La dieta comincia sempre di lunedì, c’è poco da fare. Durante il weekend, tra cene e aperitivi, si perde il controllo e quando si torna al lavoro la bilancia segnala impietosamente la necessità di rallentare. Come dicevano i latini, però, est modus in rebus. Durante la settimana lavorativa, difatti, abbiamo bisogno di molte energie e quindi il carburante che ingeriamo a tavola deve sufficiente per permetterci di affrontare al massimo della lucidità ogni problema. Se poi aggiungiamo tutto lo stress derivante da esigenze e preoccupazioni familiari, ci rendiamo conto che una dieta troppo restrittiva può diventare un pericolo per il nostro organismo.

Prendiamo ad esempio la celebre dieta del minestrone: funziona alla grande c’è poco da fare, consente di saziarsi e di perdere peso molto velocemente. Ad ogni modo, come in tutte le diete, anche per il minestrone c’è un warning da non sottoovalutare, ossia la durata della dieta stessa. Ad esempio: mangiare minestrone a pranzo e cena sette giorni su sette, integrando i momenti da dedicare al nutrimento con succhi di frutta, yogurt e quant’altro, permette di arrivare a perdere anche 5 kg in una settimana. Al tempo stesso, però, una dieta così ferrea è in grado di debilitarci anzitempo spostando la lancetta delle energie in riserva entro tre giorni.

La domanda quindi è la seguente: che differenza fanno sette giorni in più sulla tabella di marcia? Nulla, assolutamente nulla. E allora, concediamoci qualcosa, senza esagerare, ed evitiamo di fustigarci, prestando molta attenzione ad almeno uno dei due pasti. La dieta del minestrone (possibilmente fatto in casa e rigorosamente passato) svolta in un paio di settimane non pesa niente e permette di perdere comodamente peso in un tempo ragionevole. Tra l’altro si tratta di è una pietanza buonissima che quindi consente anche l’appagamento delle papille gustative.