Codici annuncia esposto al corpo forestale e invita la magistratura ad aprire una inchiesta

Continua l’inchiesta di spazioconsumatori.tv sullo zucchero di canna. Sempre più usato dai consumatori anche nella preparazione dei dolci, lo zucchero di canna assume la connotazione di ingrediente più naturale dello zucchero raffinato. Ma di fatto non è così.
Spazioconsumatori.tv ha intervistato Patrick Pagani di Unionzucchero il quale afferma che: “le caratteristiche nutritive e l’apporto calorico dello zucchero grezzo sono del tutto identiche a quelle dello zucchero bianco. Le differenze di sapore e colore tra lo zucchero grezzo di canna e quello raffinato dipendono infatti dalla presenza di piccole quantità di residui vegetali (melassa), che non vantano particolari significati nutrizionali.
Insomma, le due tipologie di zucchero non sono poi così diverse – commenta il segretario Nazionale del Codici, Ivano Giacomelli – in quanto entrambi gli zuccheri subiscono un processo di raffinazione.

“Il colore ambrato dello zucchero di canna è dato dalla presenza di melasso che nel caso dello zucchero
di canna ha un gusto aromatico
. Per questo motivo, e per nessun altro – secondo Pagani – a differenza dello zucchero di barbabietola, quello di canna viene commercializzato “grezzo”.

Intanto sul web acceso è il dibattito sull’argomento. Guida al consumatore.com parla di “Rischio contraffazione” . Secondo la rivista on line lo zucchero di barbabietola potrebbe essere addizionato ad un colorante detto caramello ammoniacale in codice E150 d e venduto come zucchero di canna. Il colorante è presente in molte bibite e caramelle ed è stato più volte sotto accusa a causa della sua potenzialità cancerogena. Sulla questione, spazioconsumatori.tv ha intervistato George Kass, Esperto Efsa. Il quale oltre a rassicurarci dicendo che il colorante caramello non è dannoso per la salute ci dice anche che nello zucchero di canna non sarebbe giustificata la presenza del colorante caramello.
Di conseguenza se questo accadesse ci troveremmo di fronte ad una vera e propria truffa ai danni del consumatore. Pertanto, data la scarsa informazione sull’argomento l’associazione Codici vuole vederci chiaro sia in materia di trasparenza che di sicurezza alimentare e annuncia un esposto al Corpo Forestale. Guarda la seconda parte dell’inchiesta video e l’intervista a George Kass, Esperto dell’EFSA