“Non si può paragonare il livello di metalli pesanti nei liquidi per e-cig ai limiti di legge previsti per l’acqua da bere”

A seguito dell’ultimo studio sui liquidi per sigarette elettroniche commissionato dalla rivista Il Salvagente, il produttore e distributore italiano Smokie’s espone i suoi dubbi sulla rilevanza e sul significato dei dati emersi.

“In questo studio vengono incomprensibilmente presi come valori di riferimento i dati previsti per le acque imbottigliate, anche se i liquidi per sigarette elettroniche non sono da bere, ma da vaporizzare
– commenta Stefano Pozzi, Amministratore Delegato di New Smoke Network Srl, proprietaria del marchio Smokie’s . “Mediamente una persona può ‘fumare’ appena tra i 2 e i 4 ml di liquido al giorno, contro il consumo medio giornaliero di acqua che va da 1 a 2 litri. Due litri di acqua sono 1.000 volte superiori a 2 ml, quindi i valori limite dei metalli pesanti stabiliti per legge andrebbero divisi per 1.000 nel caso dei liquidi per sigaretta elettronica, per poter avere un reale parametro di riferimento.”

“Prima di creare reiterati allarmismi mediatici andrebbero effettuati studi sulla composizione del vapore per sigarette elettroniche e non sulle ricariche in stato liquido, trattandole come fossero bevande. Inoltre non ci spieghiamo come mai non si facciano adeguate comparazioni con i valori di metalli pesanti contenuti nel tabacco delle sigarette tradizionali, la differenza e il minor rischio sarebbero più che evidenti.”

“Vi forniremo a breve i risultati di uno studio che noi stessi stiamo conducendo con l’ausilio dei nostri ricercatori”. – conclude