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Votazioni: arriva la scheda con tagliando antifrode

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fonte: labparlamento.it

Previsto dal Rosatellum. Al Ministero dell’Interno il compito dell’applicazione concreta. Presidenti di seggio preoccupati per tempi e gestione. Rappresentanti di lista pronti a dare battaglia

di Stefano Bruni

L’ennesima “fake news” della campagna elettorale? Si chiedono in molti sentendo parlare (poco in verità) del tagliando antifrode. Assolutamente no. La novità è infatti contenuta nel Rosatellum che, aggiornando l’articolo 58 della legge 361 del 1957, ha previsto che: “ Riconosciuta l’identita’ personale dell’elettore, il presidente (del seggio, ndr) estrae dalla cassetta o scatola una scheda e, annotato il codice progressivo alfanumerico del tagliando antifrode,  la consegna all’elettore opportunamente piegata insieme alla matita copiativa.” (…) ” Compiuta l’operazione di voto, l’elettore consegna al presidente la scheda chiusa e la matita.” (…) Il presidente constata la chiusura della scheda (…) ne distacca l’appendice seguendo la linea tratteggiata, stacca il tagliando antifrode dalla scheda, controlla che il numero progressivo sia lo stesso annotato prima della consegna e, successivamente, pone la scheda senza tagliando nell’urna.

Dunque da quest’anno all’interno della scheda elettorale che l’elettore riceverà ai seggi sarà presente un tagliando cartaceo contenente un codice progressivo alfanumerico generato in serie che verrà annotato sul registro elettorale che è stato introdotto per contrastare la contraffazione delle schede, compilate fuori dal seggio e poi introdotte illegalmente.

Ma praticamente, cosa cambia?

Sull’appendice di ciascuna scheda verrà applicato un bollino che, al momento della consegna delle schede agli elettori, dovrà essere annotato sulle liste elettorali.

Quando gli elettori usciranno dalle cabine non dovranno inserire le schede nelle urne come si è sempre fatto, ma le dovranno consegnare al presidente del seggio il quale dovrà prima controllare che il codice corrisponda a quello annotato, poi dovrà staccare l’appendice contenente il codice, quindi imbussolare le schede nelle urneVietato assolutamente staccare l’appendice con il codice, pena l’annullamento della scheda e del voto.

La novità è stata introdotta durante l’iter parlamentare della nuova legge elettorale (il Rosatellum appunto) con un emendamento del deputato friulano, Presidente della Commissione parlamentare sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione, Paolo Coppola.

Lo stesso Coppola ha spiegato in questi giorni che “il tagliando consentirà al presidente di seggio di verificare che il codice alfanumerico della scheda votata corrisponda a quello della scheda appena consegnata all’elettore rendendo così impossibile il meccanismo del voto di scambio e inutile il furto delle schede. Garantirà al contempo che, una volta inserita la scheda nell’urna, il voto sia irriconoscibile”.

In verità, però, nella legge è inserito il principio, ma spetta al Ministero dell’Interno decidere come applicarlo concretamente. Ed in effetti i modi per realizzarlo sono diversi. La speranza, questa unica invece, è che si riesca a trovare un modo semplice ed immediato per evitare complicazioni e tempi lunghi sia in sede di voto che di spoglio.

Nel frattempo però, in attesa della “lunga notte degli algoritmi” gli aspiranti Presidenti di seggio non nascondono più di qualche timore per i tempi di gestione della nuova procedura e i rappresentanti di lista sono già pronti per dare battaglia fino all’ultima scheda, all’ultimo voto da annullare o recuperare.

Guarda il tutorial ufficiale del Ministero dell’Interno

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ANTITRUST SOSPENDE l’attività di vendita dei prodotti non disponibili www.tigershop.it e www.tecnotradeshop.it.

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Comunicato stampa del 21/06/2019 di Agcm

Riportiamo integralmente

Antitrust: vendite online, sospesa l’attività di commercializzazione di prodotti non disponibili da parte di due siti 

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a seguito dell’avvio di due procedimenti istruttori, ha adottato due distinti provvedimenti cautelari nei confronti delle società Tiger Group S.r.l. e Tecnotrade S.r.l.s., attive nella vendita online di prodotti di telefonia, elettronica e informatica, attraverso i siti Internetwww.tigershop.it e www.tecnotradeshop.it
Nello specifico, è stato ordinato alle società di sospendere ogni attività diretta alla vendita di prodotti non disponibili e all’addebito anticipato di corrispettivi per beni che non risultino in giacenza nei magazzini o che non siano comunque pronti per la consegna. 
Le società Tiger Group S.r.l. e Tecnotrade S.r.l.s. dovranno comunicare l’avvenuta esecuzione di quanto disposto nei due distinti provvedimenti di sospensione entro 10 giorni dal loro ricevimento. 
L’intervento si inquadra in una più ampia strategia, già da tempo perseguita dall’Autorità, volta ad assicurare il corretto ed equilibrato sviluppo delle vendite on line anche attraverso l’organica repressione di fenomeni quali la mancata consegna della merce ordinata e regolarmente pagata dai consumatori, gli ostacoli al rimborso delle somme versate e all’esercizio del diritto di recesso, nonché la divulgazione di informazioni false in merito al reale stato degli ordini di acquisto e alle effettive tempistiche di consegna degli stessi. 

Roma, 20 giugno 2019

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Con la scusa dei punti per Pannolini “acchiappavano consensi illecitamente”

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Per poter partecipare ad un programma di raccolta punti
e usufruire così di piccoli vantaggi il cliente non deve
essere obbligato ad esprimere il consenso a ricevere
pubblicità. Il principio è stato ribadito dal Garante
privacy che ha vietato a una nota marca di pannolini
l’ulteriore trattamento per finalità promozionali dei dati
di oltre un milione e mezzo di persone, acquisiti in modo
illecito mediante il form “raccolta punti” del sito della
società. Dagli accertamenti svolti dal Garante in
collaborazione con il Nucleo speciale privacy della
guardia di finanza, a seguito di una segnalazione, è
emerso che solo nei primi due mesi del 2018 la società
ha inviato newsletter promozionali a circa un milione di

indirizzi e-mail raccolti e utilizzati senza un valido
consenso.
Ai clienti interessati alla raccolta punti, infatti, non
veniva data la possibilità, come richiesto dalla normativa,
di esprimere un consenso libero e specifico per le singole
finalità di trattamento che la società intendeva svolgere,
tra le quali vi era appunto l’attività promozionale. Per
poter completare la registrazione e aderire al programma
di fidelizzazione i clienti erano invece obbligati a
rilasciare due consensi generici, uno per la società e uno
per i marchi collegati.
Oltre a disporre il divieto, il Garante ha ingiunto alla
società, qualora intenda svolgere attività promozionali, di
modificare il form di raccolta dati presente sul sito,
affinché gli utenti possano esprimere un consenso libero
e informato per tale finalità.
Per i trattamenti illeciti è stata applicata una sanzione
amministrativa che la società ha già pagato.

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L’Agente di riscossione non dispone degli atti di notifica delle cartelle di pagamento? Il debito può essere annullato

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Il Movimento Difesa del Cittadino dà notizia di un’importante vittoria per i contribuenti vessati da notifiche di atti di intimazione di pagamento, pignoramenti su conti correnti bancari, iscrizioni ipotecarie, fermi amministrativi.

Come segnalato dalla sede di MDC Roma Ovest, e dall’Avv. Dalila Loiacono, il Giudice di Pace di Roma, con la sentenza n. 5665/19 ha affermato che “l’Amministrazione è tenuta a rispettare le cadenze imposte dalla legge, in base alle quali la notificazione della cartella costituisce un adempimento indefettibile. Nella predetta sequenza, quindi, l’omissione della notificazione di un atto presupposto costituisce vizio procedurale che determina la nullità dell’atto consequenziale notificato, nullità che può essere fatta valere dal contribuente con l’impugnazione dell’atto consequenziale.

Divenuti giuridicamente inesistenti gli atti presupposti, l’atto notificato è improduttivo di effetti e, pertanto, va dichiarato inefficace.

La dichiarazione di inefficacia dell’atto impugnato, quindi, estingue il diritto del Concessionario di procedere difettando validi titoli esecutivi”.

In conclusione, l’Avv. Dalila Loiacono dichiara che l’azione esecutiva è soggetta alla corretta e rituale notifica degli atti prodromici. Diversamente, l’Agente della riscossione non può procedere nei confronti del contribuente.

Mdc si augura che la sentenza in parola costituisca un esempio virtuoso di giustizia.

Invitiamo i cittadini in difficoltà a rivolgersi alla sportello SOS Equitalia di MDC Roma Ovest, tel. 06/88642693, e mail romaovest@mdc.it

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