questa situazione.
A quanto pare, nessuna legge è stata violata, nessuna norma comportamentale infranta. Né le insegnanti né le bidelle, infatti, sono tenute allo svolgimento di queste mansioni. Almeno è quanto si legge da contratto.
Ma quello che ci si chiede è: con quale spirito le insegnanti possono lasciare un bambino così piccolo in quello stato per così tanto tempo, consapevoli dei danni psicologici e morali che possono comportare?
Le conseguenze psicologiche possono essere gravissime, soprattutto in un’età così delicata.
Dichiara Luigi Gabriele Affari Istituzionali Codici – Sebbene non ci sia una violazione della legge, non è un atteggiamento tollerabile ed è un comportamento che può considerarsi alla stregua dei maltrattamenti che troppo spesso affollano i nostri casi di cronaca. Quello di oggi non è un caso isolato. Per questo motivo sollecitiamo i genitori a segnalare alla nostra associazione i casi simili. Alle maestre, invece, chiediamo, nello spirito più profondo della loro professione, che facciano prevalere il buon senso, piuttosto che quanto compete o meno loro per legge.