Denunciare l’usura è un gesto importante che richiede coraggio, tutte le persone cadute nella morsa degli strozzini dovrebbero farlo. Ma a volte la strada per ribellarsi al sistema criminoso potrebbe essere eccessivamente lunga. È il caso del Sig. Alovisi, che ha raccontato la sua sconvolgente esperienza alle telecamere di Spazioconsumatori.tv. La sua storia è cominciata nel secolo scorso, quando si è rivolto a quello che lui definisce un amico, un conoscente, perché, come racconta l’intervistato, sulle persone “non c’è mai nessun cartellino con scritto usuraio per avvertirti di quello che stai facendo”.

Quando il sig. Alovisi si rende conto del problema si rivolge al Codici, grazie al quale è stato possibile intraprendere un’azione di denuncia penale. Così, nel 2000, comincia il lunghissimo iter giudiziario. Il processo, però, ad un tratto comincia a rallentare, per poi bloccarsi: una volta cambiava il giudice, un’altra volta il Presidente del Tribunale era malato. Addirittura è stato malato per più di un anno. Sistematicamente i rinvii erano di 8 mesi, di un anno e così via. Si è arrivati sino al 2012, anno in cui il presunto usuraio, presunto perché non era ancora stato condannato, è defunto. Il processo, così, è caduto.

Ma in ballo c’era anche una causa civile, che era stata avviata insieme a quella penale. Anche  questo procedimento ha però avuto un itinerario incredibile. L’ultima notizia, quasi esilarante se non fosse tragica, è che il giudice che ha preso in decisione la causa ha aspettato alcuni mesi e, mentre il sig. Alovisi era ancora in attesa, da 13 anni, di una prima decisione, alla fine ha dato le dimissioni. Ha nominato un altro giudice, ma ancora non si sa quando comincerà a procedere per la formulazione di nuove conclusioni.

Insomma, dopo 13 anni  il presunto usuraio è morto e la presunta vittima non ha ancora ottenuto nemmeno  una sentenza di primo grado, né in sede civile né in sede penale. Sconvolgente il commento dell’intervistato: “è molto più grave il danno che ha provocato il sistema giudiziario che non quello del presunto usuraio”.

“La storia che qui stiamo raccontando ha dell’incredibile – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici –  Lungaggini burocratiche di questo tipo scoraggiano le persone a denunciare i propri strozzini e questo è un fatto gravissimo, vista la rilevante gravità di tale settore criminoso”.

Il servizio completo “Usura, per avere giustizia non bastano 13 anni” è disponibile su www.spazioconsumatori.tv, oppure cliccando sul seguente link.