Si apre formalmente oggi il processo incentrato su una storia che ha sconvolto l’opinione pubblica, che ha visto una giovane donna, Valeria, morire per un tragico errore.
Valeria era giunta al quarto ed ultimo ciclo di chemioterapia, presumibilmente, quindi, si trovava ad un passo dalla guarigione, ma durante l’ultimo ciclo sono stati introdotti nelle sacche di chemioterapia 90 milligrammi, anziché 9, di Vinblastina. Uno zero in più che, secondo una prima ricostruzione dei fatti, sarebbe conseguenza non di un calcolo sbagliato, ma di una svista nella digitazione al computer. Un errore – raccontano i genitori della ragazza – del quale la stessa paziente si era accorta.

Il Codici continua la sua battaglia in prima linea contro malasanità e gli errori medici e si costituisce parte civile nel processo per la morte di Valeria L., deceduta nel 2011 al Policlinico di Palermo. Il processo si è aperto formalmente oggi (ma è stato rinviato al 27 febbraio) ed andrà finalmente a stabilire le responsabilità del personale sanitario, medico ed infermieristico.

“Quella che stiamo combattendo è una battaglia lunga e complessa – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – che vuole sconfiggere anche tutti i disservizi e le inefficienze di un servizio sanitario che troppo spesso non riesce a rispondere alle esigenze dei cittadini. La malasanità è una delle maggiori piaghe del nostro Paese, serve un totale rinnovamento del sistema sanitario per evitare che errori ed imprudenze possano mietere altre vittime”.