di Silvano MORANDI,CEO Logica srl
Esperto in materie idriche

Water Management Rubrica a cura di Acquaoggi.it

Da anni si articola, anche spesso (e volentieri) disordinatamente, la discussione sull’acqua.

Acqua Potabile, Acqua Pubblica, Diritto universale di accesso all’Acqua, Acqua intesa come Patrimonio da preservare per le Generazioni Future: spesso dietro slogan preconfezionati rappresentativi di concetti solo astratti e prese di posizione “a prescindere” in difesa quei nobili ideali ci siamo ritrovati in pratica sotto la deriva di forti strumentalizzazioni anche di basso profilo che ne hanno sminuito il valore (dietro a tanti nobili cuori vi sono tanti ignobili approfittatori che non vogliono altro che risparmiare qualche euro di bolletta…).

Ciò in quanto si è velocemente divagato dalla discussione (ripeto nobile) sulla natura dell’acqua (ovvero e meglio al diritto all’accesso alla stessa) a quello della sua gratuità o meno, associando, infine, il concetto di pubblico con “gratuito” ed il concetto di privato con quello di “a pagamento”.

La platea degli interessati si è divisa tra coloro che sostenevano (con tesi molto suggestive) che l’acqua doveva essere fornita gratuitamente o – per i più morbidi di questa frangia – che dovesse essere esclusa dal genus dei beni economici, e coloro (i Gestori del Servizio Idrico soprattutto) che sostenevano che il costo del servizio dovesse essere pagato a consumo

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