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Salute

Violenza in rosa. Quando è l’uomo a subire.

Codici: liti tra partner; i dati che rimangono in sordina!

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Le violenze fisiche, sessuali, psicologiche ed economiche sono ormai all’ordine del giorno nelle coppie e nelle ex coppie.
Oltre mezzo milione di vittime si contano a Roma e, diversamente da quello che starete pensando, non si tratta di donne, bensì di uomini. Avete capito bene, gli uomini da “sesso dominante”… si trasformano in vittime.
Da una ricerca effettuata da un gruppo di studiosi sono emersi dati molto interessanti.
Gli intervistati, 1058, hanno un’età compresa fra i 18 e i 70 anni e la maggior parte ha figli.
Il 60,5% degli uomini è risultato ricevere “aggressioni” (tipicamente femminili) come graffi, morsi e capelli strappati e il 58,1% dichiara di aver ricevuto lesioni causate da comportamenti considerati usualmente maschili come calci e pugni.
Lo stereotipo della lite sfociante nel lancio di oggetti non poteva mancare! Oltre la metà dei soggetti intervistati ha dichiarato di aver subito danni causati dal lancio di utensili.
I tentativi di folgorazione con la corrente, gli investimenti con l’auto, le spinte dalle scale e le mani schiacciate nelle porte o nei cassetti registrano, fortunatamente, una percentuale inferiore, pari al 15,7%, contrariamente ai tentati omicidi che, grazie a Dio, si aggirano poco al di sotto del 10%.
Le sorprese non finiscono qui! Riguardo alle violenze sessuali, vicende che quasi tutti i giorni vedono coinvolti gli uomini nella figura del dominante, il 48,7% sostiene che, per colpa di rapporti intimi “avviati e successivamente interrotti senza motivi apparenti”, ha riscontrato malesseri fisici, insonnia, mortificazione nel sentirsi rifiutato e dubbi concerni il non essere desiderato. Quasi un terzo delle vittime parla di “derisione” e un quarto di “paragoni irridenti”.
Nel dettaglio, le violenze psicologiche ed economiche sono legate principalmente a critiche relative al lavoro poco remunerato e denigrazioni per lo stile di vita offerto alla partner.
Le umiliazioni, le offese in pubblico e verso i parenti, le critiche per il fisico e l’aspetto in generale risultano essere molto presenti ed evidenziano la forza psicologica del sesso femminile che riesce, anche se non fisicamente, a colpire gravemente l’uomo. Come cita la Siracide :” La spada uccide tante persone, ma ne uccide più la lingua che la spada.”
Le prepotenze psicologiche sono in grado di portare l’individuo in un oblio pieno di incertezze dove l’autostima perde completamente campo lasciando spazio ad un’instabilità emotiva e mentale.
Infine, ma non affatto ultimo per importanza, emergono intimidazioni legate alla separazione e conseguentemente associate alla casa, ai figli e alle risorse che la partner minaccia di togliere (68,4%).
Laddove l’uomo decida di prender coraggio e di rivolgersi a qualcuno per farsi aiutare si trova di fronte ad un muro. In Italia, contrariamente al resto d’Europa, i centri antiviolenza si rivolgono esclusivamente alle donne.
Indubbiamente ciò non giustifica le violenze verso le donne, ma bisogna rendersi conto che le strumentalizzazioni dei media fanno si che il sesso maschile passi unicamente come carnefice, anche in sede legale, dove, in caso di separazione vengono riconosciuti appieno i diritti delle donne, trascurando o sottovalutando quelli dei partner.
“Codici è per la difesa dei diritti dei cittadini, senza distinzione di classe, religione e SESSO!
In seguito all’evidenza dei dati appena mostrati perché non proporre una giornata contro la violenza sull’uomo? Un’occasione per dar vita ad iniziative volte a quei 6 milioni di uomini vittime di violenze che Italia non trovano sostegno al riguardo!” così Ivano Giacomelli di Codici.

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Salute

Latte in povere contaminato, Codacons chiede chiarezza la ministero

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Le rassicurazioni del Ministero della salute circa il fatto che in Italia non sia stato commercializzato latte in polvere contaminato da salmonella non ci convincono, e le dichiarazioni del dicastero ci appaiono del tutto inaffidabili. Lo afferma il Codacons in merito allo scandalo Lactalis e alla nota diramata dal Ministero della salute secondo cui non vi sarebbero lotti incriminati spediti verso il nostro Paese.

Già lo scorso agosto, in pieno allarme Fipronil, il Ministero si affrettò a rassicurare i cittadini affermando che “non risultano distribuiti al consumo uova o derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil sul territorio nazionale”. Peccato che appena poche ore dopo questo annuncio l’Unione Europea smentì il Ministro Lorenzin inserendo l’Italia nella lista dei paesi che avevano ricevuto uova dalle aziende coinvolte nello scandalo Fipronil, e una serie di sequestri compiuti nel nostro paese accertò la presenza di ingenti quantitativi di uova contaminate.

“Considerati i gravi precedenti, le dichiarazioni del Ministero non appaiono sufficienti a rassicurare i consumatori italiani – spiega il presidente Carlo Rienzi – Per questo chiediamo alle autorità europee di svolgere controlli serrati e diramare una nota ufficiale per escludere l’Italia dai paesi che hanno ricevuto lotti di latte in polvere contaminato da salmonella”.

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Malasanità, 400 i morti imputati ad errori personali e carenze strutturali

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Sono anni che Codici lotta al fianco dei consumatori contro la malasanità e, purtroppo, questa “battaglia” sembra ancora davvero troppo lontana dall’essere vinta. Come riportato infatti dal “Termometro della salute” di Eurispes ed Empam, sotto l’egida dell’Osservatorio su Salute, Previdenza e Legalità, sono diversi i dati riguardanti il nostro Paese a generare preoccupazione.

L’Italia continua a spendere meno della media europea per mantenere il proprio sistema sanitario (14,1% del proprio Pil), che continua ad essere danneggiato da precariato, insufficienza degli organici, ed invecchiamento del personale sanitario. Basti pensare che entro il 2023 si prevede il pensionamento di quasi 22mila medici, che saranno sostituiti da non più di 6mila nuovi ingressi.

Le cifre più sconcertanti sono però, ancora una volta, quelle che riguardano la malasanità: i dati presentati dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta sugli errori in campo sanitario parlano di 570 denunce rilevate in 4 anni (più precisamente dall’aprile 2009 al dicembre 2012). Un numero spaventoso, reso ancora più grave dal fatto che fra queste, 400 sono relative a casi che hanno portato alla morte del paziente, o per disfunzioni/carenze strutturali, o per errore imputato al personale medico e/o sanitario.

Oltre la metà dei decessi di cui sopra (precisamente 232, ovvero il 58%) si è verificata in regioni del Sud ed Isole: Molise, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna e Basilicata. Un dato che evidenzia quanto siano gravi le discrepanze territoriali rispetto ad un Nord che presenta molte meno criticità. Su 570 casi di presunti errori monitorati, 117 si sono verificati in Sicilia e 107 in Campania.

Un altro aspetto particolarmente degno di attenzione è quello relativo all’evasione fiscale, soprattutto se riferita ad esenzioni indebite del pagamento del ticket: a tal proposito solo nel 2016 quasi 900 soggetti hanno beneficiato di prestazioni farmaceutiche tramite false autocertificazioni, evitando di pagare più di 800mila euro. Oltre la metà delle esenzioni di cui sopra si concentra in appena cinque regioni: al primo posto il Veneto (123), seguito da Calabria (101), Puglia (100), Lazio (91) e Piemonte (87).

Stiamo parlando di azioni che non solo sono inaccettabili, ma che sono semplicemente criminali.

Se avete dei reclami da fare non esitate a ricorrere a Codici: l’Associazione vi metterà a disposizione avvocati con esperienza consolidata, fornendovi servizi specializzati a costi accessibili, abbattendo i tempi di risoluzione ed aumentando sensibilmente le vostre possibilità di vittoria.

Per ulteriori informazioni o richiedere come potersi iscrivere all’Associazione, si può contattare lo sportello legale al numero 06.5571996, scrivere una mail all’indirizzo segreteria.sportello@codici.org, oppure recarsi presso la sede di Roma di Via Giuseppe Belluzzo, 1 (00149), aperta tutti i giorni dalle ore 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:00.

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Ambiente, le soluzioni tecnologiche al disastro

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Fonte: visionari.org

STORMO DI DRONI

Come la stampa 3D si è messa al servizio della medicina, i droni sono diventati uno strumento utilissimo per la salvaguardia dell’ambiente e delle creature viventi.

In Africa, un drone aiuta i ricercatori a monitorare le popolazioni animali, compito che da sempre è svolto manualmente in spedizioni aeree o fotografiche. Il drone cattura filmati, un sistema di apprendimento automatico conta i diversi tipi di animali, e volontari umani aiutano a formare l’algoritmo verificando le rilevazioni. Una protezione per le specie a rischio, più veloce, più economica, più facile e più precisa.

E nel Bengaluru, i ricercatori dell’Istituto Indiano di Scienza stanno combattendo la deforestazione con droni dotati di videocamera che rilasciano semi in aree che altrimenti non sarebbero in grado di esplorare. Il loro obiettivo è quello di seminare ben 10.000 ettari nella sola regione.

AUTO VERDI E RIDUZIONE DELLA CO2

Prima Volvo, poi la Francia, l’Inghilterra e la Germania. Le grandi dell’automotive e gli stati Europei — ma non solo — hanno annunciato l’intenzione di abbandonare l’energia fossile in favore delle rinnovabili, in un’ottica di attenuazione dell’impatto sul pianeta.

Nel frattempo, opere di ingegneria climatica elaborano strategie per riparare ai danni: è di Climeworks l’installazione per risucchiare CO2 dall’aria ed immagazzinarla per produzioni energetiche, e di Harvard lo studio che vuole capire come attenuare il flusso di calore che dal Sole entra nell’atmosfera.

OCEANO DI PLASTICA

La piaga del materiale plastico nell’oceano è tanto importante da mobilitare svariati intenti in tutto il mondo. Impressionanti le immagini di un’isola del Pacifico completamente ricoperta da rifiuti plastici. Fortunatamente, quest’anno sono emerse possibili soluzioni al problema: una biologa italiana ha scoperto bruchi in grado di decomporre a velocità impressionante la plasticauna nave da ricerca all’avanguardia è stata sviluppata in Norvegia per lo studio e la prevenzione dei mari, e l’ambizioso progetto The Ocean Cleanup ha svelato al mondo i primi prototipi per attuare la pulizia delle acque oceaniche.


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