Alcuni passi avanti sono stati fatti per garantire i diritti dei cittadini che sono in possesso dei veicoli coinvolti nel caso delle emissioni truccati, ma ancora non è sufficiente.

È indispensabile, infatti, accelerare le procedure per rimettere in regola gli autoveicoli coinvolti che già sono stati venduti, senza alcun disagio per chi li ha acquistati, fornendo informazioni, assistenza e veicoli sostitutivi nella fase di “riparazione”.

La necessaria disposizione del blocco delle vendite da parte dell’azienda non cambia nulla per quanto riguarda la messa in campo, da parte nostra, della class action.

Siamo di fronte a un danno prima di tutto nei confronti dell’ambiente e dei cittadini coinvolti, senza trascurare l’aspetto della spesa per i carburanti e dell’ingannevolezza della pubblicità dei veicoli.

I presupposti ci sono tutti, aiuterevve un’efficace normativa sulla class action in Italia, valida per tutelare in maniera adeguata gli interessi ed i diritti dei cittadini.

Una normativa che andrebbe, anzi, definita a livello europeo, con una direttiva apposita che definisca efficaci linee comuni.

In questo senso stiamo lavorando con le altre associazioni che fanno parte dell’ECU – European Consumers Union (Associazione dei Consumatori Europea di cui siamo promotori) per sollecitare la class action europea e per approntare un intervento urgente in merito alla questione Volkswagen.

Dall’UE, infatti, ci aspettiamo che vengano definiti limiti più stringenti sulle emissioni e controlli più attenti per l’immissione dei veicoli sul mercato.

Errori simili non sono ammessi. Ora la priorità è fare in modo che tali vicende non si ripetano mai più.