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Vuoi che il tuo voto conti veramente? Aggancialo alla blockchain

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fonte:visionari.org

La democrazia ha alcuni gravi difetti. Un ripensamento radicale della tecnologia utilizzata dal Bitcoin potrebbe rimettere il potere nelle mani del popolo.

 

Il Bitcoin ha cambiato per sempre il nostro modo di pensare al denaro. Ora una sorta di criptovaluta politica vuole fare lo stesso per i voti, reinventando il modo in cui partecipiamo alla democrazia.

Sovereign è stato svelato questa settimana da Democracy Earth, un’organizzazione senza scopo di lucro a Palo Alto, California. Combina la democrazia liquida — che dà agli individui una maggiore flessibilità nell’uso dei loro voti — con le blockchain, registri digitali di transazioni che mantengono sicure le criptovalute come il Bitcoin. Gli sviluppatori di Sovereign sperano che possa segnare l’inizio di un sistema democratico che trascende i confini nazionali.

“C’è un’incompatibilità intrinseca tra internet e gli stati nazionali”, dice Santiago Siri, uno dei co-fondatori di Democracy Earth. “Se pensiamo alla governance digitale, dobbiamo pensare in modo globale e senza confini”.

Il concetto fondamentale di democrazia liquida è che gli elettori possono esprimere direttamente i loro desideri su una questione o delegare il loro voto a qualcun altro che ritengono più adatto a decidere per loro conto. A loro volta, i delegati possono anche passare i voti verso l’alto attraverso la catena. Fondamentalmente gli utenti possono vedere come il loro delegato ha votato e reclamare il loro voto per sé stessi.

Si tratta di un concetto attraente, ma non avulso da problemi. Il primo è che una serie apparentemente infinita di voti perde motivazione per gli utenti, per cui nel tempo si ottengono un minor numero di voti. Inoltre, alcune “celebrità” potrebbero ottenere un numero malsano di voti delegati e esercitare troppo potere — un problema del Partito Pirata della Germania ha incontrato durante la sperimentazione di democrazia liquida.

Siri pensa che Sovereign possa risolvere entrambi questi problemi. Si trova su piattaforme software basate su blockchain, come Ethereum, ma invece di produrre criptovaluta, Sovereign crea un numero finito di gettoni chiamati “voti”. Questi sono assegnati agli utenti registrati che possono votare come parte di organizzazioni che si insediano sulla rete, sia che si tratti di un partito politico, di un comune, di un paese o anche di una società di gestione cooperativa.

Non è richiesta alcuna conoscenza delle blockchain — gli elettori usano semplicemente un’applicazione. I voti vengono poi “drenati” nei loro conti nel tempo come un reddito universale di base costituito da voti. Gli utenti possono discutere tra loro prima di decidere come votare. Un singolo voto richiede solo un tocco, mentre più voti possono essere assegnati ad una singola questione utilizzando una barra di scorrimento.

La registrazione dei voti su blockchain richiede matematica complessa che rende praticamente impossibile la loro manipolazione. “La blockchain è incorruttibile, nessuno può modificare o sovvertire il modo in cui i voti sono memorizzati, e questo è vitale per la democrazia”, afferma Siri. I voti sono limitati, ma gli utenti possono assegnare più voti alle questioni di cui si preoccupano di più, a differenza delle elezioni convenzionali per cui ad una persona è assegnato un solo voto, o i “mi piace” di Facebook o delle firme sulle petizioni. Ciò significa che le votazioni saranno utilizzate con maggiore attenzione, afferma Siri.

I voti sono ’drenati’ nei conti delle persone nel corso del tempo come un reddito di base universale costituito da voti

Sovereign sarà disponibile per il pubblico verso la fine di quest’anno, ma ha già superato il suo primo test. L’anno scorso è stato messo alla prova in un referendum digitale non ufficiale in Colombia su un accordo politico con il gruppo ribelle denominato FARC. Ha imitato il referendum ufficiale sullo stesso argomento, ma invece di un semplice sì o no, gli elettori hanno potuto assegnare 100 voti come volevano attraverso i sette assi principali dell’accordo proposto. Nella votazione convenzionale, l’accordo di pace del governo è stato respinto in maniera restrittiva. Usando Sovereign, avrebbero scoperto che c’era solo un punto nell’accordo che le persone avevano difficoltà ad appoggiare.

Rouven Brües della Liquid Democracy Association di Berlino afferma che la visione del team è “convincente”. Tuttavia egli avverte di non vedere il concetto come una sorta di panacea istantanea. “Sarei prudente a fidarmi di qualsiasi tecnologia che afferma di risolvere i nostri problemi sociali e culturali completamente da sola”.

Un problema potenziale è che tutte le transazioni sulla catena di blocco sono tipicamente libere di essere viste da chiunque, cosa che ha ovvie implicazioni per la santità del voto segreto. Ci sono, tuttavia, alcuni fornitori di blockchain, come ZCash, specializzati in transazioni anonime che potrebbero aiutare a trovare una soluzione.

Anche diversi gruppi politici dotati di un’esperienza digitale, soprattutto in Sudamerica, sono interessati ad usare il Sovereign, tra cui il Partido de la Red (il Net Party) in Argentina. Siri spera che il sistema possa costituire la base di un cambiamento a livello globale con una nuova forma di governance, con una democrazia basata internet come diritto umano fondamentale.


Tradotto in Italiano. Articolo originale: Newscientist


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Mi Manda Rai3 , 15 novembre 2018, record di Share del programma

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✔️Che dirvi? 🙏🙏🙏 grazie 400.000 volte!!!

🤙Il 15 novembre 2018, Mi manda Rai 3 ha avuto uno degli share più alto della storia recente. We Love You.

📺Se volete rivederla 
https://www.raiplay.it/…/Mi-manda-Raitre-289b6eea-ea75-4017…

Grazie a Salvo Sottile i @consumatori sono nei nostri ❤️

ADICONSUM NAZIONALE Consumerismo.it Luigi Gabriele

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Fallimento del prefisso unico 0844 #Telemarketingscorretto: ancora abusi nei confronti dei consumatori

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Fallimento del prefisso unico 0844  #Telemarketingscorretto: ancora abusi nei confronti dei consumatori

Adiconsum e Assocontact firmano
il Codice procedurale in materia di telemarketing

Adiconsum:
Da febbraio 2018 siamo in attesa dei decreti attuativi
sul Registro delle Opposizioni.

Chiediamo al Ministro, Luigi Di Maio, di intervenire

15 novembre 2018 – In occasione del convegno “Telemarketing: rivoluzione in corso”, Adiconsum e Assocontact hanno presentato il nuovo “Codice procedurale in materia di telemarketing e tutela del trattamento dei dati personali dei clienti” con l’intento di indicare in maniera compiuta e organica le attività condotte e di disciplinare il settore, tutelando il diritto dei consumatori a non essere disturbati e il lavoro dei dipendenti dei call center.

Purtroppo, in mancanza dei decreti attuativi sul Registro delle opposizioni previsti dalla legge, continua ad imperversare un telemarketing scorretto e selvaggio che nuoce sia ai consumatori che gli operatori seri.

Ecco perché, come Adiconsum, chiediamo al Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, di intervenire al più presto pubblicando i decreti attuativi. Senza di essi, infatti, le nuove disposizioni contenute nella legge n. 5 del 2018, sono inefficaci.

La legge, in vigore dal 4 febbraio 2018, prevede, infatti, l’estensione dell’iscrizione al Registro delle Opposizioni a tutte le utenze telefoniche, fisse e mobili, indipendentemente dalla presenza del numero telefonico in elenchi pubblici. Inoltre, al fine di rendere effettiva la tutela degli utenti, con l’iscrizione al Registro intende revocati tutti i consensi precedentemente espressi, con qualsiasi forma o mezzo e a qualsiasi soggetto, precludendo altresì l’uso delle numerazioni telefoniche cedute a terzi dal titolare del trattamento sulla base dei consensi precedentemente rilasciati. Sono tuttavia fatti salvi i consensi prestati nell’ambito di specifici rapporti contrattuali in essere, ovvero cessati da non più di trenta giorni, aventi ad oggetto la fornitura di beni o servizi, per i quali è comunque assicurata, con procedure semplificate, la facoltà di revoca.

Al momento, però, a distanza di ben 10 mesi, le nuove disposizioni non sono ancora operative, perché manca il decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dello Sviluppo Economico, contenente le modifiche alle disposizioni regolamentari vigenti sulle modalità di iscrizione e funzionamento del Registro delle Opposizioni.

Nel frattempo l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha individuato i prefissi che permettono al consumatore di individuare in maniera univoca le chiamate finalizzate ad attività statistiche (prefisso 0843) e quelle finalizzate a ricerche di mercato/pubblicità/vendita/comunicazione commerciale (prefisso 0844).

Ad avviso di Adiconsum l’individuazione del prefisso unico 0844 non tutela i consumatori dall’annoso problema delle telefonate moleste o telemarketing selvaggio che dir si voglia. Infatti, a parte il fatto che il prefisso 0844 ricorda da vicino il prefisso della provincia di Campobasso e di Isernia, generando quindi confusione, la legge 5/2018 dà facoltà agli operatori di attività di call center non di richiedere l’assegnazione dei prefissi indicati, ma di presentare l’identità della linea a cui possono essere contattati, che quindi può essere un prefisso con uno “0” se si sceglie un numero fisso o un “3” nel caso si scelga il numero di un telefono mobile, rendendo quindi in questo caso impossibile per il consumatore riconoscere subito la natura della telefonata che sta ricevendo e decidere quindi se rispondere o no, vanificando quindi il suo diritto a non essere oggetto di telemarketing aggressivo e scorretto.

Il prefisso unico può quindi essere raggirato facilmente.

A fronte delle sue enunciate criticità, Adiconsum chiede, pertanto, l’intervento urgente del MINISTRO dello Sviluppo Economico, Luigi DI MAIO, a tutela dei consumatori e del settore.

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Blackfriday, ecco i dati dell’evento più atteso

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Comunicato stampa IDEALO.it

Con il Black Friday alle porte idealo diffonde dati esclusivi sull’appuntamento atteso dello shopping pre-natalizio 

In Italia, nel 2017, il fenomeno ha registrato un aumento giornaliero delle ricerche del 29,8% generando il 20,4% di acquisti in più rispetto alle quattro settimane precedenti. Tra le categorie più cercate smartphone, televisori, asciugatrici e aspirapolvere. Lo smartphone Huawei P10 Lite è stato il prodotto più desiderato in assoluto. Le maggiori possibilità di risparmio acquistando giochi per la PS4, smartwatch e scarpe da corsa.

 

08 Novembre 2018 – Ormai quasi tutta Italia conosce il Black Friday, quello che i più non sanno però è che nel 2017 nel nostro Paese questo evento ha vissuto un aumento di interesse del 29,8%[1] che ha generato in solo quattro giorni[2] il 20,4% di acquisti in più. In vista della ricorrenza, idealo – portale internazionale di comparazione prezzi – ha deciso di rilasciare alcuni dati esclusivi sul venerdì più commerciale dell’anno rivelando, ad esempio, che nel corso dell’appuntamento 2017 il risparmio medio massimo è stato collegato ai giochi per la PS4 (-14,4%).

Tra le categorie di prodotti maggiormente cercate nel 2017 idealo ha evidenziato smartphone, televisori, asciugatrici, aspirapolvere e tablet. La top five dei dieci prodotti più desiderati in assoluto durante il Black Friday 2017 ha visto al primo posto lo smartphone Huawei P10 Lite, seguito da Apple iPhone 7, dalle scarpe Dr Martens 1460 da donna, da FIFA 18 e dall’iPhone SE[3].

Le possibilità di risparmio

Nel 2017, le cinque categorie di prodotto più convenienti[4] – che possono darci un’idea di quelli che saranno i settori in cui poter risparmiare di più anche quest’anno – sono state giochi per PS4 (-14,4%), smartwatch (-11,0%), scarpe da corsa (-10,4%), auricolari (-9,4%) e profumi femminili (-8,1%)[5]. Tre le altre categorie particolarmente convenienti vi sono state console di gioco (-7,5%), macchine per il caffè (-4,9%), prodotti per la cura del viso (-3,9%), televisori (-3,6%) e aspirapolvere (-3,5%). Si tenga comunque presente che gli sconti riguardano i singoli prodotti quindi il consiglio è quello di valutare caso per caso in base all’andamento del prezzo nel corso delle ultime settimane.

I Black Friday addicted

Nel 2017, tra gli utenti più attivi, al primo posto si è posizionata la fascia di e-consumer tra i 35 e i 44 anni (27,9%); sono seguiti i giovani tra i 25 e i 34 (21,9%) e in una posizione leggermente inferiore gli adulti tra i 45-54 anni (21,0%). Gli uomini si sono confermati i più appassionati con il 64,1% delle ricerche (le donne “solo” il 35,9%). Così come anche negli altri periodi dell’anno, il picco delle ricerche è stato registrato tra le 9 e le 10 di sera.

Interessante notare come durante il BF e CM 2017 le persone che hanno utilizzato il PC siano aumentate del 22,6%[6], presumibilmente per concludere l’acquisto dopo una ricerca condotta nel corso della giornata da smartphone. Anche in questa occasione il tablet si conferma meno utilizzato (solo nell’8,3% dei casi). Le ricerche da desktop e da mobile, invece, raggiungono valori simili: rispettivamente 46,6% e 45,1%.

Il Nord Italia il più coinvolto

Ma in che regioni nel 2017 ha inciso maggiormente l’effetto Black Friday? Considerando le ricerche effettuate nei quattro giorni, e confrontandole anche in questo caso con le quattro settimane precedenti, al primo posto troviamo il Trentino  (+59,9%), seguito dal Friuli-Venezia Giulia (+44,5%), dalla Lombardia (+37,6%), dal Piemonte (+36,9%), dalle Marche (+36,9%) e infine dal Veneto (+36,7%). Le tre regioni italiane meno coinvolte sono state, invece, Valle d’Aosta (+16,4%, Calabria (+13,5%) e Molise (+5,6%).

Una curiosità

Qual è il prodotto che nel 2017 non solo non è stato scontato ma, anzi, ha visto il proprio prezzo aumentare in media del 12,4% durante il Black Friday? Si tratta del calendario dell’avvento, la cui usanza continua ad affascinare grandi e piccini: essendo un prodotto utilizzato soltanto nel periodo pre-natalizio le vendite si concentrano solo in questo frangente e di conseguenza non sono previsti ribassi, salvo qualche rara eccezione. Si tratta di un vero affare per i rivenditori online, anche perché l’interesse in Italia, soprattutto al nord, è cresciuto costantemente nel corso degli ultimi 5 anni. Secondo Google Trends, infatti, l’interesse nel 2017 verso questo prodotto è stato circa 4 volte maggiore rispetto al 2013, registrando anche un +15% rispetto al 2016.

 

 

 

I pronostici per il 2018

Secondo un sondaggio condotto in Germania da idealo a fine Settembre 2018, il budget previsto per il Black Friday 2018 è di 300€ a persona; il 67% degli utenti online pianificherà in anticipo gli acquisti di venerdì 23 Novembre 2018.

 

“Tra Black Friday e Cyber Monday è ancora il primo dei due ad essere più conosciuto in Italia e il fatto che vi siano quattro giorni a disposizione consente ai ritardatari o a coloro che vogliono ponderare bene gli acquisti di approfittare delle offerte disponibili per un maggiore periodo di tempo – ha commentato Fabio Plebani, Country Manager per l’Italia di idealo – Il nostro consiglio è quello di decidere in anticipo cosa acquistare e fissare il budget di spesa a disposizione anche se sappiamo che le offerte possono incantare gli e-consumer portandoli a fare acquisti non preventivati, per sé o in vista dei regali di Natale. Per questo Black Friday ci aspettiamo un aumento degli acquisti pari a oltre il 100% rispetto a un normale venerdì dell‘anno, anche se il dato definitivo dipende sempre dal successo delle campagne che anticipano l’evento.”

                        

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