Comunicato stampa Federconsumatori

Giunge del tutto inaspettata la recente comunicazione inviata via sms agli utenti di telefonia mobile di Wind, nella quale, vengono informati dell’imminente aumento di spesa, a partire dal prossimo conto telefonico, pari a “0,73 € per i costi di incasso sostenuti da Wind”.

La comunicazione prosegue annunciando un ulteriore rincaro pari a 1,27€ in caso di mancata attivazione del servizio di fatturazione elettronica. Totale incremento possibile 2€ a bimestre.

La prima legittima e sacrosanta domanda che si pongono i consumatori è senza dubbio: quali sono questi costi di incasso che Wind asserisce di sostenere? E inoltre, come mai compaiono ora? E ancora, soprattutto, perché deve pagarli l’utente?

A queste tre domande la genericità della informazione che arriva da Wind non permette di dare una risposta concreta e logica. La conclusione a cui si approda quindi è che si tratti di un balzello, l’ennesimo per gli utenti di telefonia, messo in atto senza una trasparente motivazione e senza benefici o miglioramenti nel servizio.

L’unica possibilità che rimane al consumatore per evitare i rincari è la facoltà di recedere dai servizi Wind o passare ad altro operatore senza penali che può essere esercitata entro il 29 giugno prossimo. Sappiamo bene comunque che anche questa possibilità presuppone la ricerca e l’individuazione di offerte comparabili e adeguate e che in caso di acquisto, oltre che del servizio telefonico, anche di apparati (smartphone, tablet, ecc), essa è molto, troppo, onerosa per l’utente.

Federconsumatori ritiene che questa insidiosa modalità che vede i gestori di telefonia, quando debbono fare i conti con compatibilità economiche, ricaricarle sugli utenti “a piccole dosi” quasi volendoli celare, così da limitare il più possibile le migrazioni della clientela, rappresenti con sempre maggior peso uno dei problemi più consistenti di questo settore.  Così facendo i consumatori sono costantemente sottoposti a modifiche che aumentano le loro spese, delle quali non conoscono le motivazioni con la dovuta trasparenza e dalle quali faticano moltissimo a sottrarsi.