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VENDITE BOOM di SEX Toys| ITALIANI di nuovo AMANTI?

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Fonte: idealo.it

Rev: Luigi Gabriele

💋Quali sono i sex toys più amati dagli e-consumer italiani?💋

➡️Tra le categorie merceologiche più desiderate, idealo ha rilevato i vibratori (26,7%), i lubrificanti intimi per lui e per lei (21,0%), sex toys per uomini (20,5%), i preservativi (18,7%), i dildo (12,1%) e i prodotti per la pianificazione familiare come test di ovulazione e test di gravidanza (0,9%).

➡️Analizzando l’interesse degli italiani nei confronti di questi prodotti negli ultimi anni, possiamo vedere come questo sia notevolmente aumentato: Vibratori +282,3%, Lubrificanti intimi +10,5%, Sex toys per uomini +275,7%, Preservativi +123,5% e Dildo +270,4%.

CHISSA’ PERCHE???????🤣🤣🤣

Sex toys, che passione! +143,0% di ricerche online nell’ultimo anno

Tra i sex toys più desiderati dagli italiani vi sono Vibratori (26,7%), Lubrificanti intimi (21,0%) ma anche Sex toys per uomini (20,5%) e Preservativi (18,7%). Chi cerca maggiormente i giocattoli sessuali online? Si tratta perlopiù di uomini (65,9%)  tra i 25 e i 34 anni (29,0%). 

13 Giugno 2019 – Se l’e-commerce serve – in particolar modo – a risparmiare e ad avere velocità e comodità di consegna, vi è un’altra funzionalità che a volte passa inosservata: poter comprare online ciò per cui ci si potrebbe vergognare  in un negozio fisico. E cosa potrebbe suscitare maggior imbarazzo se non l’acquisto di giocattoli sessuali di tutte le forme e dimensioni? Per questo motivo idealo – portale internazionale di comparazione prezzi leader in Europa – ha deciso di approfondire la tematica per scoprire quali sono i sex toys più amati dagli e-consumer italiani e quali sono le possibilità di risparmio garantite dal canale online[1].

I prodotti più desiderati

Tra le categorie merceologiche più desiderate dagli e-consumer italiani, idealo ha rilevato i vibratori (26,7%), i lubrificanti intimi per lui e per lei (21,0%), sex toys per uomini (20,5%), i preservativi (18,7%), i dildo (12,1%) e i prodotti per la pianificazione familiare come test di ovulazione e test di gravidanza (0,9%)[2].

Analizzando l’interesse degli italiani nei confronti di questi prodotti negli ultimi anni[3], possiamo vedere come questo sia notevolmente aumentato: Vibratori +282,3%, Lubrificanti intimi +10,5%, Sex toys per uomini +275,7%, Preservativi +123,5% e Dildo +270,4%.

Infine, relativamente alle intenzioni di acquisto degli utenti, l’analisi di idealo ha evidenziato ai primi tre posti falli realistici, preservativi dei marchi Control e Durex. Seguono poi le bambole gonfiabili, i preservativi ritardanti, i vibratori anali, cock-ring, pompe a vuoto per il pene (meglio conosciuti come allunga pene) e infine vibratori realistici.

Chi è interessato all’acquisto online dei sex toys?

L’analisi condotta ha evidenziato come il pubblico più interessato sia quello tra i 25 e i 34 anni (29,0%); seguono poi gli adulti tra i 35 e i 44 (25,8%), quelli 45 – 54 (18,5%) i giovanissimi 18 – 24 (11,1%) e la fascia di età tra i 55 e i 64 anni (10,1%). In ultima posizione, come per quasi tutte le ricerche online in ambito e-commerce, vi sono gli over 65, in questo caso con una percentuale di ricerche parti al 5,5%. Gli uomini cercano online sex toys quasi il doppio rispetto alla controparte femminile: 65,9% di ricerche effettuate da lui contro un 34,1% effettuate da lei.


Relativamente alle categorie più desiderate esclusivamente da lui e da lei: per le donne vi sono i lubrificanti intimi (29,1%) mentre per gli uomini vi sono i sex toys per uomo (31,0%).  Interessante notare, inoltre, che i vibratori sono al primo posto tra i desideri sia degli over-65 (30,1%) sia degli under-24 (35,9%).

L’orario di navigazione preferito, tra le 15 e le 16 del pomeriggio e tra le 22 e le 24 di sera; il giorno preferito, invece, il martedì. L’analisi di idealo ha inoltre evidenziato come in settimana vi sia un più +9,0% di ricerche rispetto al weekend.

A livello regionale, i territori dai quali vengono rilevate maggiori ricerche sono Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna, Campania e Toscana. In fondo alla classifica, invece, Calabria, Umbria, Molise e Basilicata[1].

Le possibilità di risparmio online

L’analisi effettuata da idealo ha consentito anche di capire quali sono le possibilità di risparmio online per i sex toys: fino al -43,9% di risparmio massimo medio effettuando gli acquisti[2] a Settembre, mese nel quale è stato rilevato il prezzo medio più basso della categoria (il mese con il prezzo più alto, invece, è stato quello di Marzo)[3]

Nel dettaglio, si può arrivare ad un risparmio massimo medio anche del -66,4% se si acquistano i vibratori a Giugno al posto che a Dicembre; così come è possibile avere un risparmio del -64,3% acquistando prodotti per la pianificazione familiare a Settembre al posto che a Giugno. Ancora, per i preservativi è Settembre il periodo più vantaggioso (contro il mese di Dicembre): risparmio massimo medio del -49,7%.


[1] Per poter confrontare regioni grandi e piccole, i dati di ogni regione sono stati ponderati a 100mila abitanti.

[2] Relativi alla macro categoria “Sextoys & Protezione” presente su idealo.

[3] L’analisi sul risparmio è stata condotta su un periodo temporale compreso tra Giugno 2018 e Maggio 2019. Il mese più “vantaggioso” in termini di prezzi medi è stato quello di Settembre 2018; al contrario, quello più costoso per i sex toys, è stato Marzo 2019.   


[1] Per realizzare questo studio, idealo ha preso in esame esclusivamente i dati del proprio portale sotto la categoria “Sextoys e Protezione”. Periodo: 5 Giugno 2018 / 4 Giugno 2019 vs 5 Giugno 2017 / 4 Giugno 2018.

[2] Nel 2017 il rapporto tra vibratori e sex toys per uomini era 2,1. Adesso è sceso a 1,3. In aumento, quindi, il peso del piacere maschile all‘interno della categoria.

[3] E nel dettaglio confrontando il 2019 con il 2018. Periodo: dal 1° Gennaio al 5 Giugno di ogni anno.

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Bollette 28 giorni: dopo la sentenza del Consiglio di Stato, cosa fare per avere i rimborsi?

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Buone notizie sulla vicenda delle bollette di telefonia fissa o fisso/mobile fatturate a 28 giorni e dei soldi pagati in più dai consumatori. Infatti, dopo la conferma che le compagnie telefoniche devono provvedere a rimborsare i propri clienti, il Consiglio di Stato ha sentenziato che tali rimborsi devono essere automatici.

Che cosa significa?

2 sono le tipologie di utenti coinvolti:

  • coloro che sono ancora clienti dell’operatore telefonico
  • coloro che non sono più clienti del gestore responsabile dell’ingiusto addebito perché sono passati ad altro operatore.

1° caso: se sei ancora cliente dell’operatore che ti ha inviato la fatturazione a 28 giorni

  • Per ottenere il rimborso di quanto pagato in più non devi presentare alcuna richiesta. La tua compagnia telefonica è tenuta a rimborsarti stornando le giornate pagate in più. Riceverai quindi una bolletta più bassa

2° caso: se NON sei più cliente dell’operatore che ti ha inviato la fatturazione a 28 giorni

  • Per ottenere il rimborso di quanto pagato in più, DEVI subito presentare un reclamo all’azienda chiedendo il rimborso e l’importo esatto. Il reclamo deve essere inviato con una modalità TRACCIABILE (raccomandata A/R, posta certificata (Pec), numero di reclamo). Trascorsi 45 giorni senza risposta da parte dell’operatore o di risposta insoddisfacente, è possibile chiedere attraverso le sedi territoriali Adiconsum la conciliazione paritetica, per ottenere quanto previsto dalla legge.

Il periodo che verrà considerato per il calcolo del rimborso è il seguente: 23 giugno 2017 – 5 aprile 2018.

IMPORTANTE: Per info e assistenza, contatta le sedi territoriali Adiconsum

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SALDI| Cambio di un prodotto in negozio? Cosa fare e quando

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Hai acquistato un capo e, provandolo con calma a casa, ti sei reso conto che non è di tuo gusto? Non ti piace il colore del tuo nuovo vestito? In poche parole, ti sei pentito dell’acquisto che hai fatto? Hai ancora lo scontrino con te e ti chiedi se sia possibile restituire il capo oppure cambiarlo con un altro?

E se invece, ti accorgi che il prodotto acquistato è difettoso?

Ebbene, con questo articolo vogliamo proprio parlarti di questo argomento: la possibilità di restituire i beni. Le due ipotesi sono differenti e vediamo cosa dice la legge.

Nel primo caso, il commerciante non è tenuto al cambio della merce acquistata. Questa possibilità è a discrezione del venditore. Vero è che di solito, soprattutto le grandi catene, hanno una policy aziendale che permette il cambio del prodotto, dietro esibizione dello scontrino ed entro un numero limitato di giorni.

Nel secondo caso, invece, secondo la legge, il venditore è tenuto a garantire che il bene acquistato sia esente da imperfezioni. Qualora il prodotto presentasse imperfezioni, puoi richiedere il cambio appellandoti alla garanzia legale che si applica a tutti i beni di consumo, nuovi ed usati.

Molti utenti ci scrivono e ci segnalano alcuni casi particolari, come ad esempio la seguente storia pervenuta sulla nostra pagina Facebook:

La signora S.D. ha acquistato un pigiama al costo di 35 € presso una catena di abbigliamento che consente il cambio del prodotto. Qualche giorno dopo, entro i termini consentiti, la signora si reca presso il punto vendita per rendere il prodotto ed acquistarne un altro di pari valore. Nel frattempo, subentrati i saldi, il prezzo del pigiama era passato da 35 a 25 euro. Ebbene, poiché il pigiama risultava deprezzato di 10 €, il negozio ha richiesto il versamento dei 10 € di differenza!

Cosa fare? È giusto l’atteggiamento tenuto dall’Azienda?

No, perché il prezzo che risulta sullo scontrino rappresenta il credito da utilizzare per effettuare l’eventuale cambio con un prodotto dello stesso valore.

In casi del genere, ti consigliamo di chiedere di parlare con un responsabile e di contattare la Polizia municipale (Vigili) o locale per segnalare la scorretta pratica commerciale.

In caso, di mancato riconoscimento dei tuoi diritti, rivolgiti presso una sede Adiconsum

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Eni e Poste Italiane, partnership nei servizi digitali, finanziari e di pagamento

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Roma, 22 luglio 2019 – Eni e Poste Italiane hanno firmato un Memorandum di intesa per l’avvio di una partnership di ampio respiro nel campo del digitale. L’accordo non vincolante di cooperazione riguarda anche i servizi finanziari ed è stato sottoscritto da Eni, Eni Refining & Marketing, Eni gas e luce, Poste Italiane e PostePay.

La partnership tra le due grandi aziende italiane rappresenta un primo significativo strumento di integrazione e di valorizzazione degli asset di Eni e di Poste. Si inserisce in una logica multibusiness che riguarda sia la fornitura di carburanti nelle stazioni di servizio Eni sia quella di gas ed energia elettrica, mediante l’attivazione di servizi finanziari innovativi legati ai sistemi di pagamento, nell’ambito delle opportunità offerte dalla Direttiva Europea PSDII, ed ha come principale obiettivo l’offerta alla clientela retail di una gamma sempre più estesa di nuove soluzioni di servizio e pagamento.

L’accordo prevede una serie di azioni tese a valorizzare, da una parte, gli oltre 26 milioni di carte di debito e prepagate del gruppo Poste Italiane in circolazione in Italia, dall’altra le 4.300 stazioni di servizio Eni, nelle quali transitano in media un milione di persone al giorno, nonché gli otto milioni di clienti Eni gas e luce, che generano 41 milioni di bollette annue e contano su 150 punti vendita Energy Store.

In particolare, Poste Italiane ed Eni effettueranno uno studio per la realizzazione di alcune iniziative al fine di individuare soluzioni che assicurino ai clienti la massima sicurezza e semplicità nell’esecuzione delle transazioni in modalità fisica e digitale. Lo studio, in coerenza con il quadro normativo di riferimento, riguarderà varie opzioni di servizi finanziari, quali ad esempio il pagamento dei bollettini premarcati e il prelievo di contante in combinazione con l’erogazione di carburante. Poste Italiane e Eni gas e luce, inoltre, potrebbero in futuro sperimentare nuovi sistemi di rendicontazione delle bollette mediante la tecnologia blockchain, mentre sono già attive nuove funzioni per i rimborsi alla clientela Eni gas e luce tramite l’intera rete di Poste Italiane.

In relazione alle singole opportunità che dovessero formare oggetto di valutazione, verranno messe a disposizione le informazioni inerenti alle operazioni con parti correlate, ove ne ricorressero i presupposti.

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