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Velocità ADSL: il Meridione viaggia più veloce

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Le connessioni a Internet sono più veloci al Sud: è quanto emerge dall’ultimo rapporto di SosTariffe.it sulla velocità reale delle connessioni ADSL nel nostro Paese. I risultati dimostrano che il Sud viaggia ad una velocità vicina ai 5,4 Mbps, mentre la media del Nord si ferma ai 4,9 Mbps. La Regione più veloce del 2013 è la Toscana.
Il Sud più veloce del Nord: il nuovo studio di SosTariffe.it riscatta in parte una delle aree del nostro Paese ancora considerata arretrata. In realtà, dall’ultimo osservatorio sulla velocità effettiva delle connessioni ADSL in Italia, risulta che le Regioni meridionali hanno una velocità di navigazione reale più alta rispetto a quelle del Nord e del Centro.

L’indagine è stata condotta analizzando il totale di oltre 500.000 speed test effettuati in tutta Italia da maggio 2010 a luglio 2013. Questo ha permesso di individuare e attestare la velocità che raggiunge la connessione ADSL nel nostro Paese. Come recentemente indicato dall’Unione Europea, infatti, in Italia più del 96% delle connessioni a Internet da linea fissa avviene tramite linee ADSL. Il campione, per quanto molto numeroso, è comunque limitato ai visitatori di SosTariffe.it.
La prima evidenza dell’osservatorio mostra il fatto che a livello nazionale la velocità media si attesta intorno ai 5,1 Mbps. Se si scende a un maggior livello di dettaglio distinguendo per macro-aree, il risultato è questo:

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Come si può vedere dalla tabella il Sud è l’area dove la velocità reale registrata è maggiore. Nel Mezzogiorno, infatti, si viaggia in internet a 5,36 Mbps, contro i 4,9 del Nord. Una differenza non molto marcata ma chiaramente significativa e probabilmente contraria alle aspettative.
Anche nella classifica delle Regioni più veloci quelle meridionali occupano un buon posto superando, in molti casi, anche due tra le regioni economicamente più forti, Lombardia e Veneto che si trovano a metà e in fondo a questa speciale classifica. La regione più veloce in assoluto per il 2013 è la Toscana con oltre 5,6 Mbps di velocità effettiva, trainata dai buoni risultati di Firenze e provincia, mentre la peggiore è l’Abruzzo con 4,1 Mbps di velocità media.

La situazione è confermata anche se si osservano le velocità delle Province italiane. Quella più virtuosa del 2013 è Firenze con una velocità media di 6,8 Mbps. Tuttavia secondo lo studio di SosTariffe.it tra le prime 20 province più veloci undici sono meridionali, alcune delle quali superano realtà importanti come Milano. Questa tabella riassume le cinque province con ADSL più veloci e più lente in Italia:

Spiccano le performance delle province di Firenze e sorprendentemente Isernia in Molise, che distanziano nettamente le altre con una velocità media intorno ai 6,8 Mbps. Si distinguono invece in negativo la provincia di Belluno in Veneto e l’Ogliastra in Sardegna, con risultati nettamente inferiori alla media: superano a malapena i 3 Mbps.
Se si vanno a esaminare invece le grandi città, limitandosi a quelle con oltre 100.000 abitanti, oltre alla già citata Firenze spiccano Napoli, con le ADSL a 7 Mega più veloci (oltre 5,3 Mbps), che distanzia i modesti risultati di Milano (4,6 Mbps, che diventerebbero 5,4 Mbps includendo le connessioni in fibra), Roma (4,4 Mbps) e Venezia (4,3 Mbps). Chiude la classifica Palermo, con 4,1 Mbps di media. Se si guardano unicamente le connessioni a “20 Mega”, sempre più popolari tra gli italiani, si conferma invece lento il Veneto con due città, Venezia e Verona, con il poco invidiabile primato di essere le città con le connessioni a 20 mega più lente d’Italia. Se Venezia supera di poco i 6,4 Mbps Verona non raggiunge nemmeno i 5,4 Mbps in media, una velocità di quasi il 75% inferiore rispetto al massimo dichiarato. E’ evidente quindi che alla maggiore densità di popolazione dei grandi centri urbani non corrisponde una velocità maggiore rispetto ai Comuni più piccoli. Va segnalato, tuttavia, che per gli abitanti di molte città sono ormai disponibili connessioni in fibra ottica e connessioni mobili in 4G, in grado di garantire velocità superiori e una miglior esperienza d’uso.

Alberto Mazzetti, Cofondatore e Amministratore delegato di SosTariffe.it aggiunge: ”Oltre il 70% degli Italiani ha un abbonamento Adsl per cui paga più del dovuto e naviga meno velocemente della media del proprio Comune. Il mio consiglio è di verificare quanto si spende in bolletta, controllare la velocità della propria connessione con un test e di confrontare quindi le offerte per trovare la più conveniente e più adatta alle proprie esigenze. All’interno del nostro comparatore Adsl di SosTariffe.it sono stati inseriti moltissimi strumenti innovativi per capire quale velocità si può raggiungere nel proprio comune e aiutare gli utenti a scegliere l’offerta più adatta per le proprie esigenze”

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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