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Voli Aerei: fallisce l’inglese Monarch. A terra 110mila passeggeri. Cosa fare

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Firenze, 2 Ottobre 2017. Dopo le note vicende del vettore irlandese Ryanair (1), vicende che ancora non si placano visto che e’ il principale operatore degli scali aeroportuali italiani, ecco un’altra compagnia aerea, sempre oltremanica, che ha problemi. La Monarch Airlines, con base all’aeroporto londinese di Luton ha dichiarato bancarotta e sospeso tutti i voli. L’autorita’ civile del Regno Unito si e’ fatta carico, su sollecitazione del Governo, di far rientrare tutti i compatrioti sull’isola (“senza dover subire nessun costo e senza dover abbreviare le proprie vacanze”) (2).
Ma questa volta la vicenda e’ piu’ tragica, perche’ se Ryanair si sta assestando per aver fatto -sembra- il passo piu’ lungo della gamba, Monarch e’ proprio andata a gambe all’aria.
Per i passeggeri di questo vettore, che dall’Italia usava gli aeroporti di Napoli, Roma, Verona e Venezia verso destinazioni britanniche, la possibilita’ di un rimborso e’ piu’ problematica, se non impossibile: per avere un rimborso occorre iscriversi al passivo per la spartizione di quanto e’ rimasto, con la quasi certezza che se qualcosa e’ rimasto, i creditori come coloro che hanno acquistato un biglietto aereo, saranno gli ultimi della lista ad essere presi inconsiderazione per un rimborso (3)… e i soldi che si riescono a reperire, in genere, non arrivano mai a questi creditori.
Le autorita’ britanniche del settore (CAA) sono serie e vitali, aspettiamo quindi le prossime settimane per sapere cosa accadra’ e se c’e’ un qualche spiraglio.
A noi, al momento, non ci resta che rilevare in modo amaro quello che e’ accaduto, ieri e oggi, e che nulla ci dice che non potrebbe accadere anche domani.
E’ la crisi delle low-cost? Puo’ darsi.
Per rilevare una crisi generalizzata occorre aspettare ancora un po’. Ma, di fatto, quella sorta di sogno che ci portava in diversi luoghi spendendo meno, in tempo e denaro, rispetto ad un treno o una nave, sta venendo meno. Anche perche’ -e la crisi dei piloti di Ryanair e’ illuminante in merito- come utenti non possiamo continuare a spendere pochissimo in virtu’ del fatto che chi ci fornisce i servizi sottopaga i propri dipendenti. Il mercato libero, incluso quello del lavoro, crediamo sia una cosa positiva, ma quando si sposa con sfruttamento e lavoratori presi per la gola, c’e’ piu’ di qualcosa che non torna. Etica e politica? Anche, ma soprattutto economia. Come utenti del mercato libero dobbiamo fare una riflessione: il gioco vale la candela? Cioe’ il nostro volo che compriamo oggi a 19 euro per andare a Londra, siamo sicuri che quando si avvicina la data di partenza non ci costera’ di piu’ perche’ e’ alto il rischio che chi ce lo offre abbia un
ripensamento organizzativo (Ryanair) o un impedimento (Monarch); oltre a: scomodita’ e costi per raggiungere alcuni aeroporti, servizi a bordo inesistenti e -quando per noi necessari- che arrivano a costare anche piu’ del biglietto, limiti striminziti ai bagagli, etc.
Se pensiamo che la logica low-cost sta cominciando in modo irruente anche ad avanzare per i voli a lungo raggio, queste riflessioni che proponiamo diventano essenziali. Una cosa e’ volare scomodi per due ore, altro e’ farlo per otto (New York) o undici ore (Los Angeles).
Scoraggiare quindi l’uso delle low cost? No. Informiamo perche’ ognuno sia consapevole di cosa va ad acquistare e quali possano essere difficolta’ (che si sanno gia’ in partenza) e problemi (che possono sorgere con maggiore facilita’: prima, durante e dopo il volo).
3 – Qui le prime scarse informazioni: https://monarch.caa.co.uk/
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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Consumatori

Il Fatto Quotidiano: sostegno alla natalità, chi lo ha visto ?

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OGGI SUL IL #FATTOQUOTIDIANO

Sul #fattoquotidiano del 17 giugno 2019 l’approfondimento di Patrizia De Rubertis sul FONDO NATALITA’ del Governo Giallo/Verde

#Gardaland con auto blu ? Tutto è da mulino bianco.

✔️Ecco il pezzo di oggi su il Fattoquotidiano della super Patrizia De Rubertis in cui esortiamo il #governo a darsi una sveglia⏰

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Consumatori

Mercato Unico delle Comunicazioni: entrano in vigore i massimali tariffari per le chiamate internazionali nell’UE

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Dal 15 maggio il costo massimo delle chiamate internazionali all’interno dell’UE sarà di 19 centesimi + Iva al minuto e di 6 centesimi + Iva il costo massimo per l’invio di un messaggio di testo.

Dopo l’abolizione delle tariffe di roaming, l’UE effettua un ulteriore passo nella creazione di un mercato unico digitale mediante la riforma delle norme in materia di telecomunicazioni a livello UE e fissa i massimali tariffari per le chiamate internazionali. Si pone, in tal modo, fine ai costi eccessivi delle chiamate transfrontaliere sostenuti dai consumatori sia nel proprio paese che all’estero e alle grandi differenze di prezzo esistenti tra gli Stati membri. Una chiamata all’interno dell’Unione europea da rete fissa o mobile costava circa il triplo rispetto a quella nazionale (ma poteva arrivare a costare anche dieci volte di più), e il doppio se si trattava di un sms.

Le nuove tariffe che interesseranno i soli consumatori finali e che, al momento, non troveranno applicazione in Norvegia, Islanda e Liechtenstein, rappresentano una concreta risposta alle crescenti esigenze di connettività degli europei e una efficace azione atta rafforzare la competitività dell’UE.

Si tratta di una delle prime norme in materia di telecomunicazioni a trovare applicazione dal Dicembre 2018, data di entrata in vigore del Regolamento BEREC, che istituisce l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) e l’Agenzia di sostegno al BEREC (Ufficio BEREC), e del Codice delle comunicazioni elettroniche europee volto a fornire un quadro normativo armonizzato per la disciplina delle reti di comunicazione elettronica e dei servizi di comunicazione elettronica.

Il nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche (Direttiva (UE) 2018/1972), che dovrà essere recepito dagli Stati Membri entro la fine del 2020, porterà benefici e maggiore protezione ai consumatori sia che usino i tradizionali mezzi di comunicazione (telefonate e sms) che le App VoIP come WhatsApp o Skype, ecc.). Le nuove norme assicureranno:

  • accesso a internet a banda larga come servizio universale in modo che tutti i consumatori, compresi quelli economicamente vulnerabili, abbiano la possibilità di accedere a internet con una qualità accettabile e a prezzi accessibili;
  • informazioni maggiori e più trasparenti anche per poter comparare le differenti offerte;
  • più diritti in caso di risoluzione del contratto e quando si sottoscrivono contratti a pacchetto(per esempio tariffa con sms e chiamate incluse);
  • risarcimenti in caso di ritardi ingiustificati quando si cambia operatore
  • maggiore sicurezza per i servizi di comunicazione digitale(comprese le app online).

Al fine di garantire un approccio normativo comune e contribuire alla coerente attuazione delle nuove disposizioni, il BEREC ha pubblicato lo scorso 11 marzo delle linee guida complementari cui dovranno fare riferimento le Autorità di regolazione nazionali e ha pubblicato un video per spiegare la portata delle nuove regole in materia di roaming e chiamate internazionali all’interno dell’UE.

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Consumatori

Energia: L’ARERA precisa: lo stop ai maxi conguagli vale anche per le componenti fisse.

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12 Giugno 2019

Federconsumatori: Vigileremo affinché le compagnie rispettino questa indicazione.

Esprimiamo grande apprezzamento per il pronunciamento dell’ARERA che specifica lo stop ai maxi conguagli introdotto con la Legge di Stabilità del 2018, provvedimento che vieta ai fornitori di acqua, luce e gas di pretendere conguagli per consumi avvenuti più di due anni prima, vale per tutte le componenti della bolletta, quelle variabili e quelle fisse.

In molti casi Enel Energia, come segnala Confartigianato, ha richiesto il pagamento delle quote legate alla potenza, sostenendo che la prescrizione si applichi solo alle quote relative ai consumi.

Un importante chiarimento, quello fornito dall’Autorità, che ristabilisce equità di fronte alle pretese illegittime delle compagnie, che troppo spesso sfruttano cavilli e mancate specifiche all’interno delle normative per riscuotere costi impropri. Sarà nostra cura vigilare affinché le compagnie si attengano a tale indicazione dell’ARERA.

Invitiamo tutti i cittadini che dovessero essere incorsi in tali richieste illegittime delle società fornitrici di energia a contattare i nostri sportelli per attivare le tutele del caso.

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