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Wind raffica di aumenti e servizi aggiuntivi

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Firenze, 12 Aprile 2016. Dopo Vodafone e Telecom, anche Wind Telecomunicazioni Spa prova ad attivare ai suoi clienti servizi opzionali a pagamento spacciandoli per modifiche contrattuali. Parliamo di All Inclusive Maxi, il servizio che Wind inizierà ad attivare dal 29 aprile 2016 ai propri clienti con sim ricaricabile. Il servizio reso – al prezzo di 1,50 euro ogni 4 settimane – consiste nell’uso di un Giga extra per connessione dati, ma a ben vedere non si comprende nemmeno se sia usufruibile solo da chi già utilizza la connessioni in 4G oppure da tutti. Il servizio aggiuntivo non richiesto verrà attivato sui seguenti piani telefonici:

ALL INCLUSIVE FRESH, che diventerà MAXI e costerà 7,55 euro ogni 4 settimane
ALL INCLUSIVE LIMITED EDITION, che diventerà MAXI e costerà 10,50 euro ogni 4 settimane
ALL INCLUSIVE SPECIAL, che diventerà MAXI e costerà 9,50 euro ogni 4 settimane
ALL INCLUSIVE WIND UNLIMITED NEW e ALL INCLUSIVE YOUNG EDITION, che diventeranno MAXI e costeranno 11,50 euro ogni 4 settimane

Non ci sono state campagne di comunicazione di massa, ma un semplice sms, inviato ai consumatori: “Dal primo rinnovo successivo al 29/04 la sua All Inclusive diventa MAXI: avrà 1 Giga extra alla velocità del 4G (ove disponibile) a solo 1,5€ in più ogni 4 sett. (50% di sconto). Può rinunciare al Giga extra inviando MAXI NO al 4033 entro 30gg. Può esercitare il diritto di recesso o cambiare operatore senza penali entro 30gg”.

Come già per Vodafone Exclusive e Tim Prime, si tratta a nostro avviso di una pratica commerciale scorretta poiché il servizio opzionale a pagamento sarà illegittimamente attivato secondo il meccanismo dell’opt-out, vale a dire che verrà attivato automaticamente senza alcuna richiesta da parte del cliente che dovrà invece attivarsi per recedere. E ancora una volta il tenore del messaggio lascia (erroneamente) credere al consumatore che si tratti di una modifica contrattuale, di fronte alla quale le alternative sono accettarla (con il relativo costo) o passare ad altro operatore.

Facciamo il punto
La pratica commerciale relativa a Vodafone Exclusive è ancora in corso, nonostante la condanna dell’Antitrust (1) al pagamento di una multa di un milione di euro e la nuova segnalazione all’Autorità presentata da Aduc (2). Il gestore ha tempo fino a fine maggio per far sapere all’Autorità e ai suoi clienti come intende ottemperare. Aduc dal canto proprio ha già preannunciato una class action nel caso in cui Vodafone continuasse a non rimborsare i propri clienti.

Telecom Italia ha adottato un’altra tattica (3), sospendendo Tim Prime (4) in attesa di capire dove tira il vento. Se il vento dell’Antitrust – come auspichiamo – tirerà verso una condanna, allora il gestore risparmierà i soldi della multa e si vanterà della propria “attenzione alla clientela”.

Wind – l’ultima arrivata – memore degli errori dei suoi concorrenti, adotta una tecnica defilata, che potremmo chiamare “alla chetichella”, che magari nessuno se ne accorge. Già perchè, a quanto ci risulta, l’operazione All Inclusive Maxi non è stata pubblicizzata sui media e Wind non ne dà notizia nella homepage del proprio sito (5). Abbiamo navigato nel sito della società e la novità non è indicata nemmeno nelle pagine dedicate ai piani tariffari o alle offerte promozionali. Esiste sì una pagina informativa (6), ma è ben nascosta, raggiungibile solo conoscendone l’url, quindi non è accessibile al cliente medio.

Abbiamo allora denunciato la pratica commerciale scorretta all’Agcom e all’AGCM (7) affinchè aprano un procedimento anche contro Wind, chiedendo – soprattutto – di emanare un provvedimento cautelare di sospensione immediata di questa pratica commerciale scorretta.

Nel frattempo, mettiamo in guardia tutti gli utenti che siano titolari di una sim ricaricabile della Wind e di un piano All Inclusive. Se non interessa il servizio All Inclusive Maxi, appena ricevuto il messaggio di prossima attivazione del servizio consigliamo di:
– disattivarlo subito, inviando un sms con il testo “MAXI NO” al numero 4033;
– inviare, via pec o a mezzo raccomandata AR una lettera di diffida (8);
– inviare una segnalazione all’Antitrust (9);
– tenerci aggiornati (10) su quanto accade.

(1) http://www.aduc.it/comunicato/vodafone+exclusive+denuncia+aduc+antitrust+condanna_24109.php
(2) http://www.aduc.it/articolo/vodafone+exclusive+negato+rimborso+15+milioni_24140.php
(3) http://www.aduc.it/comunicato/tim+prime+si+autosospende+dopo+denuncia+aduc_24207.php
(4) https://www.tim.it/prime
(5) http://www.wind.it/
(6) http://www.wind.it/it/privati/assistenza/info_e_copertura/wind_informa/informativa_all_inclusive_maxi/
(7) http://www.aduc.it/generale/files/file/allegati/2016/20160411-wspostoWindAgcm.pdf
(8) http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora_8675.php
(9) http://www.agcm.it/consumatore/55-tutela-consumatore/contact-center/5616-come-segnalare.html
(10) http://www.aduc.it/info/scrivici

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Consumatori Italiani e Giapponesi si confrontano

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Study Visit 22 gennaio: delegazione giapponese presso Adiconsum e Centro Europeo Consumatori Italia per un confronto sulla tutela transfrontaliera del consumatore


 Il 22 gennaio, alle ore 10, presso la sede nazionale di Adiconsum e il Centro Europeo Consumatori Italia, ha avuto luogo la prima Study Visit del 2019: una delegazione di rappresentanti della Consumers Affairs Agency (agenzia governativa giapponese) e della Mitsubishi UFJ Research and Consulting, (società di ricerca e consulenza), sarà ospite di Adiconsum  e del Centro Europeo Consumatori per uno stimolante confronto sulla tutela del consumatore nelle controversie transfrontaliere. Le attività di assistenza e consulenza di Adiconsum e dell’ECC-Net, le modalità di gestione dei reclami e i rapporti con le autorità nazionali ed europe, costituiranno solo alcuni dei temi in agenda previsti per l’incontro di domani, la cui finalità è quella di comparare i due diversi sistemi di trattazione delle controversie transfrontaliere in materia  di consumo e valutare  future eventuali collaborazioni internazionali a tutela dei consumatori.

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Consumatori

Italiani e prima auto: tutto ciò che c’è da sapere nella ricerca di automobile.it

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Una ricerca svela i retoscena

L’arrivo della prima auto è un passaggio fondamentale nella vita di ogni automobilista e di ogni persona. Per questo motivo, con la propria prima auto si crea spesso un rapporto che va al di là delle caratteristiche tecniche del veicolo e degli utilizzi che se ne possono fare, siano essi relativi al lavoro, allo studio o allo svago. Quali sono, quindi, le caratteristiche che legano gli italiani alla loro prima auto?

La ricerca realizzata su un campione di 1.000 intervistati da automobile.it, sito di annunci di auto usate, nuove e Km 0, risponde a questa domanda mettendo in evidenza alcuni elementi salienti che caratterizzano questo rapporto. I risultati, racchiusi in una infografica, raccontano quali siano le preferenze degli Italiani quando si parla di prima auto e forniscono uno spaccato interessante del nostro Paese, che sembra essere particolarmente legato al Made in Italy: il 55% delle prime auto è una Fiat e la classifica è dominata da tre auto della casa torinese: 500, Panda e Punto.

Il podio delle marche più gettonate è completato dalla francese Renault, con modelli importanti come la Renault 4 e la Clio, e dall’americana Ford, con la Fiesta su tutte.

Differenze rilevanti si evidenziano anche tra uomini e donne; queste ultime, infatti, ottengono la prima auto in media due anni dopo rispetto agli uomini, a 22 anni e 7 mesi rispetto ai 20 anni e 6 mesi degli uomini. Uomini e donne hanno anche priorità diverse nella scelta della prima auto; se gli uomini si lasciano guidare soprattutto dal fascino del brand, le donne tendono a dare maggiore importanza alla sicurezza.

Nel complesso è tuttavia il prezzo la variabile che più influisce sulla scelta della prima auto; è stato indicato infatti dal 34% degli intervistati ed è seguito dall’alimentazione (9%) e dall’estetica (9%). Meno gettonati lo spazio interno e gli optional, definiti importanti soltanto dal 5% e dal 3% degli intervistati.

Anche su base geografica non mancano le differenze. Valle d’Aosta, Basilicata e Toscana sono le regioni più “giovani”, quelle in cui la prima auto arriva prima. Al contrario Molise, Marche e Veneto sono quelle in cui questo traguardo viene raggiunto più tardi, tra i 23 e i 24 anni.

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Consumatori

#10yearschallenge SOCIAL E TUTELA DATI: RISCHI E OPPORTUNITÀ

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Adiconsum:
Uso dei Social network sì,
ma senza perdere mai la consapevolezza
che qualsiasi cosa postiamo è di dominio pubblico.

Tra gli over 55, il 41% sono analfabeti funzionali,
i meno avveduti nell’uso responsabile di internet e dei social
21 gennaio 2019 – Non passa giorno che sui social non venga lanciata una nuova moda attraverso un hashtag accattivante per aumentare i “like” e condividere momenti o situazioni con i propri followers. L’ultimo in ordine di tempo, lanciato dal Social network Instagram e ripreso anche da Facebook e Twitter, si chiama #10yearschallenge e invita gli utenti social a postare foto di cose, luoghi, avvenimenti, pensieri, immagini personali relative ad un lasso di tempo di 10 anni (2009-2019).

Questo nuovo hashtag sta riscuotendo molto successo e anche perplessità, soprattutto per quello che ricorda il fatto di postare foto personali. 

Con l’occasione, Adiconsum vuole ricordare che postare una proprio foto sui social potrebbe essere sempre pericoloso, soprattutto perché le foto postate rimangono archiviate sulla piattaforma e diventano di sua proprietà e di chiunque riesca a carpirle e catalogarle. Non solo le foto, ma anche tutto ciò che postiamo, può permettere di tracciare un profilo dei nostri interessi, delle nostre amicizie, dei nostri pensieri, che possono venire immagazzinati per altri scopi. Tutto questo non accade, quindi, solo quando vengono lanciati nuovi hashtag e nuove iniziative, ma è la regola dei social e non dobbiamo mai dimenticarla.

Una recente ricerca dell’Osservatorio Isfol ha rilevato che nel nostro Paese, tra gli over 55enni, gli analfabeti funzionali, cioè coloro che non sono mai stati o che non sono più in grado di leggere e comprendere una notizia, di interpretarla, di modularla, nonché di discernere tra notizie vere e fake news, raggiungono il 41%.

L’uso non consapevole di internet da parte degli analfabeti funzionali, ma anche da parte dei giovani, può diventare un terreno fertile per chi vuole fare business con la raccolta di dati personali.

Anche se non è una novità che i dati non sono solo di nostra proprietà, vero è che possiamo limitarne la loro diffusione adottando una serie di comportamenti più responsabili e consapevoli, durante la navigazione in internet, non togliendo nulla al desiderio di condividere i nostri momenti con gli amici.

Consigli Adiconsum

·       Controlla sempre le impostazioni relative alla privacy
·       Pensa e seleziona quello che pubblichi su internet
·       Non dimenticare mai che la rete è un luogo pubblico, dove si può prelevare tutto ciò che si trova e riutilizzarlo a nostra insaputa
·       Rispetta la netiquette, l’insieme di regole da osservare sui social network.

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