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Volo cancellato e addio vacanza in Portogallo: Ryanair condannata a risarcire una coppia pugliese

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Altra sentenza del Giudice di Pace di Brindisi a seguito delle cancellazioni seriali del settembre scorso. I coniugi salentini erano stati costretti a rinunziare alla vacanza, da tempo programmata, a causa dell’improvvisa cancellazione del volo in coincidenza Bergamo / Porto del 24 settembre scorso. Riconosciuti l’indennizzo contrattuale, i danni supplementari per i disagi e il rimborso delle spese.

Lecce, 12 giugno 2018 – A seguito delle cancellazioni di massa dei voli Ryanair del settembre scorso, che tanti disagi hanno causato ai passeggeri del traffico aereo e hanno portato l’AGCM, su segnalazione di Codici, a irrogare una pesante sanzione al vettore irlandese, arrivano le prime condanne anche in sede giudiziaria. 

Con sentenza depositata il 31 maggio 2018, il Giudice di Pace di Brindisi, Avv. Cosimo Merico, ha accolto integralmente le domande avanzate dal difensore degli attori e segretario di Codici Lecce, avv. Stefano Gallotta, condannando Ryanair a corrispondere ai due passeggeri l’indennizzo contrattuale, i danni supplementari e il rimborso delle spese inutilmente sostenute a causa della cancellazione.

Ecco i fatti: la coppia salentina aveva da tempo programmato una vacanza in Portogallo, acquistando i biglietti per le tratte aeree a/r Brindisi / Bergamo e Bergamo / Porto del 24.09.2017. In prossimità della partenza, giungeva loro una e-mail, da parte di Ryanair, che li avvisava dell’avvenuta cancellazione del volo Bergamo / Porto.

Dopo aver tentato invano di contattare il vettore irlandese, anche tramite il servizio chat, sempre irraggiungibile, e non trovando altre soluzioni possibili, erano costretti a disdire le prenotazioni alberghiere e a rinunziare all’agognata vacanza, occasione di svago e relax difficilmente ripetibile a causa di improrogabili impegni lavorativi della coppia.

In assenza di riscontro alle richieste di indennizzo avanzate nei confronti del vettore irlandese, i due si rivolgevano a Codici Lecce e citavano la compagnia dinanzi al Giudice di Pace di Brindisi.

Con la recente sentenza n. 1052/2018, il Giudice condannava Ryanair, costituitasi in giudizio, a risarcire i passeggeri per complessivi Euro 2.002,72, oltre interessi e spese legali, riconoscendo loro Euro 400,000 ciascuno a titolo di compensazione pecuniaria per la cancellazione, Euro 500,00 ciascuno quale “importo supplementare per i gravi disagi” ed Euro 202,73 per rimborso del costo dei biglietti relativi alle altre tratte, non utilizzati a causa della cancellazione.

Commenta l’Avv. Stefano Gallotta, segretario di Codici Lecce e difensore dei due passeggeri, che “questa pronunzia, tra le prime relative alle cancellazioni dei voli Ryanair del settembre scorso, che hanno coinvolto oltre 400 mila passeggeri, conferma il consolidato orientamento giurisprudenziale che, prendendo le mosse dal Regolamento CE 261/2004, riconosce alle vittime di cancellazioni e ritardi non soltanto gli indennizzi, per importi che variano tra 250 e 600 euro in base alla lunghezza della tratta, ma anche i danni supplementari da violazione dei doveri di informazione e assistenza e il rimborso per le spese sostenute a causa dell’evento imputabile alla compagnia. Peraltro, è di questi giorni la notizia che, per le cancellazioni in questione, l’AGCM, su segnalazione anche della nostra associazione, ha sanzionato la compagnia aerea irlandese per 1.850.000,00 euro”.

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ANTITRUST SOSPENDE l’attività di vendita dei prodotti non disponibili www.tigershop.it e www.tecnotradeshop.it.

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Comunicato stampa del 21/06/2019 di Agcm

Riportiamo integralmente

Antitrust: vendite online, sospesa l’attività di commercializzazione di prodotti non disponibili da parte di due siti 

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a seguito dell’avvio di due procedimenti istruttori, ha adottato due distinti provvedimenti cautelari nei confronti delle società Tiger Group S.r.l. e Tecnotrade S.r.l.s., attive nella vendita online di prodotti di telefonia, elettronica e informatica, attraverso i siti Internetwww.tigershop.it e www.tecnotradeshop.it
Nello specifico, è stato ordinato alle società di sospendere ogni attività diretta alla vendita di prodotti non disponibili e all’addebito anticipato di corrispettivi per beni che non risultino in giacenza nei magazzini o che non siano comunque pronti per la consegna. 
Le società Tiger Group S.r.l. e Tecnotrade S.r.l.s. dovranno comunicare l’avvenuta esecuzione di quanto disposto nei due distinti provvedimenti di sospensione entro 10 giorni dal loro ricevimento. 
L’intervento si inquadra in una più ampia strategia, già da tempo perseguita dall’Autorità, volta ad assicurare il corretto ed equilibrato sviluppo delle vendite on line anche attraverso l’organica repressione di fenomeni quali la mancata consegna della merce ordinata e regolarmente pagata dai consumatori, gli ostacoli al rimborso delle somme versate e all’esercizio del diritto di recesso, nonché la divulgazione di informazioni false in merito al reale stato degli ordini di acquisto e alle effettive tempistiche di consegna degli stessi. 

Roma, 20 giugno 2019

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Con la scusa dei punti per Pannolini “acchiappavano consensi illecitamente”

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Per poter partecipare ad un programma di raccolta punti
e usufruire così di piccoli vantaggi il cliente non deve
essere obbligato ad esprimere il consenso a ricevere
pubblicità. Il principio è stato ribadito dal Garante
privacy che ha vietato a una nota marca di pannolini
l’ulteriore trattamento per finalità promozionali dei dati
di oltre un milione e mezzo di persone, acquisiti in modo
illecito mediante il form “raccolta punti” del sito della
società. Dagli accertamenti svolti dal Garante in
collaborazione con il Nucleo speciale privacy della
guardia di finanza, a seguito di una segnalazione, è
emerso che solo nei primi due mesi del 2018 la società
ha inviato newsletter promozionali a circa un milione di

indirizzi e-mail raccolti e utilizzati senza un valido
consenso.
Ai clienti interessati alla raccolta punti, infatti, non
veniva data la possibilità, come richiesto dalla normativa,
di esprimere un consenso libero e specifico per le singole
finalità di trattamento che la società intendeva svolgere,
tra le quali vi era appunto l’attività promozionale. Per
poter completare la registrazione e aderire al programma
di fidelizzazione i clienti erano invece obbligati a
rilasciare due consensi generici, uno per la società e uno
per i marchi collegati.
Oltre a disporre il divieto, il Garante ha ingiunto alla
società, qualora intenda svolgere attività promozionali, di
modificare il form di raccolta dati presente sul sito,
affinché gli utenti possano esprimere un consenso libero
e informato per tale finalità.
Per i trattamenti illeciti è stata applicata una sanzione
amministrativa che la società ha già pagato.

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L’Agente di riscossione non dispone degli atti di notifica delle cartelle di pagamento? Il debito può essere annullato

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Il Movimento Difesa del Cittadino dà notizia di un’importante vittoria per i contribuenti vessati da notifiche di atti di intimazione di pagamento, pignoramenti su conti correnti bancari, iscrizioni ipotecarie, fermi amministrativi.

Come segnalato dalla sede di MDC Roma Ovest, e dall’Avv. Dalila Loiacono, il Giudice di Pace di Roma, con la sentenza n. 5665/19 ha affermato che “l’Amministrazione è tenuta a rispettare le cadenze imposte dalla legge, in base alle quali la notificazione della cartella costituisce un adempimento indefettibile. Nella predetta sequenza, quindi, l’omissione della notificazione di un atto presupposto costituisce vizio procedurale che determina la nullità dell’atto consequenziale notificato, nullità che può essere fatta valere dal contribuente con l’impugnazione dell’atto consequenziale.

Divenuti giuridicamente inesistenti gli atti presupposti, l’atto notificato è improduttivo di effetti e, pertanto, va dichiarato inefficace.

La dichiarazione di inefficacia dell’atto impugnato, quindi, estingue il diritto del Concessionario di procedere difettando validi titoli esecutivi”.

In conclusione, l’Avv. Dalila Loiacono dichiara che l’azione esecutiva è soggetta alla corretta e rituale notifica degli atti prodromici. Diversamente, l’Agente della riscossione non può procedere nei confronti del contribuente.

Mdc si augura che la sentenza in parola costituisca un esempio virtuoso di giustizia.

Invitiamo i cittadini in difficoltà a rivolgersi alla sportello SOS Equitalia di MDC Roma Ovest, tel. 06/88642693, e mail romaovest@mdc.it

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