L’associazione CODICI Lecce invita tutti coloro (familiari o diretti interessati) che ritengono di aver subito un danno a causa delle vaccinazioni pediatriche obbligatorie e/o facoltative, a prendere contatti con l’associazione (E-mail:segreteria.sportello@codici.org; Tel: 06.5571996) onde si possa procedere alla valutazione e all’eventuale invio delle segnalazioni, adeguatamente documentate, al Ministero della Salute e alla Procura di Trani che ha già aperto un fascicolo in merito.

In particolare, l’invito è rivolto a tutti i genitori, curatori e tutori di minori che, a seguito della somministrazione di detti vaccini, abbiano notato nei propri figli, che mostravano un regolare sviluppo psicomotorio, l’insorgenza di un regresso nel linguaggio e nei movimenti, una chiusura al mondo esterno, accompagnata da diagnosi di instabilità e ritardo cognitivo, disturbi generalizzati dello sviluppo e/o di autismo infantile.

Come detto, la Procura di Trani ha di recente avviato un’indagine c.d. “conoscitiva”, quindi senza indagati, in merito, atta a valutare, in particolare, l’esistenza di un nesso causale tra l’insorgenza della sindrome autistica e la somministrazione del vaccino trivalente (contro morbillo, rosolia e parotite).

Nel primario interesse della salute dei cittadini costituzionalmente tutelato riteniamo doveroso supportare tali indagini fornendo al pm Michele Ruggiero, che conduce l’inchiesta, ogni documentazione e/o testimonianza utile al perseguimento e accertamento della verità, così come riteniamo doveroso supportare l’eventuale azione che i cittadini intendano proporre a tutela del proprio diritto alla salute che ritengano violato.

Vi è da dire, peraltro, che sostenere l’eventuale pericolosità di alcuni vaccini per la salute non è un’eresia, essendo già stata accertata da diverse sentenze di merito emesse da vari Tribunali italiani (tra le altre, Tribunale Rimini – sezione Lavoro sentenza n. 148/2012; Tribunale Busto Arsizio – sezione Lavoro n. 413/2009, Tribunale Milano – sezione Lavoro n. 4252/2007…).

Queste pronunzie hanno riscontrato l’esistenza di un nesso causale tra la somministrazione del vaccino e il danno alla salute, condannando il Ministero della Salute e/o le Aziende Sanitarie Locali a pagare ai ricorrenti, in ragione di quanto previsto dall’art. 1 della Legge n. 210/1992 (Chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie, per legge o per ordinanza di una autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, ha diritto ad un indennizzo da parte dello Stato”), gli indennizzi previsti dall’art. 2 della medesima legge e le indennità integrative speciali di cui alla legge 324/59 e successive modificazioni, allargando l’applicabilità della richiamata disposizione anche alle vaccinazioni facoltative e aprendo la strada anche alla potenziale risarcibilità del maggior danno subito.