Roma, 14 gennaio 2015 – Equitalia fa un passo indietro. Almeno per la riscossione delle bollette Acea ato 2, ambito corrispondente al Lazio Centrale, alla città e alla provincia di Roma. La notizia è arrivata lo stesso giorno in cui il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, a cui si era rivolta CODICI ha inviato la comunicazione dell’udienza pubblica di discussione del ricorso, fissata al prossimo 11 marzo.

Al Tar l’associazione aveva avanzato l’impugnativa del bando di gara indetto dal Gestore del SII per l’affidamento del servizio di riscossione delle fatture e morosità con iscrizione a ruolo e ingiunzione fiscale.

L’ufficio legale dell’Associazione CODICI, guidato dall’Avvocato Carmine Laurenzano, ha presentato anche altri ricorsi amministrativi e una segnalazione all’Antitrust contro la decisione dell’azienda Acea e di altri gestori di affidare ad un soggetto terzo la riscossione delle bollette insolute tramite l’ingiunzione fiscale. Nello specifico, gli operatori sono la Viveracqua Scarl per la Regione Veneto, la Acque spa per il Basso Valdarno in Toscana, l’Acea Ato 2 spa per il Lazio Centrale – Roma e l’Acea Ato 5 spa per il Lazio Meridionale.

Nei ricorsi avanzati dall’Associazione si fa preciso riferimento alla sentenza della Corte Costituzionale n.335 del 2008. In particolare, da un’attenta lettura delle normative che disciplinano il settore, si desume che l’emissione dell’ingiunzione fiscale è riservata ai soli enti pubblici. Da qui la considerazione di come non si possa estendere a società private il servizio. Inoltre, la natura stessa della tariffa del SII comporta che la sua riscossione debba avvenire esclusivamente con i mezzi ordinari civilistici.

“D’altronde – afferma l’Avvocato Laurenzano – i gestori fanno un ampio uso e, a volte, un abuso del distacco della fornitura del bene Acqua, distacco che spesso avviene anche in presenza di criticità e indadempimenti. Sta di fatto che la riscossione delle morosità attraverso l’iscrizione a ruolo e l’ingiunzione fiscale metterebbe i cittadini nella condizione di non avere più alcuno strumento di difesa dalle inadempienze dei gestori, se non attraverso l’avvio di giudizi, con le ben conosciute lungaggini e costi della giustizia italiana”.

Sempre nella giornata di ieri il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle aveva presentato un’interrogazione per mettere in luce il tema che aveva inoltre ricevuto una maggiore attenzione della stampa per colpa dei primissimi provvedimenti di Equitalia ai danni degli utenti Acea denunciati da CODICI.

“La società di riscossione ha quindi gettato la spugna – commentano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI e Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali -. La decisione è avvenuta dopo che è stata fissata l’udienza di discussione del ricorso al Tar Lazio. A questo servono le associazioni dei consumatori: a intervenire nelle sedi opportune”.

“Ma a questo punto vogliamo che vengano rimossi i responsabili di Acea, nelle persone del presidente Catia Tomasetti e dell’amministratore delegato Alberto Irace, fautori di questa stravagante avventura. Nonché del Direttore generale, l’ingegner Andrea Bossola, che nonostante i cambi di giunta resta saldo al vertice della società. Senza dimenticare poi le responsabilità politiche che ricadono tutte in capo al Sindaco di Roma, Ignazio Marino, che non ha mai mosso un dito per bloccare il bando di aggiudicazione del servizio a un ente di riscossione terzo come Equitalia”.