Chiude con un + 6,5% il fatturato delle aziende associate Univendita (Unione italiana vendita diretta a domicilio) nei primi tre mesi del 2013, dopo il 2012 archiviato con un + 5,1%. Gli oltre 284 milioni di euro di vendite sono un risultato, ancora una volta, in controtendenza rispetto alle dinamiche del mercato italiano, che (dati Confcommercio) a marzo ha segnato un calo del 3,4% su base tendenziale riportando i consumi ai livelli di tredici anni fa.

«Ci confermiamo, anche per questo primo trimestre del 2013, un’eccezione nel panorama nazionale -commenta il presidente di Univendita Luca Pozzoli-: crescere sul mercato interno, dove tutti gli indicatori restano critici, significa che il modello di business della vendita diretta a domicilio riesce laddove canali di commercio più tradizionali segnano il passo o arretrano. E riesce per più motivi: l’eccellenza dei prodotti, la comodità dell’acquisto a casa e il valore aggiunto dato dagli addetti alla vendita, che conoscono, illustrano e valorizzano la qualità di prodotti e servizi proposti al cliente. In un momento in cui si è molto attenti a quello che si spende, chi spende vuole farlo bene e con la garanzia di aver fatto un buon acquisto. Detto questo, siamo persuasi che se la situazione generale non muterà sostanzialmente anche noi potremo soffrire della diminuzione del potere d’acquisto degli italiani; chiediamo dunque al Governo Letta di non aumentare l’Iva per non penalizzare ulteriormente i consumi».

In allegato comunicato e, al seguente link, file pdf con tabella confronto dati Univendita 2013/2012 sui settori merceologici e grafico:

http://www.eoipso.it/include/comunicati/getfile.cfm?file_ID=1181

Nel dettaglio, il settore merceologico guida si conferma il comparto “beni durevoli casa”, che ha registrato un incremento del 6,5% sul 1° trimestre 2012 e che, con una quota di mercato del 64%, resta l’area di business di maggior rilievo nella vendita diretta a domicilio per Univendita. A seguire, “alimentari e beni di consumo casa” (incremento del +5,9%), “cosmesi e cura del corpo” (+ 3,8%) e “altri beni e servizi”, il settore di dimensioni più ridotte (il 2% del fatturato dalle aziende associate Univendita) che segna la migliore perfomance con un + 32,1%. Saldo positivo per le associate Univendita anche sul fronte occupazionale nel confronto anno su anno: gli addetti alla vendita al 31 marzo erano 66mila 724, vale a dire l’11,1% in più rispetto a dodici mesi prima. Sempre preponderante la componente femminile, pari all’88,2%, in leggera crescita rispetto all’87,8% del marzo 2012.
«La professionalità degli addetti al vendita è il vero segreto del successo della vendita a domicilio, dunque della crescita della aziende associate Univendita -conclude Pozzoli-; l’incremento costante di addetti dimostra almeno due cose: che questa attività può essere una scelta di vita lavorativa, sia per il tempo pieno sia per il part time, quindi modulabile sulle esigenze di ognuno, ma anche che gli addetti sono adeguatamente formati, seguiti nel loro inserimento e supportati costantemente dall’organizzazione aziendale. La loro crescita professionale è seguita passo per passo perché non è interesse delle nostre aziende avere semplicemente grandi numeri di organico: vogliamo, nell’interesse reciproco, che chi vi lavora raggiunga le soddisfazioni che cerca in questa professione».