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Salute

Vaccini, il ministero della salute denuncia CODACONS

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Nessun intento di procurare allarme tra la popolazione, ma solo la ricerca della verità nell’interesse dei cittadini. Così il Codacons Sicilia replica al Ministero della salute, che ha annunciato una denuncia contro gli avvocati della sede regionale dell’associazione che hanno presentato un esposto a seguito di uno studio condotto da alcuni ricercatori del Cnr sui vaccini.

Il nostro scopo è quello di capire se la ricerca oggetto di esposto sia veritiera, attendibile e attinente alla realtà, e siccome non è certo il Codacons che può dare risposte, abbiamo deciso di investire della questione la magistratura – spiega il Codacons Sicilia – Mettiamo lo studio dei due scienziati a disposizione del Ministero per le valutazioni del caso, e ci attendiamo una pronuncia da parte degli esperti del dicastero sulla fondatezza e rilevanza di quanto è emerso nello studio. Se i dati risulteranno falsi o inattendibili, il Ministero farebbe a rivolgere altrove le proprie denunce, senza attaccare chi come il Codacons ha il dovere statutario di rivolgersi all’Autorità su temi che interessano la salute collettiva.

Per quanto riguarda i decessi sospetti di bambini degli ultimi mesi, il Codacons Sicilia non hai mai affermato che tali morti siano sicuramente da attribuire alle vaccinazioni, e in assenza di prove certe mai si sognerebbe di fare simili dichiarazioni, ma si è limitato a segnalare alla magistratura i casi di morti sospette degli ultimi mesi, emerse successivamente ai nuovi obblighi vaccinali e di cui hanno parlato i quotidiani nazionale e locali. Non è certo compito del Codacons Sicilia stabilire le cause di un decesso, ma è preciso dovere dell’associazione mettere le autorità competenti a conoscenza di situazioni che si ritengono da chiarire.

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Salute

Nasce l’APP per scoprire le castagne

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DAL CREA: “Lady castagna:  Un viaggio nell’affascinante mondo della castagna dalla pianta alla tavola”

Ebook e app gratuiti alla scoperta del frutto nascosto nel riccio

 

Per secoli è stata definita “il cereale che cresce sugli alberi” e di conseguenza il pane dei contadini poveri, grazie alle sue caratteristiche nutrizionali,  ricca di vitamine, di minerali di vario tipo, di amminoacidi essenziali e priva di colesterolo e glutine.

E’ la castagna, il frutto nascosto nel riccio, tipico della tradizione italiana a cui il CREA dedica l’app con il relativo ebook  “Lady Castagna – Un viaggio nell’affascinante mondo della castagna dalla pianta alla tavola”, realizzata nell’ambito del programma Rete Rurale Nazionale.

Si tratta di uno strumento agile, divulgativo e tecnologicamente avanzato, pensato per bambini e ragazzi tra gli 8 e i 12 anni, ma adatto a tutte le età, scaricabile gratuitamente, oltre che da Google Play, anche  dal sito della Rete Rurale  http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17667 e a giorni dall’Apple App Store . Con testi descrittivi adattati al supporto digitale e attraverso vari  giochi e ricostruzioni della castanicoltura moderna e tradizionale dei territori italiani, sia i ragazzi che gli adulti potranno cosi apprendere – divertendosi – la cultura e la storia della castanicoltura italiana, caratteristiche botaniche e le patologie del castagno, le varietà tipiche dei diversi territori italiani, la sua economia, gli aspetti nutrizionali e organolettici.

L’iniziativa, ideata ed elaborata con un’ottica multidisciplinare, da Gabriella Lo Feudo, Raoul Romano e Tatiana Castellotti, rispettivamente collaboratore  tecnico e ricercatori CREA, ha potuto contare sull’apporto di diversi Centri di Ricerca CREA (Olivicoltura Frutticoltura e Agrumicoltura, Politiche e Bioeconomia, Alimenti e Nutrizione) nonché sul contributo di importanti esperti del settore.

L’app sarà presentata con laboratori dimostrativi oggi e domani a Roma nell’ambito  dell’Isola della Sostenibilità (ingresso libero), presso l’Università Roma 3 , Dipartimento di Architettura (ex Mattatoio), il 30 novembre  dalle ore 15.30 alle ore 16.30 e il 1 dicembre dalle ore 10.30 alle ore 11.30 .

Contatto stampa: Cristina Giannetti cell. 345 045 17 07

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Salute

Arrivano gli spaghetti probiotici. Inventati dal CREA in Puglia

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Immaginate un piatto di spaghetti, che, oltre a gratificare il palato, sia in grado arricchire l’intestino di batteri buoni e di avere effetti positivi sul metabolismo nonché attenuare gli stati infiammatori.  E’ questo il risultato della ricerca condotta dal CREA, con il suo Centro di Cerealicoltura e Colture Industriali, nell’ambito di Passworld-Pasta E Salute Nel Mondo, il  progetto triennale, finanziato in parte dal Ministero dello Sviluppo Economico, nell’ambito dei bandi  “Nuove Tecnologie per il Made in Italy” .

Il CREA di Foggia,  in collaborazione con l’ Università di Foggia, Parma e Verona, e 6 imprese della filiera pasta (produttori di sementi, mugnai, pastifici) tra cui la Rustichella D’Abruzzo, azienda capofila del progetto, ha messo a punto una pasta funzionale e altamente innovativa, capace di migliorare lo stato di benessere del consumatore, grazie all’aggiunta di ingredienti e componenti che conferiscono una valenza salutistica superiore a quelle già disponibili in commercio.

Il nuovo prodotto è stato sviluppato a partire da una innovazione del processo di macinazione, attraverso cui è stato realizzato uno sfarinato funzionale di grano duro, più ricco di vitamine, acidi fenolici e proteine di alta qualità. Grazie ad una accurata calibrazione del processo di decorticazione e macinazione con molino a pietra, il grano duro ha mantenuto intatto il suo corredo di sostanze nutraceutiche, che sono state ulteriormente integrate con beta glucani di orzo (fibra dietetica solubile con effetti benefici su cuore e colesterolo ). Ma soprattutto, per la prima volta nell’industria della pasta, sono state aggiunte direttamente agli impasti spore di batteri appartenenti al gruppo “spore forming lactic acid bacteria” (SFLAB) individuati nei generi Bacillus, Brevibacillus,  Paenibacillus e Sporolactobacillus. Questi batteri, oltre ad esercitare gli effetti benefici comuni alle specie probiotiche di batteri lattici, risultano particolarmente resistenti e capaci di rimanere a lungo vitali nel prodotto essiccato e nel prodotto cotto, fino al consumo, nonché di conservare la vitalità durante il passaggio nel tratto gastro-intestinale. Quindi in un unico alimento sono state  racchiuse proprietà probiotiche (SFLAB) e prebiotiche (fibre, antiossidanti).

Studi successivi svolti dai ricercatori hanno dimostrato che questa pasta presenta delle caratteristiche organolettiche di pregio (consistenza, aumento di peso) e un indice glicemico più basso rispetto alla pasta commerciale.

Inoltre i test clinici, condotti su un gruppo di volontari sani in sovrappeso, hanno evidenziato l’effetto positivo del consumo di questo prodotto su specifici marcatori metabolici e infiammatori del sangue, legati all’insorgenza di malattie cronico-degenerative. Infine, le analisi condotte sulle feci dei soggetti alimentati con la pasta funzionale hanno indicato che le spore del  lattobacillo GBI‐30, 6086© sopravvivono in elevatissimo numero al transito gastro- intestinale e che sono in grado di colonizzare l’intestino, favorendo l’equlibrio della microflora del microbiota gastrointestinale che, secondo gli studi più recenti, gioca un ruolo fondamentale nella nostra salute e nella gestione del peso corporeo.

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Salute

Dopo 15 anni in stato vegetativo, l’uomo risponde alla stimolazione nervosa

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Una nuova tecnica di stimolazione del nervo vago sembra poter restituire coscienza a pazienti in stato vegetativo.

Un paziente in uno stato vegetativo persistente senza possibilità di miglioramento ha ritrovato alcuni segni di coscienza dopo che i ricercatori hanno utilizzato una forma sperimentale di stimolazione nervosa, come risulta da un nuovo studio.

L’esperimento, descritto nell’ultimo numero della rivista Current Biology, potrebbe infrangere la convinzione comunemente diffusa che i pazienti che hanno trascorso più di un anno in uno stato vegetativo non possano riacquistare coscienza.

L’uomo nello studio ha 35 anni ma era rimasto in stato vegetativo per tutti gli ultimi 15. Dopo solo un mese di stimolazione a bassa intensità al nervo vago — il nervo più lungo del corpo umano, che collega il cervello con il cuore, i polmoni e l’apparato digerente — l’attività cerebrale del paziente, così come le sue risposte e reazioni all’ambiente circostante, è aumentata al punto che i medici lo considerano minimamente consapevole.

“Abbiamo scelto un paziente che era stato in stato vegetativo 15 anni senza mostrare segni di cambiamento dopo un incidente d’auto”, ha dichiarato l’autrice Angela Sirigu, direttrice dell’Istituto di Scienze Cognitive Marc Jeannerod di Lione, Francia. “Ci siamo messi quindi in una posizione difficile selezionando un paziente con il peggior risultato. Se dopo la stimolazione del nervo vago si osservassero dei cambiamenti, questi non potrebbero essere il risultato del caso.”

Per i 15 anni successivi all’incidente, secondo i ricercatori, l’uomo non ha mostrato alcuna prova di essere a conoscenza dell’ambiente circostante. Poteva aprire gli occhi, ma non reagiva a nulla di ciò che accadeva intorno a lui.

Questo, tuttavia, è cambiato poco dopo che un neurochirurgo ha impiantato un dispositivo nel torace dell’uomo che stimola il nervo vago, stando alla ricerca. Secondo Sirigu, il nervo vago è noto per il suo ruolo nell’eccitazione, nella vigilanza e nella risposta allo stress.

Durante la terapia di stimolazione nervosa, l’uomo ha cominciato gradualmente a confrontarsi con le persone che lo circondavano, mostrando attenzione o addirittura rispondendo a semplici ordini. Ha potuto seguire un oggetto con i suoi occhi o voltare la testa su richiesta, hanno detto i ricercatori. Sua madre ha riferito una migliore capacità di rimanere sveglio quando ascolta il suo terapeuta leggere un libro. Il paziente reagisce anche a qualcuno che si avvicini troppo a lui — cosa che non avrebbe fatto in precedenza, stando alla ricerca.

La lettura elettroencefalografica (EEG) e la tomografia a emissione di positroni (PET) hanno confermato l’ aumento dell’ attività cerebrale nelle regioni responsabili del movimento, della sensazione e della consapevolezza, ha rilevato lo studio.

“È stato particolarmente confortante scoprire che i cambiamenti osservati dopo la stimolazione del nervo vago corrispondono perfettamente a quanto riportato nei pazienti umani quando il loro stato clinico si sposta spontaneamente da vegetativo a minimamente cosciente”, ha dichiarato Sirigu. “Questo suggerisce che la stimolazione del nervo vago ha attivato una naturale meccanismo fisiologico”.

In precedenza, la stimolazione del nervo vago è stata utilizzata per alleviare i sintomi di epilessia e depressione. Sirigu ha detto che lei e il suo team hanno progettato l’esperimento dopo aver letto di studi sugli animali che suggeriscono che ci può essere un legame tra la stimolazione del nervo e la coscienza.

“ Sono possibili cambiamenti anche in pazienti clinici gravi quando l’intervento giusto è appropriato e potente,” ha dichiarato Sirigu. “Penso che dopo questo caso dovremmo considerare la possibilità di testare gruppi più ampi di pazienti”.

Altri ricercatori che lavorano nel settore concordano sul fatto che sono necessarie ulteriori ricerche su un campione di pazienti più ampio per determinare se l’approccio potrebbe svolgere un ruolo nel trattamento dei pazienti che soffrono di disturbi della coscienza.

“All’inizio dello studio, prima di ogni stimolazione, il paziente ha segnato 6/23 (su una scala di valutazione da 0 a 23 indicante il livello di coscienza),” ha detto la Dr.ssa Elizabeth Coulthard, Professore Associato in Neurologia e Demenza presso l’Università di Bristol, che non ha partecipato alla nuova ricerca. “Alla fine dello studio, quando il paziente era sulla stimolazione massima, ha segnato 8/23 sulla scala funzionale. A volte durante il periodo di 6 mesi, il paziente ha ottenuto punteggi fino a 10/23. Si tratta di una piccola differenza di prestazione che è di dubbia importanza per il paziente”.

Sirigu ha detto che lei e il suo team stanno progettando uno studio più ampio per testare ulteriormente la tecnica che coinvolgerebbe più centri di ricerca e un maggior numero di pazienti vegetativi e minimamente coscienti.


Tradotto in Italiano. Articolo originale: LiveScience


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