Firenze, 8 Aprile 2014. Una volta, quando si voleva accreditare la bonta’ di quanto si sosteneva, era di prassi dire “lo ha detto la televisione”, e in diversi abbassavano mesti il capo di fronte a cotanta autorevolezza della fonte, quasi fosse la “Treccani”, una delle enciclopedie che all’epoca (oggi molto meno) era considerata un punto di riferimento del sapere.
Qualche anno fa si e’ fatta avanti una versione piu’ moderna del medesimo concetto: “l’ho visto in Internet”, poi velocemente sostituita e/o affiancata, soprattutto tra i piu’ giovani e “smanettoni”, da un “l’ho visto su Facebook” oppure “l’ho visto su Twitter”. Aspettiamo i prossimi cosiddetti social network che si affermeranno in Italia dopo essere stati gia’ popolari nei Paesi in cui sono stati inventati.
Un modi di validare il proprio pensiero o la propria informazione che ha un medesimo problema: il mezzo citato non invalida niente. Anzi. Non si tratta di mezzi che sfornano una verita’, ma in grado di sfornare tante verita’ quanti sono coloro che la pronunciano o, al massimo, con la coda di chi, in calce alla singola verita’, ci aggiunge il proprio consenso.
Il frutto tipico di questa mistificazione e’ “Tripadvisor” (il consulente di viaggi). E’ di questi giorni uno “scandalo” di una societa’ che -dichiaratasi esterna ai gestori della societa’ che gestisce il sito web Tripadvisor- vendeva i propri servizi di inserimento di commenti e giudizi, per far crescere la notorieta’ e la qualita’ degli apprezzamenti di questo o quell’altro esercizio commerciale legato al turismo. Una prestazione che possiamo facilmente immaginare fosse fornita anche al contrario, cioe’ l’inserimento di commenti e giudizi negativi per distruggere la concorrenza alla propria attivita’. I gestori di Tripadvisor si difendono sfoggiando i particolari professionali di come loro valutano, accettandoli o respingendoli, l’inserimento dei vari messaggi. Ma a nostro avviso si difendono male. Se i piu’ grandi e potenti hacker del mondo sono quelli della National Security Agency (NSA) degli Usa, e’ un “gioco da ragazzi” emularli nel “giocare” a fare gli hacker non sui siti web dei vari governi del mondo (che forse hanno protezioni di sicurezza di un certo livello, ma non per la NSA…), ma su un sito di chi vuole essere “il consulente dei viaggi”; tant’e’ che chi fa questo gioco, lo pratica con tanto di societa’ non-segreta, con contratti e scambio di soldi sui mezzi legali di transazione finanziaria.
Questo per dire che e’ proprio la Rete che non puo’ essere utilizzata per questo tipo di valutazioni, fatte da chi se la sente o ha voglia di farle. A meno che la Rete non sia utilizzata solo come mezzo tecnico, magari perche’ piu’ pratico del telefono, da un campione di persone, statisticamente prescelte per alcune caratteristiche, proprio come fanno le agenzie a cui vengono commissionati i sondaggi d’opinione. In questo caso avremmo un ennesimo sondaggio d’opinione, come tanti che vengono commissionati su vari argomenti. Ma cosi’ i “sondaggi dei poveri” non esisterebbero? Quale ristorante o struttura turistica pagherebbe una agenzia di indagini di mercato per farsi dare le valutazioni sui propri servizi? Crediamo che sarebbero pochissime, ma se l’alternativa e’ Tripadvisor e tutto quello che genera intorno a se’, preferiamo restare ignoranti e continuare a fidarci di un amico che e’ gia’ stato in un posto o della professionalita’ di un agente di viaggi tradizionale.
Internet, e il suo metodo democratico e libertario, ci ha e ci sta cambiando la vita, ma e’ anche in grado di mistificarcela. Diffidate di chi sostiene il contrario :-)


Vincenzo Donvito, presidente Aduc