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Versalis (Eni) e Pirelli insieme per ricerca su produzione pneumatici in gomma naturale da guayule

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San Donato Milanese (Mi) – 19 marzo  2013 – Versalis (Eni) e Pirelli hanno firmato oggi un importante protocollo di intesa (MoU) con l’obiettivo di avviare un progetto di ricerca congiunto avente per oggetto l’utilizzo della gomma naturale da guayule nella produzione di pneumatici. Lo studio impegnerà le due aziende per un arco temporale di tre anni nel corso dei quali, su base di esclusiva tra le parti, Versalis fornirà innovative tipologie di gomma naturale estratta da guayule che saranno testate da Pirelli ai fini dell’utilizzo nella produzione di pneumatici.

Grazie a questa nuova collaborazione e, con l’entrata a regime della produzione su scala industriale della gomma naturale da guayule, Versalis potrà fornire a Pirelli dei nuovi prodotti che consolideranno e integreranno l’offerta commerciale di gomma sintetica prodotta da Versalis e da tempo utilizzata da Pirelli per la produzione di pneumatici.L’accordo con Pirelli segue la sigla della recente partnership tra Versalis e Yulex Corporation USA, per la coltivazione di guayule e per la realizzazione di un complesso produttivo industriale nel Sud Europa.

Il guayule (Parthenium argentatum) è un arbusto non destinato all’uso alimentare, che richiede poca acqua, nessun pesticida e rappresenta una fonte alternativa di gomma naturale grazie alle sue proprietà ipoallergeniche, a differenza della più comune gomma Hevea. Questo importante accordo è coerente con l’impegno che Versalis ha già avviato con altri importanti partner nell’ambito della chimica da fonti rinnovabili e si inserisce tra gli obiettivi strategici di integrare una gamma di tecnologie innovative al portafoglio prodotti di origine fossile, in particolare nel business degli elastomeri, e poter disporre di un’offerta commerciale che rafforzerà la propria capacità competitiva a livello internazionale.

L’accordo con Versalis integra e amplia l’impegno di Pirelli nella ricerca di materiali innovativi da fonti rinnovabili e in particolar modo dalle biomasse. Obiettivo di Pirelli, che già produce pneumatici con materie prime derivate dalla pula di riso (la parte del chicco non edibile e normalmente destinata alla combustione), è ridurre sempre più i componenti derivanti dal petrolio sostituendoli con nuove materie prime, che al contempo garantiscano il costante miglioramento delle prestazioni e la sostenibilità ambientale dei processi e dei prodotti.

“Questa nuova collaborazione tra Versalis e Pirelli è il naturale proseguimento di un percorso per lo sviluppo di tecnologie applicative nel settore dei pneumatici volte al miglioramento delle prestazioni e al risparmio energetico. Entrambe le società sono indiscussi top player di profilo internazionale nei rispettivi settori e rappresentano un modello per l’impegno nella ricerca, anche in ambito green – ha detto Daniele Ferrari, Chief Executive Officer di Versalis.

“Pirelli è da sempre focalizzata sullo sviluppo di soluzioni innovative per la mobilità sostenibile, che significa sicurezza e rispetto dell’ambiente. In tal senso fondamentale è la ricerca sulle materie prime da fonti rinnovabili, un ambito di attività nel quale siamo leader a livello mondiale nel nostro settore. Il progetto sulla gomma naturale da guayule rappresenta uno dei programmi sui quali sono impegnati i nostri ricercatori e conferma la strategicità di un partner come Versalis”, ha commentato Maurizio Boiocchi, Chief Technical Officer di Pirelli.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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