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Consumatori

Workshop Sicurezza alimentare e consumatori: le norme ci sono mancano strumenti per i consumatori

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Nel settore agroalimentare il consumatore è soggetto attivo,protagonista di scelte,tendenze e danni arrecati dalle frodi nel settore. Questo il tema centrale che ha accomunato i vari settori tecnici presenti nel workshop di Consumerismo.it e Frodialimentari.it, svoltosi presso l’ufficio relazioni con il pubblico del Corpo forestale dello stato, il 30 settembre 2013, moderato a Anna Zollo.

Ha aperto i lavori Nicolò Giordano, responsabile urp CfS e organizzatore dell’evento, introducendo la tematica, e mettendo in luce l’importanza del rapporto fra istituzioni e consumatori, soprattutto per “proteggere” l’anello debole della filiera a causa della poco corretta informazione, per tale motivo si è deciso di dare vita a una serie di WorkShop con i consumatori al fine di elevare la qualificazione informativa.

Testimonianza concreta giunta dalle istituzioni, attraverso il ministero della salute ed il Nucleo agroalimentare e forestale del corpo dello Stato. Il dott. Mario Massaro, ” Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione”, ha presentato la piattaforma Rassf attraverso cui gli organi Ue testimoniano e pubblicizzano le allerte nel settore agroalimentare. Emergono dati allarmanti con ben 3436 segnalazioni, risultando l’Italia il primo paese di trasmissione segnalazioni.

Il tenente De Franceschi, a nome del Nucleo Forestale, ha messo l’accento sull’agropirateria, denunciando la ripetuta pubblicità ingannevole per il consumatore nell’etichettatura,risultando vero fulcro centrale dell’erronea informazione per l’utilizzatore finale.

Codici,rappresentante per la tutela del consumatore, a nome del dott.Luigi Gabriele ha messo l’accento sulla difficile accessibilità anche attraverso i canali telematici per le segnalazioni istantanee di frodi agroalimentari, nelle sue svariate forme del vasto settore. Urge una necessaria congiunzione tra l’istituzione, il produttore e il consumatore finalizzata ad una filiera sicura e qualitativa, rilegata anche al parere del consumatore, che rappresenta colui che determinerà il successo o meno di un prodotto nel settore. Esempi concreti dall’ambito giuridico sono giunti dall’avvocato Graziussi, consulente Codacons e l’avvocato Luongo, vice presidente MDC, inerenti pareri Antitrust e responsabilità penale dell’aziende agroalimentari. Il settore agroalimentare è settore primario per l’umanità, essendo il cibo l’energia per l’essere umano, che viene propinato dalle grandi distribuzioni come merce di scambio priva di qualità ma fonte di profitto.

La dott.ssa Anna Laura Rosati, biologa e consulente, ha invece fornito spunti in merito alla necessità di una tutela a monte della produzione, attraverso l’uso di tecniche a basso impatto ambientale che possano ridurre i rischi di contaminazione nei cibi.
Davide Pati di Libera Terra, ha invece mostrato con esempi pratici come è possibile sconfiggere le illegalità con azioni etiche. Ha illustrato in modo dettagliato il fondamentale rapporto fra repressione,contrasto sensibilizzazione e etica, nello sconfiggere le mafie e valorizzare le tipicità locali.

Molto nutrita e qualificata anche dalla parte della platea che ha portato a interessanti dibattiti.
Oltre ad esponenti delle associazioni dei consumatori, anche la presenza di ispettori del Consorzio Mozzarella di Bufala Campana, di Luigi Ceretti di Amiexpó, ed altri.
A fine ottobre un nuovo appuntamento su la tracciabilità.

Il settore agroalimentare necessita di maggior tutela per il consumatore,non di certo di norme assai presenti nel sistema giuridico italiano, ed un ripensamento tecnico riguardo forme nuove di distribuzione tenendo conto della territorialità e qualità,come principi fondamentali per la scelta del prodotto che arriverà sulle nostre tavole.

di Matteo Pennacchia & Anna Zollo

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Consumatori

Finanziamenti condizionati a polizze assicurative, avviate istruttorie per presunte pratiche commerciale scorrette su Agos, Findometic e Cardif

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, anche a seguito di una segnalazione dell’IVASS, ha avviato due distinti procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti:
•    della società finanziaria Agos Ducato S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Vita, Cardif Assurance Vie s.a.;
•    dell’istituto di credito Findomestic Banca S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Danni, Cardif Assurances Risques Divers s.a..

Oggetto degli approfondimenti sono due autonome condotte poste in essere rispettivamente dalle citate società erogatrici dei finanziamenti e dalle predette compagnie di assicurazione.

Secondo l’ipotesi istruttoria, Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A. avrebbero condizionato, di fatto, la concessione a favore dei consumatori di prestiti personali alla sottoscrizione da parte degli stessi di polizze assicurative prive di connessione con il finanziamento, realizzando in tal modo una “pratica legante” tra i prodotti bancari e assicurativi, in violazione degli artt. 24 e 25, comma 1, lett. a), del Codice del Consumo. Tali condotte sarebbero idonee a limitare considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento in questione, nella misura in cui le imprese prospettano ai consumatori – intenzionati a richiedere prestiti – di poter accedere a questi ultimi solo sottoscrivendo le menzionate polizze assicurative, che nulla hanno a che vedere con il finanziamento, attuando un abbinamento forzoso tra le due tipologie di prodotti.

Dal canto loro, Cardif Assurance Vie s.a. e Cardif Assurances Risques Divers s.a. avrebbero posto in essere condotte contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore, in violazione dell’art. 20, comma 2, del Codice del Consumo. Segnatamente, esse, pur essendo venute a conoscenza dell’abbinamento forzoso tra le proprie polizze assicurative e i finanziamenti erogati, rispettivamente, da Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A., avrebbero rifiutato la restituzione richiesta da parte di consumatori in sede di estinzione anticipata dei finanziamenti delle quote parti dei premi delle polizze assicurative de quibus, motivando il rifiuto con l’assenza di connessione tra le due tipologie di prodotti: nel far ciò, le due compagnie non avrebbero attuato nei confronti delle finanziarie alcuna attività di verifica circa gli abbinamenti forzosi e, in via generale, di monitoraggio e controllo circa la modalità di collocamento dei prodotti assicurativi in questione.

Per accertare queste condotte, nella giornata di oggi, 18 aprile 2018, i funzionari dell’Autorità hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi delle suddette società, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 18 aprile 2018

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Consumatori

Il packaging alimentare lo paga comunque il consumatore. Frutta e verdura sfusa o imballata?

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La novità dei sacchetti dell’ortofrutta a pagamento ha orientato le abitudini d’acquisto dei consumatori sulla scelta di alimenti confezionati, ma CODICI avverte, anche l’imballaggio si paga.

L’applicazione della normativa europea, che a partire da Gennaio scorso ha fatto sì che i sacchetti dell’ortofrutta siano diventati a pagamento (da 0,1 a 0,3 centesimi), ha influenzato sicuramente alcune abitudini d’acquisto da parte dei consumatori che si sono ritrovati a prediligere frutta e verdura confezionata in vaschette di plastica, polistirolo o cartoncino.

Naturalmente anche questi imballaggi sono a carico dei consumatori, sebbene il costo non venga percepito in maniera diretta, bensì sia inserito nel prezzo finale. Il prodotto confezionato risulta, a conti fatti, addirittura più caro.

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, è evidente che l’ortofrutta in vaschette e coperta dal film plastico ha un peso notevole e comporta tempi di smaltimento più lunghi. La cosa migliore sarebbe non tanto quella di concentrarsi sui nuovi sacchetti biodegradabili, che da una recente parere del Consiglio di Stato sembra si potranno portare da casa, ma cercare di migliorare la sostenibilità e ridurre l’impatto ambientale di questi contenitori.

Considerando il problema della sostenibilità del packaging utilizzato per frutta e verdura, è nata la campagna social “Svesti la Frutta” (#svestilafrutta), lanciata dal portale greenMe.it. I promotori si sono chiesti: quanto abbia senso confezionare frutta e verdura, che già per natura grazie alla buccia hanno una loro protezione, e invitano a lottare in maniera attiva (e social) contro l’abuso degli imballaggi in plastica. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica, i produttori e le catene della grande distribuzione per favorire un’inversione di tendenza che rispetti l’ambiente e limiti gli sprechi, che Codici non può far altro che appoggiare.

 

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Consumatori

#Telemarketing e #Svuotacarrello ecco a cosa dovete fare attenzione

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Anche oggi(11 aprile 2018), con Salvo Sottile e @mimandarai3 abbiamo cercato di orientare i consumatori nel prestare più attenzione a quello che fanno.

➡️#telemarketing : ancora non è esecutiva la nuova legge che permette di inserire anche i numeri di cellulari nel registro delle opposizioni, ma ricordate che per i fissi questo è già possibile. Il link di riferimento è http://www.registrodelleopposizioni.it
Occhi aperti al nuovo ed aggressivo fenomeno del “trading on line” proposto attraverso la solita chiamata ingannevole.

➡️#svuotacarrello : prestare attenzione a quel che si compra significa non badare solo alle quantità ma anche al contenuto. Lo so è difficile, ma leggere le etichette ci insegna molto più di quello che pensiamo di sapere.
Per la spesa alimentare io mi orienterei al rapporto con un venditore di fiducia. Ma mettere subito in chiaro che se tradisci la mia fiducia, ti lascio e lo dico a quante più persone possibile.

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