Chi è abituato a pagare le bollette delle utenze domestiche tramite Rid ha già rilevato l’anomalia: molti operatori hanno infatti addebitato cifre irregolari, relative a cinque anni prima e perciò prescritte. Per non cadere nella trappola e non pagare questi crediti non dovuti è possibile fare ricorso –come prevede la norma – entro 5 giorni. Ma chi usa il Rid come modalità abituale per pagare le utenze solitamente lo fa per velocizzare la gestione della casa ed è difficile che controlli la fattura in maniera dettagliata.

“Viste le prime segnalazioni che abbiamo ricevuto – affermano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI e Luigi Gabriele Responsabile Affari Istituzionali – invitiamo gli utenti a disdire il servizio di addebito bancario. Ricordiamo infatti che la disdetta è priva di oneri”.

“Gli operatori invogliano gli utenti a preferire questa modalità di pagamento con degli sconto esigui sulla bolletta ma la contropartita in cambio a volte può essere onerosa come ha registrato la nostra Associazione. Alcuni consumatori si sono accorti di addebiti derivanti da calcoli stimati non corretti oppure non dovuti perché prescritti”.

“In questo periodo assistiamo a un vero saccheggio da parte degli operatori che stanno usando i consumatori come delle banche a costo zero per ottenere nuove risorse”, aggiungono.

L’Associazione CODICI ricorda agli utenti che è possibile effettuare un reclamo scritto all’operatore se dalla bolletta denota una differenza fra il consumo rilevato e quello fatturato. Entro 30 giorni dal reclamo gli operatori sono obbligati a rispondere.

Inoltre CODICI segnala due novità normative introdotte recentemente, vale a dire, la possibilità di rateizzare le fatture entro e non oltre 10 giorni dalla scadenza e la procedura di distacco o messa in mora finalmente resa più complicata per gli operatori a vantaggio degli utenti.  Le aziende infatti dovranno preannunciare il distacco con raccomandata e prevedere il pagamento entro 30 giorni.