Anche l’Adoc esprime parere negativo al previsto aumento delle accise, pari al 12,5%, del prossimo gennaio su birre e vini liquorosi. Si danneggerebbe pesantemente sia i produttori, soprattutto i microbirrifici artigianali, e i consumatori, su cui verrebbe riversato l’aumento.

“Il Governo non deve aumentare le tasse, piuttosto prevedere incentivi per lo sviluppo. L’aumento delle accise sulla birra è un’iniziativa sbagliata, soprattutto in questo momento – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – a pagare dazio sarebbero soprattutto i consumatori finali, su cui verrebbe scaricato l’aumento e le migliaia di produzioni artigianali cresciute in questi anni, microbirrifici con un alto livello di occupazione giovanile, legati al territorio e in grande espansione.

Già oggi la tassazione sulla birra è estremamente elevata, con la conseguenza che bere una “pinta” in Italia costa molto di più che nel resto d’Europa. La differenza con la media UE è pari al 16%, in Italia si spendono in media 5 euro contro i 4,30 euro in Europa. Differenze abissali con Germania (dove si spende il 66% in meno), Spagna (-81%), Belgio (-42%) e Olanda (-25%). Solo in Svezia e Danimarca si spende di più. E’ quindi evidente che aumentare le tasse costituisca un ostacolo allo sviluppo del settore e alla riduzione dei costi per i consumatori. Come Adoc siamo convinti che sia necessario prevedere incentivi piuttosto che tasse, l’Italia ha bisogno di rinascere, di investimenti per la produzione e l’occupazione. Non possiamo permetterci di non crescere. E questo vale per tutti i settori produttivi.”