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Consumatori

Vittima di pratica commerciale scorretta da parte di Green Network?

Le bollette non si pagano.

Vademecum per i consumatori.

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Green Network, sarà il primo operatore italiano che si vedrà portare in tribunale, probabilmente da migliaia di consumatori per pratiche commerciali scorrette.

Attivano contratti senza l’autorizzazione  del  consumatore, in alcune zone d’Italia  qualche loro operatore si presenta come se fosse l’autorità per l’energia elettrica e del gas, in altri casi sono venuti non si sa come in possesso di dati personali dei cittadini e li hanno utilizzati per attivare le forniture non richieste.

Sono stati già sanzionati a dicembre per € 340.000 (con procedimenti ancora pendenti di cui Codici è parte) sempre dall’Antitrust e dall’ Autorità per l’Energia Elettrica e gas.

Il fatto grave dell’intera vicenda è che  oltre ai danni provocati al consumatore derivati da queste attivazioni, è che loro richiedono il pagamento delle fatture per la durata dell’attivazione non richiesta , facendo riferimento alla delibera 153/12 dell’ AEEGSI, ampiamente superata dal d.lgs 21 del 2014, che stabilisce nel caso in cui si è vittima di un contratto non richiesto, o una pratica commerciale scorretta nei contratti a distanza, nulla è dovuto per tutto il periodo in cui era in essere, pertanto invitiamo i consumatori a non avere timore di eventuali minacce di sospensione della fornitura, ricordiamo i loro diritti.

 DIRITTI DEI CONSUMATORI PER I CONTRATTI A DISTANZA NON RICHIESTO ai sensi del D.lgs 21 del 2014

Inviando un reclamo scritto alla Società Green Network eccependo l’attivazione di un contratto non richiesto hanno diritto a:

–          essere riposizionati con la fornitura allo stato precedente senza oneri e costi

–          a non pagare le forniture  per tutto il periodo oggetto di contratto non richiesto

Ricordiamo che Green Network come operatore del mercato libero non è obbligato ad aderire alle procedure di conciliazione previste dall’autorità per l’energia elettrica e il gas e non è presente nella lista degli operatori aderenti. Inoltre la società non ha un accordo di conciliazione paritetica siglato con le associazioni consumatori del CNCU. Pertanto i consumatori, in caso di controversie con la società sono tutelati esclusivamente dalle delibere vigenti per la gestione dei reclami, ma per i casi di non adempimento alle richieste degli utenti sono costretti ad adire alle vie giudiziarie ordinarie con l’aggravio dei costi di giudizio.

Sul sito www.codici.org nella sezione Class Action Green Network(in fase di costruzione), potete trovare  la modulistica necessaria e per partecipare all’azione di classe per essere risarciti dei danni causati da Green Network, potete scaricare i moduli per partecipare all’azione di classe.

Attenzione l’azione di Classe ai sensi del art. 140 del Codice del consumo è relativa esclusivamenteall’attivazione dei contratti non richiesti o truffa mediante i canali a distanza (Teleselling o porta a porta). Per tutti gli altri casi di reclami o disservizi nella fornitura di energia elettrica e gas da parte di Green Network, potete rivolgervi al nostro sportello on line per la gestione dei reclami al seguente link.

 Ricordiamo che i consumatori che hanno subito un contratto non richiesto da parte di Green network, possono partecipare al procedimento istruttorio dell’Antitrust inviando una segnalazione al seguente link.

Inoltre possono segnalare anche all’autorità per l’energia elettrica e il gas attraverso lo sportello reclami dell’autorità.

Consigliamo ai consumatori di scrivere una recensione sulla pagina Google della società GN. Nel mercato odierno gli aspetti reputazionali contano molto per  modificare le strategie commerciali degli operatori.

Per tutti gli altri problemi legati alla società Green Network o se si necessità di un supporto alla scrittura dei reclami o semplici consigli, invitiamo i consumatori di rivolgersi ai nostri consulenti mediante la piattaforma on line al seguente link.

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Consumatori

Revisionare uno scooter costa come un SUV. Esposto del Codacons

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La revisione auto, il famoso certificato cui sono obbligati i proprietari di auto e motocicli, finisce al vaglio dell’Antitrust. Il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Autorità per la concorrenza e al Ministero dei Trasporti chiedendo di fare luce sui costi del certificato che la legge impone ai cittadini e di modificare le tariffe stabilite per legge.

Il certificato di revisione è un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada su tutti i veicoli a motore, finalizzato a verificarne le condizioni sul fronte della sicurezza, del livello di emissioni inquinanti e della rumorosità – spiega l’associazione – Le tariffe per ottenere il rilascio del documento sono stabilite dal Ministero dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze ma il relativo decreto non fa alcuna distinzione tra tipologie di veicolo: ne consegue così che per sottoporre uno scooter a revisione si paga la stessa cifra prevista per un Suv o per un’auto potente e di elevata cilindrata.

Nello specifico per il corrente anno i costi relativi alle operazioni di revisione sono pari 45,00 euro se la revisione è effettuata presso la Motorizzazione e 66,80 euro (Iva inclusa) se la revisione è effettuata presso un’officina autorizzata.

Fermo restando la legittimità dell’obbligo di revisione dei veicoli, con riferimento all’aspetto meramente economico ne emerge, a parere della scrivente associazione, un’evidente disparità di trattamento fra gli utenti/automobilisti, in funzione del mezzo adoperato, ed in ragione della loro capacità contributiva ex art. 53 Cost. – scrive il Codacons nell’esposto – Si chiede pertanto di aggiornare ovvero parametrare le tariffe relative alle operazioni di revisione tenendo conto dei dati del veicolo (cilindrata, modello, data di immatricolazione, alimentazione, allestimento del veicolo, tipo di utilizzo e i km percorsi annualmente) nonché ai dati del proprietario (persona fisica, giuridica o società; residenza, data di nascita e anno di conseguimento della patente; classe di merito e attestato di rischio; numero di sinistri e tipologia; eventuali altre auto possedute in famiglia), previo annullamento in autotutela ai sensi della L. 241/90 del “Regolamento recante la fissazione delle tariffe applicabili alle operazioni di revisione dei veicoli” ex D. Min. Trasporti del 2 agosto 2007, n.161”.

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Consumatori

Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Consumatori

Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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